6 OTTOBRE 2017

Dei Prostitution si sa ben poco, se non che sono un trio di Brooklyn, attivi dal 2011 con l’EP di debutto omonimo cui segue "Listless" nel 2013 e ora "Egyptian Blue", di prossima uscita il 10 Ottobre. Le produzioni dei Prostitution sono tutti EP di durata minimale, di cui "Egyptian Blue" ne è finora l’eccezione, con i suoi 20 minuti scarsi. Partiti con il già citato EP omonimo dove poco si è capito se non una gran confusione, dovuta soprattutto dalla non eccelsa produzione, rimandando all’Hardcore rude e grezzo degli Oathbreaker di Mælstrøm. Con "Listless", di sole due tracce, si assaggia la potenza dei nostri in sede live (seppur anche qui le registrazioni penalizzino ancora l’ascolto in digitale) mentre con "Bright Lights" abbiamo finalmente dei suoni più limpidi ed una canzone che per furia e caos ricorda gli Strapping Young Lad. Come sarà allora la loro ultima fatica? 

Con la opener “Hypergiant" di primo impatto si nota l’evoluzione sia stilistica che produttiva, tutto sommato notevole per essere una release indipendente. Il caos e la furia vengono sostituite da ritmi alternati, pause, riprese e intermezzi melodici creati con sapienza calcolata.

“The Boat" è un mix dell’aggressività che li hanno accompagnati finora e la maggior ricerca compositiva già osservata in "Hypergiant". Un buon pezzo ma che non si eleva per originalità. “Elevated Droves" è la traccia più lunga dell’EP ed è anche quella più stilisticamente elaborata. Come con “Hypergiant" siamo davanti a repentini cambi di ritmo, aggressività, passaggi più cadenzati… il tutto gestito con maestria e capacità tecnica notevole. 

In conclusione, un buon EP che segna un po’ la svolta stilistica dei Prostitution dall’hardcore becero verso un black metal dai tratti death. 

 

Alessia “VikingAle” Pierpaoli

70/100