Sagorah, band altoatesina di Death e Thrash Metal, hanno all’attivo due album, il primo “I” pubblicato nel 2015 e “Control and Create” dello scorso 2016, registrato live dal quale scaturisce un sound grezzo, non avendo modificato assolutamente nulla. I testi di “Control and Create”, parlano del non rispetto verso il nostro prossimo e la natura.

Da questo album, è stato estratto il brano omonimo “Control and Create”, del quale hanno realizzato un video, autoprodotto, girato a Merano, creato e montato da Iwan D. Holzer, cantante della band.

 

Un caloroso benvenuto nelle pagine di Insane Voices Labirynth, vorreste presentarvi ai nostri lettori e dirci come è nata la band?

 

Salve e grazie per l’interesse nei nostri confronti!

Allora noi siamo i SAGORAH di Bolzano, per precisare dalla bella Valle Aurina all’estremo nord. Siamo nati da un’idea mia e di mio cugino, il nostro batterista Julian nel tardo 2013 e volevamo far risorgere il metal nostrano che all'epoca era un deboluccio. Ci siamo dati da fare, cercato gente, scritto canzoni, imparato cover delle band più famigerate come Cannibal Corpse, Behemoth, Warbringer e Kreator. Poi nel 2014 il ns. primo live al Hammerfest di Alterivo (BZ), piccolo open air di due giorni in mezzo al bosco, una favola insomma. Abbiamo suonato 2 o 3 canzoni proprie, il resto erano cover per colmare i 35 minuti di stage-time. Insomma siamo usciti vincitori e abbiamo ricevuto tanto bel feedback e abbiamo scritto Cocaine Cowboy subito dopo il concerto.

E da lì in poi solo canzoni proprie, poi è nato “I” nel 2015 che ha avuto un ottimo impatto nella scena metal alto atesina, austriaca e tedesca e infine siamo arrivati a “Control And Create” nel 2016.

 

Può non essere semplice, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro, come è nato e come si è sviluppato?

 

L’idea di suonare tutto live in studio e di fare one-take (1 registrazione per canzone) è arrivata direttamente da Manuel Stix il quale ci ha registrati, fatto il mix e il master nel suo Ambient Studio a Mils (Austria).

Diciamo così, ci ha costretti a farlo per lavorare con lui e noi abbiamo accettato. Suona cattiva la cosa, ma ci ha fatto crescere, 4 mesi di duro lavoro per entrare in studio e uscire dopo due giorni e mezzo col master in mano. Un’impresa non da poco se si ascoltano le canzoni.

Il bello di “Control And Create” è la microfonazione, soprattutto della batteria, semplicemente eccelsa. Siamo entrati, abbiamo sudato e suonato, abbiamo conosciuto tanta gente che è venuta a vederci, perché normalmente lui fa Jazz e roba classica, professori di conservatorio che sono rimasti a bocca aperta. Io il piccolo della band che si sentiva sul parcheggio attraverso 3 stanze in vetro. I chitarristi che suonavano con una precisione fuori dal comune e il nostro batterista paragonabile a un computer programmato come un orologio atomico. La preparazione è tutto e noi eravamo preparati a tutto.

Abbiamo sudato non sette, ma 666 camice ahahah.

 

Siete già al lavoro su del nuovo materiale? Possiamo aspettarci presto un nuovo album? 

 

Effettivamente stiamo lavorando al nostro primo album full length, al momento presentiamo una nuova canzone a ogni live, tanto per divertirci un po’. Nel 2018 lo presenteremo direttamente al Hammerfest, esattamente a 4 anni dal nostro primo live sullo stesso palco.

 

Qual è il vostro obiettivo artistico e cosa volete comunicare ad un ascoltatore? 

 

Il comunicato nei miei testi è molto semplice, aprite gli occhi!!! Siamo presi da troppe informazioni, fasulle, mezzo fasulle, vere… insomma un casino a non finire, la gente non ci capisce più nulla!

In “I” tratto principalmente i testi in prima e terza persona; in “Control And Create” parlo della situazione e di cosa sta succedendo, tranne che in FIRE, dove dico direttamente cosa penso della comunità élite e di cosa dobbiamo fare per migliorare la nostra situazione! Leggetevi il testo, ne sono fiero assai.

 

Se doveste, in tre parole, definire la vostra carriera fino ad ora, che aggettivi usereste? 

 

Fica, bellissima, intensiva.

 

Oggi la proposta da parte dei musicisti, anche delle band di minore rilievo, non solo in senso musicale, anche di business, si sviluppa attraverso la grafica, il supporto promozionale, una scelta di date live e se possibile cercare collaborazioni di peso. Voi come vi siete mossi in questo senso per “Control and Create”?

 

Sinceramente, abbiamo seguito il nostro istinto, spediamo richieste, riceviamo inviti, ma soprattutto non ci svendiamo. Gratis non suono e se organizzo nessuno mi suona gratis! Assolutamente contro il pay2play! Diciamo così, chi ci vede live, ci chiede di suonare nuovamente, il bello di “Control And Create” è, che se ascolti il CD, ci senti dal vivo e se vai ai nostri concerti, ci senti come sul CD, anzi, dal vivo abbiamo ancora più grinta! Noi ci affidiamo a questo concetto, suoniamo per suonare di più e la cosa funziona! Ma è un lavoro non da poco, non siamo i soliti che dopo 2 ore di saletta vanno sul palco, noi ci prepariamo come dei matti…

 

I live show sono un’occasione importante per ammirare le doti dei musicisti, se dovessi invogliare le persone a venirvi a vedere in concerto, cosa direste?

 

Siamo micidiali, tecnicamente ad altissimo livello, pieni di grinta e diamo il massimo possibile! Il nostro batterista è una bomba, micidiale, i chitarristi delle bestie e io… dai, sono un guerriero e live cerco di spaccare il più possibile…

 

Quali sono state le vostre migliori soddisfazioni nei vostri concerti?

 

I fan! Abbiamo un’ottima fanbase, accanita, ci seguono e ci supportano dal primo giorno. Sempre, i migliori fan del mondo!

 

A vostro parere, com'è cambiato il pubblico heavy metal in Italia nel corso degli anni? 

 

Direi che è diventato più pigro, vedi sempre le stesse facce, i vicini manco si alzano dalla poltrona per fare 200m… È un peccato, perché YouTube non è live e basta!!! I cd si comprano ai live, date supporto alle band che vi ripagano con la vostra musica preferita e non rubate tutto online, anche noi lavoriamo, spendiamo decine di migliaia di Euro per arrivare a tanto!

 

Secondo voi, la individualità musicale, è più vicina alla tecnica oppure alla sintonia che si crea tra i componenti del gruppo?

 

Secondo me la sintonia. La tecnica e fica per un breve momento, ma l’armonia tra musicisti è quello che fa la musica bella. Noi non armonizziamo come concetti musicali, siamo 5 teste differenti, chi vuole sound epico, chi death grezzo, chi melodico e chi vuole il death ultra tecnico. Per questo siamo differenti, 5 teste che si combattono a suon di riff e colpi di batteria, poi le urla di un cantante che di ritmica ne capisce ben poco, ahah. Questo siamo noi, noi siamo i SAGORAH e noi siamo diversi.

 

Ringraziandovi per il tempo che ci avete dedicato, volete aggiungere qualcosa per i nostri lettori e per chi vi segue? 

 

Siete i migliori, ci vediamo live! HORNS UP AND STAY METAL MY FRIENDS.