I No Way Out nascono in Emilia-Romagna a Modena verso la fine del 2015 vedendo inizialmente nella formazione cinque ragazzi provenienti da diverse esperienze musicali precedenti:

Erik Marzocchini alla chitarra, Alberto “Albi” Lugari alla batteria (ex Gammistax), Davide “Bruso” Brusini al basso (ex Imminent Destruction), Domenico “Dome” Rondinone alla seconda chitarra e Mirko Bagni alla voce (entrambi ex Angels of Destruction).

La band definisce la propria proposta sonora come il frutto di un’unione dell’energia del Thrash Metal con la maestosità dell’Heavy Metal classico.

La proposta creativa si concretizza nel 2017 con la loro prima pubblicazione sotto forma di EP dal titolo “Dirty Games”, registrato agli Art Distillery Studios e promosso dalla  Cr.art.music.lab Music Press Office.

Il disco si apre con la traccia “Dead Man” che dopo un breve arpeggio di chitarra scandito dagli accenti di batteria mostra già i primi riff ispirati dal Thrash in stile americano di Metallica e Megadeth.

La voce di Mirko Bagni è decisamente simile a quella di Tom Angelripper dei Sodom di fine anni 80.

Il sound si mostra aggressivo e si inquadra in un tempo che va verso i 130 bpm presentando diversi cambi ritmici tra parti incalzanti e leggermente più cadenzate dove doppi colpi di cassa fanno da tappeto in alcuni punti ed alternandosi creando un certo dinamismo nella struttura.

È il basso di Bruso ad aprire la seconda traccia che si intitola “End of The World”. 

Estasiante l’assolo di chitarra e la sua esplosione finale che viene seguita dalla batteria che definisce il tutto con ritmi serrati.

Le sonorità dei No Way Out si dimostrano furiose quanto raffinate.

Anche su questa traccia non si fa mancare un’ampia ricerca melodica e ritmiche che definiscono con una vivace mutevolezza le diverse parti della composizione.

“War is Near” risulta essere un brano straordinario. Un’ottima lead guitar offre un’aria trionfante al brano musicale. Durante il ritornello i cori degli altri componenti affiancano la voce ruvida ed aggressiva di Mirko.

Il bridge mi trasporta in un viaggio sonoro, che ricorda lo stile degli Iron Maiden, distaccandosi momentaneamente dal motivo principale per poi ritornare sulle sequenze melodiche della chitarra solista presenti già all’inizio del pezzo.

L’ultima traccia si intitola “Overload”. E’ il brano più violento e travolgente dell’album.

Velocità incalzante in gran parte del brano con ritmiche decisamente thrash di matrice punkeggiante in stile Motörhead.

Anche qui mancano particolari fraseggi melodici che, a fasi alterne, si intrecciano con i riff aggressivi, con un risultato magnifico.

Dopo un’eccellente assolo resto incantato verso il minuto 4:02 dove la potenza del brano viene esasperata dalle chitarre che seguono esasperano entrambe la melodia trascinandola su tonalità differenti.

Non poteva esserci traccia migliore per chiudere il disco.

 

“Dirty Games” è un EP che riesce a presentare una certa linearità tra le sue tracce in una vasta gamma di influenze sonore che riescono a riassumere con freschezza creativa e con una produzione moderna diversi approcci stilistici sorti dall'inizio alla fine degli anni 80.

Pertanto consiglio questo disco a chi ama band come Motörhead, Warfare, Iron Maiden, Megadeth, Testament, Overkill e Sodom.

 

 

Daniele “Nadhrak” Parisi

80/100