Gli Antonement Theory sono il progetto (inizialmente solista) di Chicago guidato da Jay Jancetic che finora ha dato forma ad un solo EP, Illumination. Ciò che ci offrono è un Post Metal/Sludge con influenze prog e industrial molto buono e interessante, contornato da un’ottima produzione in studio e un artwork dai temi spaziali come la musica. Trasportati dai ritmi cadenzati e lenti che si possono trovare in quasi tutte le 4 tracce di questo Ep, dalle melodie spaziali, dal tempo della batterie e da un growl corposo, chiudendo gli occhi si viene trasportati in una dimensione spaziale, senza forma e libera, costituita solo dalla musica degli Atonement Theory. 

Ma andiamo con ordine:

Un lavoro molto particolare, di non facile ascolto, che potrebbe annoiare ad un primo ascolto. Durata delle tracce non troppo lunga, tranne che per i 7:43 minuti dell’ultimo pezzo “The Hallow Imprint”. Come detto prima, una produzione ottima, nessuno strumento si sente più o meno degli altri.

Un guitarwork non troppo complesso, ma fondamentale per creare l’atmosfera stellare dell’EP.

Stessa cosa per la sezione ritmica: linee di basso che seguono spesso la chitarra e una batteria che detta il tempo cadenzato e lento dell’album senza mai allontanarsi da ciò che è l’idea complessiva dell’EP.

L’EP si apre con “Illumination”, quasi un’introduzione, anche per la durata di 2:37 minuti, inferiore rispetto agli altri pezzi, che reputo la meno riuscita delle 4 tracce.

Segue poi “Ominous Sensation”, seconda canzone, più interessante e atmosferica della precedente. Linea di chitarra simile a quella della successiva “Sink (The Abyss of Dwelling), più veloce e varia.

Ma la migliore, secondo me, è l’ultima “The Hallow Imprint”, dove si trova tutta l’essenza di Illumination. Situazione di pace cosmica, un lavoro dietro le pelli più vario e libero, basso più presente, sperimentazione. Tutto ciò in giusta misura diviso in 7:43 minuti.

Che dire, Illumination è pur sempre un EP, solo 4 tracce, ma fanno sperare bene nel futuro, ne vedremo (anzi, ascolteremo) delle belle sicuramente.

 

     

Peppe Sorrentino

78/100