10 LUGLIO 2017


Non sempre le canzoni Rock/Metal sono scritte con l’intento di far scapocciare gli “indiavolati” o, più in generale, a creare divertimento, ma, talvolta, anche a trasmettere emozioni più profonde e a far meditare sugli aspetti più astratti della nostra esistenza. Questo è quello che ci viene in mente a noi, sentendo parlare degli “Distant Landscape”, una band romana, nata a Giugno del 2015, da un’idea del cantante/chitarrista Marco Spiridigliozzi, il quale riesce in pochi mesi ad assoldare i membri che costituiranno la band e che, da Marzo 2016, iniziano una lunga sessione di mixing in studio. A febbraio 2017, dopo aver cominciato a salire sui primi palchi, entra nella formazione la cantante/tastierista Francesca Giuditta. Il 23 Maggio 2017 la band rilascia, sotto la Sliptrick Records, il primo full album “Insights”!

Sin dalla prima traccia “Same Mistake” i Distant Landscape mettono bene in chiaro le loro intenzioni di arrivare all’ascoltatore in maniera molto piacevole e rilassante, con un susseguirsi melodico di stampo quasi lounge e che, successivamente, sfocia in un’incalzante ritmica, distorta sulle chitarre e leggermente spostata a livello batteristico, mantenendo comunque una certa melodia in sottofondo. Notiamo con piacere la bellissima tecnica vocale di Marco Spiridigliozzi: pulita, ammiccante e perfettamente assimilata all’atmosfera malinconica e triste dei pezzi. Fidatevi, questo insieme di suoni psichedelici e di stampo ambient con la carica dei riff Post-Rock, hanno un effetto veramente inebriante e vi permetteranno di fare degli spettacolari viaggi mentali e meditazioni filosofeggianti di ogni genere. 

Dopo 5 brani passati a riflettere su quale sia il senso della vita, veniamo ulteriormente colpiti dall’esecuzione dal sesto, “The Love of a Mother for her Sons”, in cui notiamo il fantastico lavoro svolto dalle tastiere in tutto il brano e della voce di Francesca Giuditta, che mette in mostra la sua delicata e suadente voce. Anche qui, dopo circa 4 minuti, il pezzo sfocia in un concentrato di sonorità Rock, accompagnato da leggere influenze Progressive! L’album si chiude con la traccia omonima, nella quale, la band romana, mostra i muscoli anche a livello acustico, con un interessante lavoro sulle chitarre che va ad intrecciarsi perfettamente con le sonorità psichedeliche e sperimentali della tastiera. Anche questa traccia ha fatto sì che la nostra mente divagasse nella totale spensieratezza e in una piacevole sensazione di “asocialismo”.

Insomma, “Insight” si è rivelato un’importante scoperta, sia a livello di genere che a livello compositivo dei brani. Un grande lavoro sul mixing, palesemente ben curato in ogni dettaglio di tutti gli strumenti e sulle voci, il quale difficilmente lascia spazio a qualche dubbio! Gli appassionati del Post-Rock troveranno chiaramente pane per i loro denti in questo full lenght, ma noi, sentiamo la necessità di consigliarlo, in generale, anche  a chi ama immergere la mente in bagni di meditazioni e riflessioni filosofiche! Con quest’album i Distant Landscape hanno dimostrato con grande abilità e destrezza di saper accorpare genere tanto singolari tra loro da riuscire ad ottenere un ottimo risultato.

Naturalmente, in tutto ciò, confidiamo in un ulteriore rinnovamento stilistico e in un prossimo lavoro, nuovamente rifinito e ben fatto da parte dei pionieri romani!

 

Simone Zamproni

79/100