Band: Killsorrow

Album: Little something for you to choke

Anno: 2016

Etichetta: Art of the night production

Genere: Groove/Melodic Thrash metal

 

Niente male come debutto questa prima sortita sul mercato discografico dei polacchi Killsorrow, non stupisce che la band venga da un paese da un ventennio a questa parte prolificissimo in ambito estremo e patria di svariati acts di statura internazionale. Nonostante la provenienza, la proposta della band si colloca a metà fra la Bay area e la Svezia, in un sound creato infondendo in un thrash metal molto groovy sfumature melodiche e qualche tocco classico e rendendola a tratti assimilabile a quella di certe bands della new wave of u.s. heavy metal e in altri frangenti a quella degli acts melo-death scandinavi. Il risultato su questo "something for you to choke" sono una decina di pezzi di cui alcuni molto catchy, i riffs imponenti e l'accattivante sovrastruttura melodica danno veramente a canzoni come "my way", "of a weakened soul" o la title  track il potenziale di rimanere in testa dopo pochi ascolti. L'eccellente lavoro del duo Paweł Sokołowski e Michał Sokół alle chitarre è infatti l'anima di questo full lenght ed è capace di dare una carica pazzesca anche ai pezzi più lenti ed heavy, la opener "heading home", "buried hopes" e "falling" su tutte, con un groove da headbanging e assoli killer. L'Unico difetto su questo biglietto da visita, ricordiamo che comunque sempre di un album d'esordio si tratta, altrimenti ineccepibile è che se le tracce prese singolarmente sono tutte godibili complice anche la buona produzione, purtroppo nel complesso soffrono di una certa monotonia nel songwriting che, unita al cantato maschile monocorde e alla formula di riff mid-tempo trita e ritrita, fanno si che l'album perda un po' d'interesse nell'ascolto prolungato dei suoi dieci pezzi. Tutto sommato "something for you to choke" rappresenta un lavoro encomiabile per un progetto giovane nonché un valido ascolto, siamo ansiosi di scoprire cosa serba per noi in futuro la band.

 

 

Michele Bertalot

75/100