25 LUGLIO 2017

Fondatisi nel 2011 e partiti come una band folk ma molto più aggressiva (niente strumenti folk ma basi registrate), i Pereplut iniziano a raccogliere feedback positivi dal pubblico dei loro live, dando loro la forza di andare avanti e maturare. A fronte di continui cambi di line up, le influenze si fanno sempre più varie fino a raggiungere l’obiettivo di trovare un proprio stile ed iniziare a registrare qualcosa, un maxi singolo uscito nel 2015 dal titolo “В заповедных лесах Северной стороны”. Un godibile EP di folk metal tra Heretor ed Heidevolk la cui sorpresa maggiore è rappresentata dal fatto che vengono abbandonate le basi registrare a favore di veri strumenti.

L’anno successivo esce il singolo “Тропою Волколака / Tropoyu volkolaka”, dal suono più aggressivo, con parti dove la chitarra fa da padrone e la voce si fa strozzata, quasi a scapito degli strumenti folk.

Nel frattempo i Pereplut calcano palchi su palchi della madrepatria russa aprendo per famose bands siberiane o russe, hanno presenziato al Metal Hail del 2015 come headliner, compiuto mini tour, spento 5 candeline nel 2016 e, infine, il 7 aprile del 2017 arriva il loro full lenght “В стародавние года...” traducibile come “At The Ancient Times … ”.

Il disco si compone di 9 inediti + Тропою Волколака per un totale di 42 minuti circa.

La copertina, curata da Anton Matev (come le altre due cover dei Pereplut) porta l’ascoltatore in un bosco magico dove esseri fatati danzano alla luce di un fuoco dove un fauno sta… cucinando un essere umano.
In quest’atmosfera folcloristica si apre “At The Ancient  Times”: la traccia iniziale è una ballata acustica che rilassa l’ascoltatore, ma non c’è tempo di sedersi comodi perché subito partono una dopo l’altra canzoni trascinanti ideali a pogate e danze poco sobrie. Da metà disco in poi il ritmo rallenta, come se dopo aver danzato e banchettato sia lentamente ora di tornare al proprio giaciglio.
Un ottimo full di debutto per i russi Pereplut, che con il loro sound mi hanno ricordato un mix tra i Korpiklaani da Tervaskanto in giù e gli Heidevolk. Atmosfere pagane, strumenti classici usati ed amalgamati con la parte elettrica fanno il loro egregio lavoro. I Pereplut sono consigliatissimi ai fan dei due gruppi suddetti, ma anche a tutti i fan del Folk metal e a chi ha voglia di passare poco meno di 45 minuti in un’atmosfera di festa pagana.
Fun Fact: “Pereplut” è il nome del Dio slavo dell’ebbrezza e della danza. Viene venerato bevendo da un corno.

 

Alessia "VikingAle" Pierpaoli

80/100