14 APRILE 2019

DOMANDE A CURA DI LOREDANA GARRA

Benvenuto sulle pagine di Insane Voices Labirynth, Drakhen.

 

Grazie a voi di Insane Voices Labirynth per avermi dato la possibilità di rispondere alle vostre domande.

 

Sei l’ideatore del progetto Bloodshed Walhalla, nato nel 2006 come cover band dei Bathory periodo viking metal. Cosa è successo in questi tredici anni e come si è evoluta la tua one-man-band?

 

In questi tredici anni di attività sono successe fortunatamente molte cose positive per quanto riguarda questa esperienza musicale. Come hai detto tu siamo partiti come cover band di omaggio ai Bathory e ci ritroviamo al giorno d’oggi con quattro album in studio regolarmente pubblicati e diversi lavori tra EP e DEMO. Il sound si è evoluto passo dopo passo, anno dopo anno, così come I brani e gli album hanno assunto fisionomia diversa nel corso del tempo e con l’esperienza giusta accumulata. Anticipo confermando che questo è un progetto che prevede un solo membro che compone ed incide musica ma che ultimamente è uscito fuori dalle mura per proporre nell’underground il proprio pensiero musicale.

 

Dopo tre demo rilasciati tra il 2008 ed il 2010, vede la luce “The Legends Of A Viking” ben accolto e positivamente recensito. Con “The Battle Will Never End” del 2012 il nome del gruppo è ormai fortemente collocato nell’ambito del metal norreno e l’interesse intorno alla band cresce e si consolida. Cosa ci puoi raccontare di quel periodo?

 

Sono sempre stato influenzato dalla musica dei Bathory fin dalla adolescenza ma ho sempre suonato con band che facevano tutt’altro. Quando la vita ti offre un bivio tu devi decidere quale strada prendere ed io in quel periodo decisi di abbandonare la musica per svolgere il lavoro che oggi porta il pane in famiglia. Una volta stabilitomi definitivamente nella mia città natale dopo tanti cambi di residenza ho rispolverato la mia chitarra e cercato in tutti I modi di coinvolgere altri membri al mio sogno principale che era quello di formare una cover band di tributo ai Bathory. Cosa in cui non sono mai riuscito a creare perché dalla mie parti il metal estremo è un po’ più di nicchia e il massimo che riesci a suonare è un Death Metal di vecchio stampo. Era il periodo in cui ci lasciò il maestro Quorthon ed io ancor più di prima sentivo la necessità di continuare ad ascoltare quelle sonorità nordiche che tanto mi coinvolgevano. Ricordo che alla fine investii un po’ di soldini e mi comprai la strumentazione necessaria per creare nella mia cantinetta un mini studio per poter fare musica anche da solo. Iniziai ad incidere le prime song che poi alla fine erano cover della band svedese. Ero felice perchè la cosa stava riuscendo parecchio bene e dopo le prime condivisioni a qualcuno piaceva la mia idea. Però la malinconia iniziava a farsi sentire, Nordland 2 era ormai un ricordo e mi mancavano le song dei Bathory. Non potevo credere che non avrei potuto mai più ascoltare una loro creazione e fu allora che mi balenò l’idea di crearmi da me le canzoni dei Bathory. Iniziai ad incidere alcuni riff e qualche idea qua e la. Dopo aver studiato profondamente la musica di Quorthon ed iniziato a pensare come lui avrebbe pensato iniziai anche a documentarmi più intensamente sulla mitologia Norrena e quindi creare I testi appropriati per le mie song. Dopo qualche mese le song erano pronte e suonavano maledettamente Bathory. Sembravano loro ma non erano loro. Ero felicissimo perché  pubblicai il mio demo in completa libertà. Cavolo piaceva, la gente mi contattava, iniziai a dare la mia musica in Nuova Zelanda per una etichetta che non ricordo il nome ed alla fine mi contattarono anche dall’Italia. L’etichetta volle pubblicare il mio demo così com’era, per loro era fantastico, non cambiammo una virgola. Nacque allora LEGENDS OF A VIKING, fu un successone. Recensioni ottime da parte della stampa italiana ed estera, interviste da tutto il mondo. La gente mi contattava perchè vedeva in noi I nuovi Bathory, gli erdi, una cosa impressionante, non so quanti dischi ha venduto l’etichetta di quell’album ma so di certo so che la gente mi contatta tutt’oggi per sapere come fare per acquistare l’album. La cosa era meravigliosa per me, tutto doveva proseguire così come era iniziato, sacrificio e volontà. Lavoro e passione. Dopo 2 anni Pubblicammo il secondo full, THE BATTLE WILL NEVER END. I nuovi Bathory si erano confermati e tutti furono felici di questo. Alla fine volevo far musica per me stesso e per la mia malinconia e mi sono ritrovato in quel periodo ad avere fans che mi contattavano e si congratulavano per il progetto che avevo intrapreso.

 

I Bloodshed Walhalla sono stati inseriti nella compilation “Voices From Valhalla - A Tribute To Bathory ”. La figura di Quorthon ti è stata di grande ispirazione, pensi di essere riuscito in un certo senso a portare avanti il discoro musicale da lui iniziato e purtroppo prematuramente interrotto?

 

Certo, sono sicuro che il buon Tomas guardandomi dall’alto è entusiasta che band come la mia si siano ispirate alla sua musica e portato ancor di più in giro il nome dei Bathory. Quando mi contattarono dalla Inghilterra per Voices From Valhalla ero al settimo celo. Un Lucano su nel Valhalla, da non credere e per di più senza una band ma con tanta voglia di fare musica.  E comunque se dobbiamo dirla tutta oltre a quella compilation I Bloodshed Walhalla hanno partecipato a diversi lavori in nome dei Bathory e di questo siamo fieri ed orgogliosi perché va a rafforzare e consolidare il nostro ruolo nella scena Viking Metal mondiale e del grande lavoro fatto in 13 anni. Chi ascolta il Viking al giorno d’oggi non può non conoscere I Bloodshed Walhalla.

 

Vorrei spendere alcune parole circa l’interessante EP “Mather”, cantato in italiano che narra di storie antiche della tua città natale, Matera.

 

E’ stata un’idea veramente bizzarra, fare Viking con canzoni di musica popolare caratterizzata da usi e costumi lontani anni luce ha fatto sorridere più di qualcuno che alla fine si è ricreduto affermando che l’originalità del progetto è senza precedenti ed è effettivamente un capolavoro. Le canzoni dell’EP sono solamente 5 e più che italiano è cantato in dialetto materano che per molti non è molto semplice da comprendere. Si parla della vita della gente di Matera, quindi niente vichinghi o Dei del Nord, però questo la gente che giustamente non capisce cosa dico e non conosce la canzone originale pensa di star ascoltando effettivamente un brano Viking Metal. Questo per me è fantastico. Il lavoro è uscito alla fine veramente bene, all’epoca furono stampate solo 100 copie solo per I fans più accaniti. Io personalmente ho solo una copia malandata del lavoro e spero di ristamparla magari con il successore. Si in effetti il progetto è un capitolo aperto che non si è ancora chiuso.

 

“Thor” é uscito nel 2017 ed era considerato il tuo capolavoro. Come ti sei approcciato alla composizione di questo album rispetto ai precedenti?

 

Io penso che Thor non è altro che l’evoluzione di un sound e di un modo di fare musica che con il passar del tempo, fisiologicamente ha bisogno di arricchirsi di esperienza e idee che in principio non ti sognavi minimamente di tirar fuori.Thor è un album ben fatto a mio avviso che anche se registrato in uno studietto da quattro soldi, il mio, ha fatto parlare di se positivamente e negativamente allo stesso tempo. Positivamente perché la musica ed I testi incisi sono veramente validi, c’è veramente tutto quello che un ascoltatore di Viking Metal possa desiderare con l’aggiunta di una novità che sono le tastiere, cosa che nei primi due album è inesistente. Mi entusiasmò parecchio il suono tirato fuori dalle chitarre, più oscuro e freddo ma nello stesso tempo più maturo rispetto ai lavori precedenti. La batteria d’altro canto suonava davvero bene, mentre nei primi due album risulta effettivamente un po’ fasulla dato che si parla di elettronica. In quel periodo le mie influenze musicali che si erano giustamente adeguate entrando prepotentemente nel mondo Viking mi portarono ad un approccio con le song leggermente più complesso e fu così che sperimentai minutaggi più prolungati nella struttura del pezzo. Nulla doveva essere tagliato ma arricchito. Parlando di un argomento sentivo il bisogno di raccontarlo nei particolari e per far ciò bisognava per forza di cose prolungare la durata del pezzo. Questo nuovo aspetto non ha snaturato la nostra provenienza musicale ma credetemi l’ha arricchita ulteriormente rendendola più affascinante e curiosa. Quasi nessuno ha criticato negativamente questa scelta di evoluzione compositiva. Ho avuto moltissime lamentele da parte dei fans e dalla critica per via della copertina scelta per rappresentare l’album. Questa è la nota negativa dell’album, una cover che fa veramente Cagare. In principio potete ben immaginare a cosa pensavo dato che si parla del Dio del tuono, ma per la mia etichetta avrebbe dato più impatto una copertina di merda nera con su scritto Thor in caratteri di merda e con colori di merda. Ma qui sbagliai anche io perché diedi loro troppa fiducia, ma dopo tanti ritardi che non vi dico alla fine li mollai per cercare nuove fortune. Purtroppo anche se la musica è ottima li dentro, avvolte mi vergogno di presentare il CD alla gente!!!

 

Il 2018 è l’anno di “Ragnarok” per la Hellbones Records, quattro brani per una durata totale di 64 minuti, da noi recensito con un entusiastico 90/100. Cosa ci puoi raccontare della creazione di quest’opera epica e sontuosa?

 

Beh con Ragnarok non so neanche io cosa ho combinato. Vi ringrazio di cuore per la fantastica recensione, i Bloodshed Walhalla sono ormai una realtà e per mantenere un certo brand hai bisogno per forza di cose del meglio del meglio. L’album è sempre concepito nel mio FIRESWORDSTUDIO e tutto quello che sentite è vedete è fatto da un’unica persona. Soddisfatto del lavoro fatto bisognava trovare chi avrebbe pubblicato tanta fatica. Dopo alcune proposte ho scelto la romana HELLBONESRECORDS in collaborazione con MISTER FOLK. Hanno fatto veramente un lavoro eccezionale, mi hanno dato carta bianca su tutto e sono veramente contento di aver trovato partner come Daniele e Fabrizio che mi aiutano e mi supportano in continuazione. Lavorerei con loro per altri 100 album se me lo permettessero. Vi consiglio e lo dico a tutti I lettori di farvi un giro su internet per capire di cosa stiamo parlando. L’Italia metal grazie a gente come loro non morirà mai. Ci mettono tanta passione e professionalità e fanno si che band come la mia possa essere recensita ed ascoltata in tutte le parti del mondo, e non scherzo. Comunque tornando sull’album, devo ammettere che sono estremamente soddisfatto del risultato finale sotto il punto di vista compositivo e forse un po’ meno sulla qualità audio, per I motivi esposti prima, ci lavoro parecchio ma la strada è ancora lunga. Facendo un riassunto veloce,I 4 testi narrano la battaglia finale tra gli Dei e l’ordine del male e delle tenebre, dai primi segni alla distruzione del mondo e la sua rigenerazione. abbiamo aggiunto del nostro inserendoci una storia parallela totalmente creata in base agli eventi. Il Dio Baldr, figlio di Odino dopo essere stato ucciso dall’inganno di Loki, viene accolto nel regno di Hel. La regina del male ascoltando i pianti disperati provenienti da tutto il creato e le suppliche del Dio Odino affinché il figlio fosse liberato, decide di imprigionare il padre di tutto nelle sue celle e spedire il figlio Baldr nel mondo dei vivi rendendolo così mortale e privo di forze. Odino accetta queste condizioni. Eliminando Odino la regina invia i segni premonitori che poi scaturiranno il Ragnarok. Odino intanto entra nei sogni del figlio ormai mortale e incosciente di tutto quello che è accaduto e che accadrà e gli rivela i suoi progetti, facendoli consegnare le sua forza, il suo cavallo Slipnir, la sua lancia e il suo elmetto. Baldr così dovrà donare il suo cuore mortale alle valchirie, e dopo la sua seconda morte potrà entrare nel walhalla e capire finalmente chi è e la sua reale identità! Baldr così dovrà raggiungere il regno di Hel e con le sue abilità e le armi e forza di Odino, dovrà annientare la regina del male e il suo esercito per così liberare il padre dalle celle nere. Il Ragnarok con Odino e i suoi figli può avere inizio! Questa storia la troviamo nei testi delle 4 tracce dell’album! Spero di aver reso l’idea di cosa stiamo parlando.

 

I riscontri di critica e pubblico hanno compensato l’impegno e le fatiche?

 

Penso proprio di si, I Bloodshed Walhalla sono una realtà radicata nell’Underground italiano ed estero, il nome circola e molti fans non vedono l’ora di ascoltare nuove proposte da parte nostra. Noi siamo sempre attivi e compositivamente parlando ricchi di entusiasmo e pronti sempre a scoprire nuove strade mantenendo la nostra identità che nel corso di questi 13 anni ci siamo guadagnati. Abbiamo ricevuto complimenti entusiasmanti da tutto il mondo e non scherzo. Ormai sui nostri canali ci contattano da ogni luogo e ci recensiscono. Devo dire che tutta la stampa e questa volta anche quella straniera e nello specifico dei paesi del nord europa è rimasta molto colpita dal lavoro e ha recensito l’album parlandone ottimamente e paragonando la nostra proposta a nomi blasonanti del genere (leggere per credere, sulla nostra pagina Facebook le abbiamo pubblicate tutte).

 

Stai portando live i tuoi album con una band completa. Come sta andando il tour?

 

Si, da quest’anno c’è questa novità e anche se non si può parlare di un vero e proprio tour ma di un esperimento che sto monitorando con attenzione, devo dire che il tutto sta procedendo relativamente bene. Ho deciso di portare la nostra musica sul palco perchè ho ricevuto proposte a cui non potevo dire di no. Ci stiamo provando ma dovete sapere che non è per niente semplice. Alla mia età mollare tutto e dedicarti per lungo tempo alle prove in studio e a girare per città non è particolarmente semplice. Il mio lavoro non me lo permette e la famiglia ha bisogno sempre di molta attenzione. Far conciliare questi fattori è un’impresa ardua e complicata. Ripeto, ci stiamo provando, vediamo quello che succede dopo le varie esperienze e alla fine tireremo le somme e dobbiamo assolutamente capire quale sarà il nostro futuro. Per ora I Bloodshed Walhalla sono ancora una one-man-band e tra qualche settimana ci sarà un incontro con I ragazzi che mi stanno aiutando sul fronte live per capire veramente quali sono le intenzioni e l’effettiva voglia di voler intraprendere una carriera parallela alla vita quotidiana e quindi dedicare tempo alla causa.

 

Quali sono i tuoi futuri impegni e ci puoi anticipare se stai già lavorando su materiale nuovo?

 

Posso solo dirti che il prossimo album dei Bloodshed Walhalla sarà ancora più sconvolgente dei precedenti. Ci stiamo lavorando di brutto e se ci saranno le possibilità dopo aver registrato le tracce nel mio studio si trasferirà il materiale in una vera e propria sala di registrazione dove poter assemblare il materiare e rendere il sound più professionale rispetto ai precedenti lavori. Spero di potervi dare qualche news nel giro di pochi mesi.

 

Hai altri progetti musicali oltre i Bloodshed Walhalla?

 

No, non ho altri progetti con altre band perché non voglio ulteriormente complicare la mia vita familiare e lavorativa.

 

In conclusione, grazie per il tuo tempo e complimenti. Ti lasciamo uno spazio per salutare i lettori di IVL ed i tuoi fans.

 

Grazie di cuore a voi di IVL per avermi dato questa possibilità di condivisione e ricambio I complimenti perché il supporto che date è estremamente importante per band come la nostra che ha bisogno di continua visibilità nel panorama metal italiano ed estero. Vorrei ringraziare Daniele di Hellbonesrecords e Fabrizio di Mister Folk per aver creduto in me e nel nostro progetto e per il continuo supporto che ogni giorno ci danno. Il 6 Aprile saremo a Roma per contribuire allo show del Mister folk festival dove si esibiranno band di tutto rispetto ed oltre, non vediamo l’ora perché ci confronteremo seriamente con realtà ben rodate e noi non dovremo assolutamente farci trovare impreparati perché qui non si scherza più. Chiedo hai fans che ne avranno la possibilità di raggiungere la città eterna per seguirci e supportarci perché ne abbiamo molto bisogno. Ringrazio anche il popolo metal Lucano che tanto ci sta supportando e che tanto crede nella nostra musica nella speranza di regalar loro nel corso del tempo soddisfazioni maggiori.
Che le saette di Thor si odano sempre nei vostri cuori io vi saluto e vi abbraccio uno ad uno.
Hail Vikings
DRAKHEN