15 OTTOBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Si potrebbe iniziare dalla storia del progetto: come è nata l’idea di fondarlo e da chi?

 

Il progetto è nato dall'idea dei 5 founder: Samuele Secchiaroli, Tommaso Sacco, Eugenio Cammoranesi, Leonardo Lasca e Nicola Scalzotto. Tutti e 5 erano attivi in altre band con qualche membro in comune e decisero poi di unirsi per creare qualcosa che li appassionava ed univa, ovvero gli Haegen.

 

Sembra che il genere musicale da voi praticato sia il Folk Metal: parlando della regione di origine del progetto, le Marche, pensate ci siano grandi prospettive e che sia un genere apprezzato?

 

Beh, per quel che ci riguarda, in ogni luogo delle Marche, a prescindere che sia vicino la propria casa o a 150 km di distanza, abbiamo sempre riscontrato discreti successi, anche da chi magari sentendo la parola “Folk Metal” si fa prendere da pregiudizi, “il folk metal è bello perchè è vario” quindi in questo caso possiamo solo riferirci alla nostra piccola realtà.

 

Parlate dei temi che trattate nelle vostre tracce, chi scrive i testi? Chi è il compositore?

 

Principalmente il compositore dei testi è allo stesso tempo colui che li narra, Leonardo Lasca e da subito si ha sempre avuto l'idea di parlare principalmente delle nostre terre, delle leggende che vi dimorano e che vengono tramandate da sempre, canzoni quali “Make A Wish” ed “Incubo” per citarne alcune ma, anche storie di vita quotidiana come “Gran Galà” finendo a volte alle canzoni con dietro storie personali celate dietro il nostro stampo Haegen quali “Stray Dog” e “Dal Castello Alla Foresta”

 

Attenendosi alla domanda precedente, è quasi impossibile evitare di chiedere cosa vi spinge a parlare di queste tematiche. Ci sono dei sentimenti o delle emozioni in particolare che vi guidano a creare tali lavori e che volete trasmettere agli ascoltatori?

 

La motivazione è semplice, noi suoniamo per divertici, e vogliamo portare divertimento, allegria, euforia, vogliamo che le persone sin dal primo ascolto lascino tutto dietro le spalle per viaggiare mentalmente e ritrovarsi nelle nostre storie, facendo allo stesso tempo conoscere le fantastiche leggende e storie delle nostre terre che noi amiamo e rispettiamo profondamente.

 

Sei anni di attività per tre lavori, tra cui uno di loro sembra essere il più complesso: il full-length “Terre Immortali”. Cosa potete dirci a riguardo?

 

Immortal Lands per noi è un percorso, quello che siamo, quel che ci porterà ad essere e quel che eravamo anche, dato che contengono anche 2 brani antecedenti all'EP. Noi stessi risentendoci ci stupiamo di quel che siamo riusciti a fare fin'ora, sperando di riuscire a crescere come musicisti e come gruppo ancora negli anni a venire.

 

Ci sono alcuni progetti con cui vi piacerebbe collaborare un giorno?

 

Non abbiamo dei veri e propri obiettivi di collaborazione, però abbiamo già condiviso il palco con le migliori folk e non folk metal band italiane ed addirittura con i mondiali Manegarm, a noi fa sempre piacere incontrare e collaborare con nuove persone e questo è uno dei motivi che ci spingono a continuare a suonare, specialmente nei festival.

 

Avete partecipato ad un evento abbastanza rilevante quale il Montelago Celtic Festival, suonando insieme ad altri progetti, cosa potete raccontare di questa esperienza? Nel complesso è stata positiva?

 

Quella fu la prima volta che ci trovammo sopra un vero e proprio palco degno di nota, mille pensieri e paranoie scivolate via in un attimo al solito pensiero “Andamo e sbregamo tutto come sempre, poi come và và!” (usando testuali paroli dialettali) e sinceramente, perdonate il francesismo, per 6 cazzoni come noi trovarsi di fronte un mare di persone che hanno costretto la giuria e le telecamere a spostarsi con tanto di intervento della maggior parte della security per la bolgia creata sottopalco, ha significato veramente molto e ci ha caricato ancora più di quanto lo fossimo già.

 

Cosa potete dire invece riguardo a voi come persone? Cosa vi a spinti ad appassionarvi agli strumenti musicali che suonate?

 

Come penso per tutti i musicisti al mondo, si parte sempre con l'idea di strimpellare qualcosina per passare il tempo e magari divertirsi anche con qualche amico, tant'è che a lungo andare siam diventati quasi tutti dei polistrumentisti con diversi progetti paralleli, sia di ambito folk che di varia natura.

 

Quali altri generi musicali vi piacciono? Siete pro o contro l’innovazione in musica? Perchè?

 

Siamo ben 6 menti pensanti ed ognuna diversa dall'altra e questo credo abbia influenzato molto la linea musicale Haegen nel corso del tempo, noi stessi siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo per non rimanere fissi in un mondo in movimento come questo.

 

Stilisticamente pensate che in futuro potranno esserci cambiamenti di genere musicali o che possano aggiungersi particolari influenze?

 

Viviamo la nostra vita ed il nostro progetto sul momento, non ci siamo mai prefissati nulla e credo mai lo faremo, lo si può notare anche dalla diversità delle canzoni all'interno del CD “Immortal Lands”.

 

Quanto ritenete utile internet? Pensate che aiuti i progetti underground a crescere ed acquisire un “seguito” anche nella realtà?

 

Sicuramente internet ha un grande impatto sulla vita di tutti e in quella di tutti i giorni, senza internet non avremmo avuto magari determinati contatti che ci han permesso di suonare in giro per l'Italia facendoci conoscere per quel che siamo, ma devo dire che anche il passa-parola ancora funziona! Son più le persone che ci hanno sentito tramite amici o live a seguirci che “presi” da internet. Soprattutto vanno menzionati a tal proposito i nostri fan, sia coloro che ci hanno seguito dagli albori, sia che ci conosce da meno tempo e ci sostiene con la loro grinta che prende forma anche tramite la nostra musica!

 

Si è giunti alla fine dell’intervista, avete qualcos’altro di importante da riferire?

 

Semplicemente ragazzi seguiteci e supportateci come avete sempre fatto, quel che potremmo fare in futuro dipende anche da voi, perché come detto poco fa, sono le persone il fulcro della gioia che si ha nel condividere la musica, e noi che in questo ambito stiamo interpretando la nostra piccola parte in quanto musicisti “in crescita” contiamo su di voi quanto voi su noi quando siete sotto palco a fare delirio! Ribadiamo inoltre i ringraziamenti presenti nel nostro CD, che vi invitiamo ancora una volta ad ascoltare, e ringraziamo voi per questa intervista! STAY FOLK!