31 AGOSTO 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Il progetto ha un nome particolare, possiede un significato specifico? Da dove é venuta l’ispirazione?

 

Inizialmente ci chiamavamo SLUNG OUT, poi un giorno Gino (il cantante) sognò, durante la pausa pranzo a lavoro, che col nome NITARAO saremo diventati famosi (ahahah) e decidemmo di chiamarci così.

 

Cosa curiosa e che salta subito all’occhio é il fatto che avete tenuto fermo un EP già registrato per circa 13 anni. Se é concesso saperlo, come mai?

 

Mah, penso sia successo un po per caso… un po perché all'epoca eravamo dei cazzaroni con la voglia solo di divertirci (volevamo solo toglierci lo sfizio di avere un ottimo lavoro), un pò perché non sapevamo come muoverci precisamente, un po per pigrizia… poi ognuno è andato per la sua strada ed è finita così.

 

Spiegate il vostro stile musicale, da cosa deriva la scelta? 

 

Sicuramente dai nostri ascolti musicali dell epoca… soulfly/sepultura in primis, ma anche korn, rage against the machine, faith no more, tool ed anche the cure (soprattutto per Davide) e depeche mode… ma i nomi sarebbero un infinità.

 

Quali sono i vostri gusti in tema di musica? Avete degli idoli? Se sì, prendete spunto da loro?

 

Abbiamo gusti molto vari… spaziamo dal metal all' elettronica passando per il dark, ed anche la musica classica.

Sicuramente, come scritto anche alla risposta precedente, la band si rifaceva molto alle band dette prima.

Gli idoli, sicuramente, Max Cavalera/Mike Patton.

 

Parlate dell’ultimo EP da voi pubblicato esplicando cosa ne pensate voi e se lo ritenete migliore di altri lavori.

      

Indubbiamente, per quanto riguarda i NITARAO, è il miglior lavoro, anche perché i lavori precedenti erano delle demo.

E comunque la scelta di allora, di affidarci a dei professionisti (temple of noise studio di roma) ci ripaga ancora a distanza di molto tempo.

E’ importante affidarsi a dei professionisti, anche perché oggi, con gli strumenti che abbiamo, chiunque può farsi un disco in casa e metterlo in rete…ma bisogna farlo  bene.

                        

Domanda sicuramente scontata: chi compone le tracce e chi é il paroliere?

 

Si entrava in sala, si suonava improvvisando, ognuno metteva del suo, facevamo un mischione di generi (sembrava uno zoo…infatti per giocare dicevamo che facevamo “zoomusic”…ahahah) poi si sistemava il tutto e alla fine Gino scriveva i testi e li cantava.

 

Potrà sembrare provocatorio, ma secondo voi chi è il musicista più bravo a suonare il proprio strumento musicale tra voi? Perché?

 

Sicuramente Yuri ,anche perché è l'unico che ha studiato.

Ma comunque non ci siamo mai misurati come musicisti, altrimenti si sarebbe perso il senso di essere un gruppo.

Il nostro unico obiettivo era di divertirci, ma soprattutto insieme perchè eravamo prima di tutto amici, poi band.

 

Fornite una vostra analisi della copertina dell’EP, sembra interessante.

 

La copertina è un lavoro di Gino (che fa il grafico) e siamo noi 4 stilizzati.

 

In musica preferite l’innovazione o le cose di vecchio stampo? Esplicate le ragioni della vostra scelta.

 

L' innovazione è importante, ma il vecchio stampo è necessario! Un pò come nella vita… un anziano può imparare anche da una persona giovane, ed un giovane deve fare tesoro degli insegnamenti di una persona anziana.

Anche noi avevamo intrapreso un percorso innovativo… prima di fermarci.

Avevamo inserito drum machine e synth, e avevamo marcato di più gli effetti degli strumenti, creando un mix tra elettronica e metal. Creammo dei pezzi molto interessanti.

Forse sarebbe il caso di rispolverarle per un nuovo ep? Chissa…

 

Classica domanda spesso volta ad una band italiana: come vedete la scena musicale in Italia? Cosa pensate riguardo le tracce cantate in lingua italiana?

 

Per quanto se ne possa dire, la scena italiana è di un ottimo livello. Basti pensare anche al passato e ricordare nomi come Litfiba, Diaframma, Csi…

Noi inizialmente cantavamo in inglese, ma poi decidemmo di cantare in italiano… ci sembrava inutile sforzarci di usare una lingua che non era la nostra.

 

Per concludere riferite qualcosa a piacere che magari non sia stato chiesto in precedenza. 

 

Anche se sono passati tutti questi anni, anche se non suoniamo più insieme (ma chissà… la vita è imprevedibile... magari prossimamente i NITARAO torneranno a suonare), anche se ora ognuno di noi ha intrapreso strade e vite diverse, non ci dimenticheremo mai di quegli anni fatti di sogni e spensieratezza che ci ha dato la musica.