2 NOVEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Si può iniziare con le presentazioni, chi siete? Parlate di voi.

 

E' iniziato tutto con l' incontro in Accademia di Belle Arti di Roma, nella quale studiavamo tutti, luogo servito da catalizzatore per la nascita di questo progetto. Avvenuto nel 2011 grazie all'impegno di Macej, Vito e Domenico; che hanno dato vita al primo lavoro della band, Noisy Spirit, partorito nell'estate dello stesso anno in Puglia.

Ci si ritrovava a fumare e bere caffè tra una lezione e l'altra incrociandosi nei laboratori e nei corridoi dell'accademia e fu' li' che ascoltai per la prima volta il disco di esordio degli Otehi. Appoggiato allo schienale della sedia, piedi sul tavolo e occhi chiusi, mi ricordo la sensazione di coinvolgimento che provai, i pezzi che suonavano dalle cuffie sembravano venire da lontano, da un altro paese, erano sporchi, amniotici, polverosi, massicci senza fronzoli.

Era il 2012 e quel l'anno cominciai a suonare con gli Otehi.

Oggi dopo cinque anni, tre dischi, concerti in Italia e in Europa, siamo più carichi di prima, siamo amici, tra di noi c'è sempre la voglia di non prenderci troppo sul serio che aiuta ad alleggerire il peso dell'esistenza, ma non disdegniamo le profondità umane, non né abbiamo paura, anzi la nostra musica è anche il frutto di un indagine in questo senso.

 

La curiosità cade immediatamente nel nome del progetto: cosa vuol dire? Ha un significato a livello emotivo per voi?

 

Il significato della parola, termine della lingua Lakota Sioux, è tempi difficili (Otehi-yelo).

"When there's a severe winter and people are going through difficult times due to lack of heat or food, this is Otehi. When someone we love is sick or dies, this is Otehi. When epidemics strike us, when people die, when there is no more hope, this is Otehi." Cit.

Otehi is not only an ancient Lakota word, it's a brotherhood, a way to conceive the world.

Di certo il nostro amore per le culture animiste e in questo caso per i popoli nativi americani, ha giocato un ruolo fondamentale, emotivamente crediamo che il disagio provato da questi popoli e la sofferenza inflittagli dai loro persecutori, dai primi conquistadores fino ad oggi, sia lo specchio di come l'essere umano non debba comportarsi ed agire in nome della violenza razzista, speculatrice, dominatrice, originato dal colonialismo più becero ed insensibile, mosso dal bieco interesse economico che anche oggi impera e soggioga le nostre vite. E' un nome maledettamente contemporaneo.

 

Parlate dei vostri live. Come vengono organizzati? Quando vi esibite ci sono dei particolari a cui fate prestate particolare attenzione, parlatene.

 

I concerti sono organizzati grazie al lavoro da noi svolto sulle piattaforme social e su internet .La nostra booking MWA attiva in nord europa contribuisce all'organizzazione, anche alcuni locali di Roma e associazioni culturali con le quali collaboriamo, come Visionaria Art Comunity che ci invitano a suonare nei loro eventi.

Amiamo lo spirito dei generator party ne organizziamo, come il Sabina Volumes Party, e ne prendiamo parte ,come High Waters, con il sostegno di altre band amiche: Nine Eleven, Beesus, Sativa Root, Gram, Sonic Bong, Meet the Wolf, Black Flamingo, The Myrrors.

Durante i live la cosa che ci preme di più è il rapporto con il pubblico, quell'alchimia emozionale che può crearsi se riesce a toccare alcune corde sensibili dello spettatore attraverso la musica, veicolo catartico per l' anima, tentiamo come in un rituale di darci completamente, di svincolarci mollando i freni e le pastoie sociali, non sempre l' obbiettivo è completamente raggiunto, ma tanti sono i tentativi sinceri da parte nostra in questa direzione più sarà intensa per il pubblico la partecipazione ai live. 

 

Parlate del genere musicale che praticate: ci sono state delle evoluzioni? Se si, come mai?

 

“Si dice che il Blues ebbe un figlio e lo chiamò Rock and Roll”. Possiamo dire che lo Stoner Rock è forse l'ultima avanguardia post-Grunge in attività, in quanto tale destinata al superamento. Questo tipo di musica è soggetta a molteplici trasformazioni ed evoluzioni proprio perché affonda le sue radici nella sperimentazione e nella fusione di più sound.L' evoluzione è un po il sale della musica che è percorso, viaggio in continua mutazione, anche se piccola impercettibile deve esserci per non perdere lo stimolo, il colore, l'ossigeno per chi la crea e chi ne fruisce. Arenarsi in un sound stabilito non fa bene all'arte anzi è una forzatura dannosa; il processo fisiologico, d'evoluzione aiuta anche un' altro aspetto, quello di scrivere sempre nuovi capitoli musicali, grazie al contributo che ogni artista immette nella storia del Rock, nel determinato periodo di tempo del quale dispone seguendo il ciclo presentazione - evoluzione rinnovamento.

Questo ciclo non per forza ha interpreti diversi ogni volta, esige comunque un mutamento formativo.

 

Parlando di testi e composizioni, chi è la mente che idea tutto ciò? Da cosa viene lo spunto?

 

I nostri testi sono il frutto del lavoro di ognuno di noi vengono scritti e proposti separatamente, ma poi c'è un lavoro comune di revisione che si svolge in sala .Per le composizioni dei pezzi si lavora allo stesso modo. Differiscono solo i tempi... beh poi dipende...

 

Ci sono artisti famosi che amate e che vi hanno fatto un po' da“maestri”? Avete mai sognato di suonare insieme a loro?

 

Sono molti quelli che amiamo in modo profondo e che in un certo senso possiamo definire “ Maetri” , molti non sono più tra noi o non suonano più quindi la possibilità di dividere il palco rimane un gran bel sogno! Capisaldi della nostra formazione musicale sono: Kyuss, Black Sabbath. Fu Manchu, Nirvana, The Doors, Alice in Chains, The Clash, Motor Head, Romones,

Popol Vuh, Melvins, Police,OzricTentacles,Black Flag, Slayer, Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Chat Baker, Elvis Preslie, Pantera, Miles Davis, Free, Suck, Nebula, B.B King, James Brown,Metallica, Tool, Rolling Stones,Stugees, Yawning Man, Fatso Jetson, Deftones...

Questo pensiero rappresenta uno stimolo per migliorarsi continuamente al punto da meritarci davvero un giorno di suonare con i grandi.

 

Il primo Novembre 2017, in collaborazione con Hellbones Records verrà rilasciato un nuovo full-length intitolato “Garden of God”. Potete riferire qualche particolare saliente di questo lavoro?

 

“Garden of God “ può dirsi il disco più potente della nostra produzione, il sound ricorda nell' intenzione il primo disco, “Noisy Spirit”, la psichedelia però risulta complessivamente più pesante e granitica del lavoro immediatamente precedente. In questo disco la qualità del sound ci ha dato soddisfazione maggiore rispetto al passato, grazie all'ottimo lavoro del Rock Wood Studios, rappresenta un traguardo, quello che serviva a questo lavoro per essere apprezzato in pieno, un disco registrato in presa diretta. Dalle casse esce un sound pieno, nitido, carico di Fuzz, energetico, sentito.

 

Parlando in generale dei vostri lavori, c'è una traccia che preferite rispetto alle altre e che pensate sia veramente speciale? Se si quale e perchè?

 

Probabilmente ognuno di noi ha un brano che preferisce, non sarà mai lo stesso per tutti, inoltre c'è una differenza fondamentale tra quello che ci piace di più da ascoltare e da suonare ; per quanto mi riguarda “ Manitou's Mantra” è quello che preferisco in assoluto ascoltare, mi dà un senso di completezza, invece l'esecuzione di “Great Cold”, pur essendo un brano nuovo e quindi suonato meno volte, mi emoziona in modo particolare che ancora non saprei descrivere in pieno. Infatti Domenico preferisce l' ascolto di “Dead Chants “ e l' esecuzione di “Naked God” invece Macej in assoluto predilige “Rotten Sky”.

 

Pensate che un artista possa vivere solamente grazie alla musica che produce?

 

Questo è quello che ogni artista spera, diciamo che si lavora sempre con questo pensiero in testa e nel cuore, per arrivarci è necessario avere grande spirito di sacrificio, coesione, adattamento, coraggio, costanza, fortuna e non per ultimo il talento. Quando la tua arte diventa il tuo lavoro puoi dedicarti completamente a lei, senza freni o distrazioni, è li che forse la sperimentazione sarà più fertile, la ricerca più prolifica e libera totalmente.

 

Se potreste paragonare la vostra musica ad un particolare sentimento quale sarebbe?

 

Qui vale lo stesso discorso fatto per il brano preferito. Suonare la nostra musica mi fa provare un sorta di stop temporale, quindi direi: libertà dal tempo.

Per Domenico: Pathos,Rabbia,Purificazione, Misticismo.

 

Come vedete l'Italia dall'ottica di band underground? Secondo voi il genere praticato influenza molto il successo?

 

L'Italia è un paese difficile per la musica indipendente, nonostante ciò realtà intraprendenti e di qualità si battono per o sviluppo e la diffusione di una musica scevra da regole di mercato e dall'occhio del mainstream che tutto classifica e categorizza, appiattendo le differenze, omologando i gusti. È una lotta dura, noi siamo sulla barricata non siamo soli questo è certo. Il genere sicuramente ha un ruolo chiave nel definire il successo di un progetto musicale, è in dubbio partano avvantaggiati rispetto ad altri, proprio in relazione a questo. È altrettanto certo che non è l'unica cosa che conta, altro bolle nel pentolone del successo; il lato estetico con il quale decidi di presentarsi influisce molto è imperante e maniacale in certi casi la cura del dettaglio, nella giostra sociale l'outfit è dogma per partecipare e magari vincere l'apparizione dell'anno. Questo aspetto poi si deve legare ad una produzione musicale che resti nell'universo della facilità d'ascolto che resti in superficie, che non sia scomoda, che non rompa davvero, possibilmente di breve durata – radio friendly, non troppo impegnata. Di che tipo di successo parliamo? Molti degli artisti divenuti fenomeni planetari sono di grande qualità è un fatto innegabile, perciò mi viene da pensare che il successo sia direttamente collegato a molteplici fattori che mutano, nel tempo mai identici, difficile analizzarli in generale perchè troppo legati al luogo, al tempo e alle personalità differenti che rappresentano in particolare un artista o un altro. In ultima analisi il successo è come l' onda perfetta, puoi stare in acqua ad aspettare per ore sulla tavola scrutando l'andamento dei flutti e non trovarla, divertendoti comunque con l' onda lunga.

Onde lunghe giorno dopo giorno le surferai con gusto ad ogni modo, l'importante è surfare! Altri invece appena entrati due bracciate oltre il riff ed eccola li, appare, pronta per essere cavalcata pericolosamente perfetta, mortalmente immacolata che dura il tempo che decide di durare,sarà l' evento più straordinario della stagione, dilatandosi nei ricordi estate dopo estate sarà l'onda della vita.

 

Per chiudere l'intervista potete scrivere qualcosa che non sia stato chiesto in precedenza!

 

Abbiamo sempre trascurato il fattore label e booking in molte interviste, crediamo oggi che per una band che vuole portare la propria musica live, debba essere integrata una forte organizzazione di etichetta e booking per la promozione, crediamo che con una buona e giusta promozione si potrà far conoscere la nostra musica, che parla all'umanità intera, oltre i confini della penisola!