16 OTTOBRE 2017

Questa volta ci troviamo alle prese con un po' di metal sperimentale, precisamente electro industrial metal experimental, genere in cui si è cimentato DAN PK per il suo album, ma bando alle chiacchiere e inoltriamoci nel dettaglio di questo album:

"Horror Kebab". Questo il nome della traccia che apre l'album, un intro molto cupo mi accompagna alla prima strofa, ecco, da questo punto, DAN PK ci fa capire subito cosa vuole trasmettere, un mix di elettronica, metal, il tutto senza voce, a mio parere un po' monotono, purtroppo niente di brillante in questa prima traccia, addentriamoci nel profondo, e vediamo che succede. "F.A.B.R.I.K.", cosi si chiama la seconda traccia dell'album, anch'essa come la prima ci trasmette quel senso di cupo, di buio, ritmi cadenzati, un po' ripetitivi, solo elettronica questa volta, troppo poco metal per i miei gusti, anche se DAN PK centra il suo obiettivo, cioè di mischiare tutto quello che e la sua passione, purtroppo ancora non riesco a trovare la giusta chiave di ascolto per questo album. "3" è il nome appunto della terza traccia, che si apre con un intro anch'esso molto buio e oscuro, ci si avvicina lentamente e per gradi, un beat alla volta, che culmina con l'ingresso della chitarra, anche qui ritorniamo a quei ritmi cadenzati e batterie elettroniche, tutto molto incentrato sull'elettronica, adesso comincio a farmi un idea della quantità di rave a cui ha partecipato Dan. "Hel met" è la quarta traccia dell'album, forse la traccia meno ripetitiva, finora, un riff che nonostante la particolarità del suono e del genere, attira, e soddisfa in buona parte quello che ci si aspetta da un disco industrial, la traccia dell'album che preferisco.

"Terror Guitar" è il quinto pezzo in scaletta, si sente che dal pezzo precedente, Dan ha ponderato di più su quello che sta producendo, riff trascinante, ma c'è ancora quel problema della monotonia che ancora non riesco a digerire bene, tutto troppo uguale. Purtroppo anche in questo pezzo non riesco a gustare appieno la creazione di Dan (ma questa terror guitar di preciso, dov'è?).

Siamo giunti all' ultimo pezzo, "Industrial Violence", le danze si aprono con... un momento, che cos'è?? Un motore accesso, il motore di una sega a nastro, non riesco a capire, ma questo mi fa pensare che sia la traccia più pesante dell'album, questo dettaglio ha risvegliato la mia curiosità, andiamo avanti, prende sempre più piede il beat, sempre accompagnato da questo motore in continuo stato di lavoro, è come avere delle percussioni suonate dentro una fabbrica in una giornata di produzione, curioso, ma dopo un po', purtroppo, noioso, ritorna il problema della troppa somiglianza fra tutte le strofe, anche se cercare di dividere strofe o ritornelli è stato complicato.

In sostanza, una bella prova, molto ardua, sicuramente originale, ma purtroppo, con molte lacune, tra cui anche la produzione e il mix, anche se, dato il genere di questo disco, credo sia proprio ciò che DAN PK vorrebbe che sia. Un disco difficile da analizzare e capire, e totalmente nuovo da parte mia, con il giusto lavoro e le giuste attenzioni si potrebbe fare molto di più, confido in un secondo lavoro da poter rivalutare, nel frattempo, in bocca al lupo DAN PK!!

 

DAN PK-TERROR

Tracklist:

-Horror Kebab

-F.A.B.R.I.K

-3

-Hel Met

-Terror Guitar

-Industrial Violence

 

Gabriele Orlando

60/100