11 LUGLIO 2018

Tracklist

1. Mortal Repulsion

2. Miscreation Of God

3. Hematophiliac

4. Aborted Raw

 

Avete mai sentito parlare dei “seggiolini volanti"?  Un motore centrale potentissimo posto all' interno d’una una colonna fa girare la giostra circolarmente su sé stessa. La forza centrifuga creata dal movimento permette ai seggiolini fissati all' estremità tramite catene di compiere movimenti ampi ed irregolari. In questo modo scalciare il posteriore del fortunatissimo davanti a noi è imperativo se non categorico.

Ecco, “Slaughterhouse Corpse Party" è questo: lasciare la pinta di birra a terra, salire sui "calci in culo", guardare il nostro amico vomitare bastoncini di pesce e sangue a fiotti, continuare con un sorriso a ventiquattromila denti a prenderlo ad anfibiate fortissime sul sedere. Punta in ferro, sia chiaro.  Sangue infetto è un progetto divertente e divertito nato nel 2015 dal florido sottosuolo romano. La produzione musicale di Michael Massimiliani si presenta come Brutal Death al palato con sentore Goregrind e retrogusto Noise. In parole povere? Rapido, massiccio, caotico e disturbante. Un mix micidiale di “mazzate sui denti” con un orecchio teso ad oriente (Masonna, Merzbow e Noise a go-go), piedi ben radicati ad un terreno sempre fertile (Napalm Death, Fear of God, Last Days of Humanity) ed un background sicuramente legato alla vecchia gloriosa scuola sia in ambito Death che Black metal. 

Tre lavori su quattro autoprodotti: due demo, “Sangue Infetto" e “Gastrorape” (copertina che ho adorato al primo sguardo), un cd  in copie limitate; “Contagion” rappresenta in maniera ineccepibile la matrice ferale e l' umore oscuro e claustrofobico di “Mass Infection" consiglierei l' ascolto anche per avere un' idea delle molteplici influenze di “Mr. Infecting them" e per conprendere meglio il motivo per cui esista un progetto parallelo chiamato “Krania".

L' ultimo lavoro, l' Ep di nostro interesse, è stato lanciato dalla Hellbones Records e registrato presso il Legend Studio di Roma, punto, a mio a avviso, non a favore, per gusto personale legato a decenni di rumorismo, sperimentazione e registrazioni fatte in casa. Quattro brani che scorrono devastanti ed interlacciati tra loro. Drum programmata  veloce e dolorosa come i calci in culo dell' incipit (il mio), growl da macete sotto la gola, ettoliti di sangue sparsi ovunque e gitarella senza ritorno all' obitorio. Riff in grado di dare dinamismo ed un' insolita “macabra allegria".“Hemophiliac" è entrata ufficialmente negli ascolti giornalieri della sottoscritta e lo sarà per molto tempo.

Tirando le somme è un lavoro solo per chi non sia solito fossilizzarsi su ascolti di massa, ad uso e consumo di status ed apparenze più che di sostanza ed ampia cultura musicale . Solo un appunto, sarebbe interessante in futuro un lavoro ancora più concettuale e dissonante. I presupposti sembrano andare in una direzione non conforme e rumorosa. 

 

Alessandra Varla Paboli

70/100