5 GENNAIO 2018

Band: Tantanù   

Titolo: A cage called mind

Genere: Dark progressive black metal 

Data pubblicazione: 01/12/2017

Etichetta: Hellbones records

 

Tracklist:

1 - Intro (00:54)

2 -The journey of the mind (05:22)

3 - Stop (04:08)

4 - Against (03:42)

5 - Spoken (part 1) (01:48)

6 - Enough (04:09)

7 - Spoken (part 2) (04:14)

8 - On the edge of his way (03:33)

9 - Spoken (part 3) (01:20)

10 -Captured from the old life (03:33)

11 - Judge (03:00)

12 -Outro (01:56)

 

Lineup:

Sigurðr: all instruments

 

''A cage called mind'' è la seconda uscita e primo full lenght del progetto dark progressive black metal Tantanù, guidato da  Sigurðr, attualmente unico membro della band. Esce per la Hellbones Records, label romana, che si occupa di produzione e promozione di bands metal, rock, alternative, il 1 dicembre 2017. Il cd, anche se in formato slim, viene stampato in stile vinile nero. 

Questo lavoro segue l'interessante Ep "The day I die" e si discosta da questo, risultando più minimale e meno sinfonico ma nettamente più complesso nelle composizioni. 

Dalle prime note mi rendo conto di trovarmi di fronte ad un lavoro tutt'altro che facile. Ciononostante i pezzi iniziano a fluire, ed i circa 40 minuti dell'album mi passano in un baleno. Dark progressive black metal, centra in pieno le intenzioni di questo progetto. Una voce che passa, senza difficoltà da un cantato-parlato dark gotico quasi growl, con influenze new wave, anche teutoniche primi '80 ad un classico ed intenso scream prettamente black (da citare come guest Gray Ravenmoon - Deviate Damaen e Hateful Desolation nella traccia 4, ''Against''). Una sezione ritmica precisa e granitica è coadiuvata da un basso chiaro e potente, che crea ottime linee a volte anche baroccheggianti. Una chitarra minimale e ossessiva che si può lanciare in atmosfere oscure, in trascinanti mid tempo, diventare epica e maestosa o lanciarsi in accelerazioni tipicamente black. Le tastiere, molto presenti ma non invadenti, sono in sinergia con tutti gli altri strumenti. Infine stacchi acustici mozzafiato marcano i vari stati d'animo dell'album che a tratti risulta oscuro ossessivo angosciante, ed in altri momenti melodico, malinconico, surreale. 

Un lavoro "progressivo", quindi in continua mutazione, che si apprezza con più ascolti, e che contiene delle perle come "Against" introdotta da un bellissimo riff melodico che si evolve in un mid tempo cantato con uno scream black perfetto. L'acustica ed introspettiva "Spoken pt 1" rievoca atmosfere quasi lisergiche. "On the edge of his way" altro bel pezzo che inizia con un sognante carillon per poi finire in atmosfere tese e drammatiche, create sempre dalla voce di Sigurðr. 

In ''Captured from the old life'', invece, abbiamo come guest Paolo Ferrante, del progetto "The Voices", altra realtà molto interessante da seguire. 

Altre persone che hanno fatto parte del progetto sono Armando "Harman" Romano a drum programming e chitarra e Saverio Mosca alla seconda chitarra. 

In conclusione, il progetto Tantanu' è un viaggio emozionale tra vari stili musicali che consiglio vivamente di seguire, data anche l'originalità musicale presente dall'inizio alla fine.   

 

Ale Jackson

85/100