6 FEBBRAIO 2019

 

DOMANDE A CURA DI VALERIA CAMPAGNALE

 

Gli Adragard nascono nel 1997 per volontà di Lord Adragard. Il primo demo tape "Tenebrae Factae Sunt" è stato rilasciato l’anno successivo. Dopo 11 anni la band Adragard rinasce come duo. Dopo l'uscita "Sadistic Delirium Manifest" c'è stata un'altra lunga pausa, ma il gruppo risorge nuovamente nel 2017, e questa volta con una line up completa ed una nuova incarnazione definitiva. Dopo 20 anni dalla prima uscita, gli Adragard rilasciano “From The Burning Mist” su musicassetta via Depressive Illusion Records e su CD via Perkun record.

 

Ciao ragazzi e benvenuti nelle pagine di Insane Voices Labirynth.

“From The Burning Mist” arriva otto anni dopo “Sadistic Delirium Manifest”, cosa è cambiato dal 2010 al nuovo album?

 

N: Il primo cambiamento sostanziale è che si sono uniti al gruppo un chitarrista e un batterista, Gemini e Church Destroyer, e che entrambi hanno dato qualcosa in termini di energia, esperienza e creatività al progetto. “From The Burning Mist” è il primo di tre album che abbiamo in mente e che formeranno un concept. Il disco è vecchio stile; non credo che le nostre esperienze personali in questo lasso di tempo abbiano rappresentato una fonte di ispirazione per un disco che è votato al passato e alla nostalgia e che avremmo potuto comporre anche 20 anni fa. Probabilmente il tempo ci ha peggiorati.

 

Come avete vissuto la stesura e la registrazione di “From The Burning Mist”?

 

N: È stato usato un approccio Punk, abbiamo buttato giù melodie e strutture e ognuno ha curato il proprio strumento, in linea di massima. Un processo naturale e istintivo dunque, senza darci tempi e lasciando libero sfogo all’ispirazione del momento, questo approccio si sente nella semplicità del disco, nella naturalezza delle soluzioni stilistiche, che per un approccio così d’impatto vuol dire potenza ed efficacia, e nella registrazione grezza e poco compressa. È stata un’esperienza naturale e condivisa.

 

“From The Burning Mist” è una produzione nostalgica, profondamente black metal anni novanta, il vostro stile. Cosa ne pensate invece del black con altre contaminazioni? Ci sono nuove leve di black metal che vi piacciono?

 

N: Sì, è nostalgica senza dubbio. Personalmente ascolto tutto quello che mi dà emozione e anche in ambito Black Metal ascolto materiale appena uscito o che ancora non conosco. Il panorama musicale è diventato un oceano impossibile da sondare interamente e onestamente nemmeno ho voglia di stare al passo coi tempi, di fare a gara a chi ascolta più roba. Ascolto quello che mi va di ascoltare quando ho voglia e tempo per farlo. Per risponderti, mi vengono in mente i torinesi “Noise Trail Immersion” che meritano un ascolto; sono nati da poco, due dischi all’attivo, e propongono una musica derivativa con alcune influenze moderne e oscure al contempo, potremmo definirlo Black? Forse no, sono solo etichette. Mi piace questa merda!

 

Cosa ascoltano di solito gli Adragard?

 

N: L’Heavy Metal ottantiano è un genere musicale dove ci ritroviamo, penso che la musica sia una passione condivisa. Se intendi cosa ascoltiamo quando siamo insieme direi i classici del Metal estremo e non e qualche uscita nuova che può essere adatta al momento.

 

Paganesimo e blasfemia, Lucifero ed oscurità, la vostra resuscita come band, sembrano gli ingredienti per un buon film horror. 

Questo fascino per le arti oscure, sono un personale interesse? Come siete e come vivete tutto ciò al di  fuori del gruppo ed una volta scesi dal palco?

 

N: Adragard non è una live-band. Singolarmente abbiamo altri progetti dove suoniamo anche dal vivo, ma sono altre storie. Mi piace il cinema Horror, i B-movies, ma l’oscurità è più che altro una sensazione che ci piace dare alla nostra proposta, una propensione artistica, che si ripercuote nella nostra quotidianità in modo individualista.

 

Abitualmente, il black metal è associato alla misantropia, al nichilismo, al mistero della morte. Gli Adragard quanto si possono rispecchiare in questo cliché?

 

N: La musica targata Adragard è una rappresentazione tangibile di sentimenti come misantropia e nichilismo, quest’ultimo piuttosto a livello sonoro, di percezione, mentre la misantropia è un concetto intrinseco nella nostra musica e nelle liriche. Si tratta di isolare questi aspetti, vomitarli una volta rielaborati, come tratti indispensabili per intraprendere un viaggio interiore. Sono sentimenti che potrebbe provare un nostro ascoltatore, allora avremmo raggiunto l’obiettivo di suscitare emozioni oscure.

 

Le vostre strutture minimaliste, si riscontrano anche nell’artwork del CD. Per quest’ultimo, la scelta ‘pulita’ per la copertina, è stata voluta per rimanere in tema con lo stile oppure è un progetto nato successivamente?

 

Le immagini sono tratte da foto di luoghi da noi vissuti realmente, giornate di nebbia, foreste gelide, alberi scheletrici, eremi diroccati. La natura che ci circonda, vivendo in montagna, è una grande fonte di ispirazione per noi e quelle immagini sono solo frammenti di un insieme che ispira la nostra musica da sempre.

 

Ho notato che non siete una band mediatica, nessun profilo Facebook, non siete su Twitter o su Instagram, una sorta di isolamento dal mondo cibernetico. Scelta artistica o alienazione personale da internet?

 

N: Scelta naturale, non abbiamo un’immagine artefatta da dare in pasto ai social, sarebbe un controsenso sia a livello attitudinale, sia a livello di interesse suscitato. Questi da te citati sono siti che prevedono un’interazione che nessuno di noi ha tempo e voglia di intrattenere con la gente, e onestamente non ritengo che possano in qualche modo spargere la piaga della nostra proposta. Preferiamo che qualcuno ascolti la nostra musica, comprando il CD o sentendolo in streaming, senza troppi fronzoli e senza cazzate sociali.

 

A vostro parere, cultura a parte, cosa c’è che funziona e cosa no in Italia per emergere e nel music business in generale?

 

N: Precisiamo che Adragard, come progetto, non ha alcun interesse a fare business. Per emergere musicalmente ci vogliono, tra l’altro, passione, dedizione, perseveranza, idee e qualità. Molti si lamentano di un sistema di cui sono parte, molti non hanno un cazzo da dire, semplicemente, e alla fine si lamentano senza fare nulla, molti non hanno qualità… L’Italia è un Paese musicalmente sottosviluppato, ma il problema può pesare più ai progetti che prevedono attività live, cosa che, come già detto, gli Adragard non hanno interesse a fare. Internet permette di arrivare a tutti, in qualsiasi parte del mondo, abbiamo vissuto il tempo delle lettere e delle cassette ma è ormai lontano, nonostante sia stato affascinante; personalmente non saprei come migliorare la nostra scena, noi cerchiamo di dare un contribuito con la nostra proposta, per quanto possa contare, comprando buona musica e andando ai concerti che ci ispirano. Ma se volete fare music business, l’Italia non è il posto adatto.

 

Adragard, un gruppo underground o di nicchia?

 

N: Qual è la differenza? Facciamo underground, suona meglio.

 

C’è stato un momento incisivo durante la vostra carriera artistica che vi ha particolarmente segnato?

 

N: Probabilmente il 2009 è stato un anno che ci ha segnati personalmente, artisticamente come ti dicevo cambiamo relativamente e non penso ci siano stati momenti determinanti, probabilmente ogni nuovo disco è un piccolo tassello da approfondire. 

 

Quali sono le aspettative dopo il rilascio di “From The Burning Mist”?

 

N: Abbiamo praticamente finito la composizione del nuovo capitolo del trittico iniziato con “From The Burning Mist”, dovrebbe uscire entro la fine del 2019, speriamo supportato da un’etichetta importante. Il nuovo materiale è veramente un calcio in culo, legato al precedente disco ma allo stesso tempo molto diverso, più ambizioso. Contiamo quindi di registrare al meglio il nuovo disco e di trovare un’etichetta che ci supporti. 

 

Vi ringrazio per il tempo concesso, c’è qualcosa che volete aggiungere? Qualche tematica che non ho toccato e che vorreste esprimere?

 

N: Ascoltate la nostra musica, potete trovare il nuovo disco sui siti e canali delle due etichette che hanno prodotto “From The Burning Mist”, la Depressive Illusion e la Perkun; ascoltare questo disco significa intraprendere un viaggio musicale che continuerà con le prossime due uscite targate Adragard, e questa volta a far uscire un nuovo disco ci metteremo meno di 10 anni!