4 NOVEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Per cominciare sarebbe interessante sapere da cosa è partita l’idea di creare il progetto Arcane Tales, che significato ha il suo nome? Come mai è stato scelto?

 

Innanzitutto grazie per l'occasione e per l'attenzione che la vostra webzine mi concede, è sempre un piacere ed un onore.

In parole semplici, il progetto Arcane Tales non è altro che la mia “valvola di sfogo” creativa che nasce nel lontano 1995 e si evolve fino al 1998, quando si concretizza, appunto nella band vera e propria.

Diciamo che è stata ed è tutt'ora una lenta e alquanto intricata evoluzione del mio modo di comporre, suonare e cantare, nel tentativo di trasporre in musica la mia saga fantasy. In parole ancora più povere, è la colonna sonora dei miei libri. 

Il significato (Racconti Arcani) mi piaceva perché aveva una sonorità mistica e poteva ben rappresentare e racchiudere in sé quelli che alla fine erano i testi a tema fantasy delle canzoni che componevo (e compongo), seguendo il filo della mia saga, appunto.

 

Una band con un solo musicista, se presenti ci sono delle difficoltà? Pensa che la differenza tra una one-man-band sia molta rispetto ad un progetto con più musicisti?

 

Personalmente non ho alcuna difficoltà nel fare ciò che faccio, anzi, mi viene tutto molto naturale.

Da solo riesco ad esprimere e a riprodurre tutto ciò che vorrei sentire realmente nelle mie canzoni. In una band deve esserci una sorta di alchimia (e a volte compromessi) fra i vari musicisti. Ognuno deve dare il suo contributo in ciò che si propone all'ascoltatore. Credo sia abbastanza semplice il concetto.

Per anni ho cercato di mettere su una vera band (dopo lo split con i precedenti membri nel 2002) per continuare quello che era il mio sogno sin dall'inizio, ossia sfondare nel mondo della musica. Purtroppo, non ho mai trovato nessuno che sposasse a pieno il mio progetto, poi, dato anche l'andazzo che la scena musicale ha subito nel corso di questi anni, ho semplicemente deciso che il mio sarebbe stato solo un piacevolissimo hobby, fatto comunque con tutta la passione che ho sempre avuto.

 

I generi musicali che Arcane Tales tocca sono molto complessi, e richiedono un’ottima tecnica, come è nata la passione per essi? Ci sono bands da cui trae spunto o per la quale prova una forte ammirazione?

 

Sfondiamo un portone aperto in questo caso, eheheheh.

Le band che ammiro sono tante. Per citarne solo alcune Symphony X, Angra, Blind Guardian, Dream Theater, Vision Divine, Nightwish, Epica, ecc.. ma è palese e d'obbligo dire che i miei veri mentori e ispiratori principali siano i Rhapsody.

Quello che ha fatto questa band è qualcosa di grandioso, qualcosa che ha acceso la scintilla e ha scatenato in me la voglia di fare qualcosa che quantomeno si avvicinasse alla musica che proponeva.

Per quanto riguarda il lato tecnico non ci ho mai dato molto peso, almeno all'inizio.

Durante gli anni ho cercato di migliorarmi sia sotto l'aspetto chitarristico sia sul piano vocale.

Purtroppo (o per fortuna, non saprei dire) ho sempre fatto tutto da autodidatta. Per la timbrica nel canto mi sono sempre fatto ispirare da un mostro sacro come Fabio Lione (per l'appunto), ma credo di avere un timbro vocale ben definito e molto personale che non vuole emulare nessuno. 

In realtà sono cresciuto con una gran passione nel sangue per la musica in generale (oltre al fatto di essere figlio di un insegnante di musica vero e proprio) e credo di aver avuto molta fortuna nelle capacità intuitive e creative, non ho fatto altro che metterle a frutto, come meglio ho potuto. 

 

Parlando del lavoro svolto che si cela dietro ad ogni disco, cosa può dire riguardo composizioni e testi delle tracce?

 

Per me è qualcosa di magico, star lì seduto davanti al mio computer e comporre atmosfere che richiamano un mondo fantastico. Mi è sempre piaciuto farlo, è come dar vita a qualcosa che si ha nella propria mente e di cui si vuole rendere partecipi gli altri.

La musica in generale, secondo me, è l'apice del pensiero umano.

I miei testi e la mia musica sono un tutt'uno con ciò che ho scritto nei miei libri. Non riuscirei a scindere le due cose, perché spesso l'una ha aiutato l'altro e viceversa, durante le composizioni di brani o le stesure dei vari capitoli.

 

“Sapphire Stone Saga” è il titolo del full-length appena prodotto, cosa può riferire a riguardo? C’è tra le 10 tracce una che la entusiasma di più?

 

Sapphire Stone Saga è un album che racchiude alcuni dei pezzi che ho scritto nel corso degli anni, registrati nuovamente con una consapevolezza maggiore e con la giusta produzione che meritavano (al massimo di quello che potevo ottenere, ovviamente).

In realtà il tutto era nato come l'ennesimo progetto a tempo indeterminato per soddisfare il mio ego (eheheheh) per essere messo online sulle mie pagine in rete. Poi, sono stato contattato da Broken Bones Records (italianissima) e con l'aiuto di Silverstream Records (label ucraina) si è deciso (con mio grande stupore e piacere) di lanciare seriamente il disco sul mercato.

Ogni traccia ha un significato speciale per me, non saprei scegliere. Sarebbe come decidere chi dei propri figli è il migliore.

 

Più di 20 anni di carriera nel campo musicale in cui è stato svolto il lavoro, sarebbe bello avere una sua descrizione di ciascuna elaborazione.

 

Chiamare “carriera” la mia mi fa sorridere un po'. Io sono semplicemente un musicista/cantante e compositore (mi piace più definirmi così) per hobby.

Quello che ho fatto l'ho fatto perché mi dava piacere, tutto qui. Non ho mai avuto il bisogno estremo di sentirmi acclamato o la smania eccessiva di dover piacere per forza di cose a tutti.

Sono state molte le fasi di elaborazione, forse troppe per ricordarle ed elencarle tutte.

Posso semplicemente dire che ho veramente “perso” un sacco di tempo per creare il tutto (giorni e notti). Vent'anni sono tanti, ma credo che alla fine, per me, parlino le mie canzoni, il frutto di ciò che il mio lavoro ha prodotto e che mi rende fiero.

 

Ovviamente è d’obbligo domandare qualcosa riguardo l’artwork.

 

Nell' artwork dell'album ho deciso di rappresentare colui che è il personaggio principale e indiscusso della mia saga fantasy, ma per maggiori dettagli e curiosità vi invito a leggere i miei libri (La Pietra di Zaffiro – Lo Scettro di Kaàly / La pietra di Zaffiro – Le Armate del Cielo)

In ogni caso, credo di essermi realmente superato questa volta.

 

Sembra che la musica non sia l’unico tipo di arte a cui lei si dedica, c’è un’altra passione che è la scrittura, ne parli.

 

Ho avuto le mie piccole soddisfazioni anche in campo letterale. 

Riuscire a pubblicare due libri quando non sei un vero e proprio scrittore (nel senso di professione) è qualcosa di gratificante.

Il vero problema è riuscire a trovare il proprio spazio nella mischia, eheheheh.

 

Il progetto sembra aver cambiato nome nel 1998 ed aver interrotto il lavoro dal 2002 per poi riprenderlo nel 2008, se possibile saperlo, come mai?

 

Finché si è ragazzi è abbastanza semplice coniugare la scuola con la musica. Poi, però, nel nostro caso, l'ingranaggio si è inceppato e per magia mi sono ritrovato ad essere l'unico che credeva nel progetto. Così nel 2002 si è deciso di smettere come band.

All'epoca presi la decisione di andar via dal mio piccolo paese del sud e cercare un luogo che potesse permettermi di realizzare quello che volevo realmente.

Non è andato tutto secondo i miei piani, ma oggi sono sicuramente felice di aver fatto quel passo, anche perché, mi sono realizzato ad ogni modo.

 

Che rapporto ha con il mondo Fantasy?

 

Amo il fantasy in tutte le sue sfaccettature.

Durante gli anni ho letto parecchio, anche se al momento (purtroppo il tempo è quello che è) ho un po' accantonato la scrittura e la lettura. In ogni caso, il genere fantasy è qualcosa che ti consente ancora di sognare nonostante la vita reale e i vari problemi che essa comporta.

 

Cosa ne pensa dell’attuale visione dell’arte?

 

Io credo che l'arte sia una delle poche vie che possano farti realizzare a pieno. L'importante è farla sempre con passione.

Purtroppo, ai giorni nostri, viviamo in un mondo dove si pensa solo e soltanto al modo di guadagnare di più (spesso alterando il concetto di arte stessa), producendo un sacco di roba che si spaccia per tale, ma che tale non è, penalizzando indubbiamente chi meriterebbe di più.

 

Per concludere l’intervista può riferire qualcosa a suo piacimento al pubblico di IVL.

 

 

Ringrazio i lettori di Insane Voices Labirynth per l'attenzione, quello che mi sento di dire è di non fermarsi mai alle apparenze e di supportare la musica sempre, se poi quella musica è metal, tanto meglio.