15 GIUGNO 2017

 

Domande a cura di Giulia De Antonis

 

La domanda che viene in mente a primo impatto è: da cosa e come è sorta l’idea di fondere Rock con musica Classica e Lirica?

 

L’idea nasce dal fatto che ci siamo conosciuti al conservatorio della nostra città, e poiché avevamo anche una intensa attività live per i locali delle nostre zone, abbiamo pensato fosse originale mettere a frutto gli anni di studio con gli anni di rock on the road e così nacque il progetto. 

 

Sarebbe curioso sapere da chi é nata l’idea di creare la band, come é stato scelto il suo nome Ars Divina e quale significato ha per i musicisti partecipanti al progetto.

 

Il progetto è stato fondato da me (giacomo zar) e da roby coscia. Successivamente si sono uniti gli altri. Ars divina è stato il nome della svolta e del cambiamento. Siamo partiti con un altro nome ed un’altra formazione e suonavamo sempre rock in italiano, poi in seguito alla presa di coscienza delle potenzialità che potevamo sfruttare mescolando il rock con la musica classica, della quale avevamo una discreta conoscenza e competenza, ed in seguito ad una serie di vicissitudini ed eventi che ci avevano portati a dover affrontare grossi problemi, decidemmo di cambiare tutto, nome compreso. Ars divina è letteralmente “arte divina”. Il riferimento è alla musica, la più alta forma d’arte che esista, ed il nome latino fa riferimento alla polifonia, in particolare quella sacra, dal basso medio evo in avanti.

 

Nel contesto attuale come vedete la scena Rock italiana? E quella classica? 

 

La scena rock italiana quella più interessante è stata ed è (ahimè) ancora troppo sommersa. Dobbiamo fare i conti con la nostra cultura che non affonda le sue radici nel rock come in altri paesi, ma nella canzone cantautorale e nella leggera in genere. Non dimentichiamo che In Italia (che ha tanti primati musicali) la musica popolare nei primo del 900 era rappresentata dalla canzone napoletana e dall’opera. Quindi c’è una barriera storica imprescindibile. Questo però non deve tagliare le ali a validissime proposte che pur incontrando il favore del pubblico non riescono ad avere un contratto degno. La musica classica viaggia su altri binari, i teatri anche se in crisi per il “magna magna” dei decenni passati, hanno comunque e godono di una rilevanza differente. Sono patrocinati e sovvenzionati.. almeno quelli più importanti. Posso dirlo perché ci lavoro.   

 

Quale pensate sia il punto di forza dei vostri prodotti musicali? 

 

Il punto di forza del nostro progetto sta in questa originalità nel mescolare mondi apparentemente distanti (il rock e la classica) nella ricercatezza dei testi e poi ci dicono che i nostri live sono anche meglio dei dischi! 

 

Le vostre tracce prevedono testo in italiano, pensate che si adattino bene ad un contesto multietnico come quello che si ha oggi? 

 

A questa domanda rispondo sempre con un’altra domanda: Ci poniamo qualche problema noi italiani quando dobbiamo ascoltare un disco dei rammstein? credo che ci sia un fortissimo pregiudizio nei confronti dell’italiano… sembra che se non si canti in inglese (anche in italia) non si abbiano molte speranze. Un professore universitario qui a salerno, quando frequentavo… usava terminare le lezioni leggendo delle poesie di pessoa e neruda in lingua originale e cioè portoghese e spagnolo. Vi assicuro che il messaggi e la loro intensità arrivavano pur non capendo tutto a fondo. Quindi il linguaggio che si usa non è poi tanto importante, conta il messaggio emotivo. 

 

Come vedete la scena musicale italiana di oggi?

 

La scena italiana oggi è un po’ appiattita su cliché già sentiti, poche cose interessanti,non c’è molto di originale ed artistico…

 

Come é nata in ciascuno di voi la passione per la musica? Quali strumenti prediligete?

 

Ognuno di noi ha cominciato da piccolo a manifestare interesse per la musica ed in particolare per uno strumento. Io ho cominciato in un coro polifonico a 10 anni e mio padre e mia madre mi facevno cantare le canzoni, poi ho sempre adorato la chitarra pur avendo studiato poi, canto e pianoforte. Roby tamburellava con le posate a tavola, dario ha ascoltato migliaia di dischi fin da piccolo con il suo papà. gianluca e pier paolo idem… queste passioni sono innate, poi bisogna alimentarle ovviamente. Ognuno di noi ama il proprio strumento in particolare poi ci sono dei punti deboli… 

 

Pensate che il genere Rock sia in contrasto con il Classico o sono legati da qualcosa? (se pensate siano legati da qualcosa esplicare).

 

Tutta la musica è conseguenza di altra musica. Siamo partiti dai tamburi migliaia di anni fa per arrivare alla musica elettronica. Il legame esiste sempre, poi ci sono gli sviluppi e le ramificazioni che dipendono dal clima sociale e dai periodi storici. Mi fa ridere chi afferma che i generi sono come a tenuta stagna. Se oggi ascoltiamo il rock o la leggera o il metal, due  secoli fa ascoltavano mozart e verdi… Allora considerati popolari e commerciali. Quindi cambiano i tempi ma non le persone. 

 

La scelta attuata dalla band (in quanto al genere musicale) sembra essere molto complessa, come vedete il futuro del progetto? 

 

Non avendo la sfera magica prossimo solo costruirlo il futuro. Cerchiamo chi capisca l’ampio raggio d’azione e le innumerevoli possibilità di sviluppo che offre questo progetto. Non è presunzione, ma c’è bisogno di molta competenza per poter accompagnare una realtà del genere. Speriamo che chi può, faccia.

 

  Passione e sentimenti sono importanti secondo voi in campo musicale? Di cosa parlano i vostri testi? Quali sensazioni volete trasmettere agli ascoltatori?    

La passione ti aiuta ad andare avanti ed attraversare le tempeste. La passione è una forma d’amore più selvaggia, ed è fondamentale. Le vibrazioni di chi suona arrivano e come al pubblico e questa è garanzia di autenticità. I nostri testi parlano di tutto quello di cui si può parlare! dall’amore doloroso e struggente a quello carnale, dalla politica alla società che va sempre peggio… alle miserie e virtù umane. Agli ascoltatori vogliamo trasmettere il nostro credo, dare una possibilità di ascolto differente e far conoscere un ambito della nostra straordinaria cultura che spesso è trascurato soprattutto dai giovani, quello della musica classica che rimane comunque una nostra ialina prerogativa.