4 SETTEMBRE 2018

 

DOMANDE A CURA DI MELISSA GHEZZO

 

Ragazzi, benvenuti su IVL! Siete un gruppo nato da poco, 2014, e dopo un solo anno avete rilasciato un disco dal titolo “I Migliori Esemplari”. E' un album di inediti, con quale entusiasmo è stato creato questo primo album?

 

Con l'entusiasmo di chi vuole fare musica senza seguire schemi particolari, se non quello dei testi, le cui tematiche sono collegate tra loro in una sorta di "concept album".

 

2017 nuovo disco per voi, “Outsider”, inediti che non trasmettono una classica banalità che a volte il rock italiano può presentare. Parlatemi di questo nuovo lavoro.

 

Sicuramente un passo avanti rispetto al precedente...più curato nei testi e negli arrangiamenti e con canzoni qualitativamente migliori a nostro avviso!

È un album di 10 canzoni realizzato in autoproduzione e composto interamente in sala prove come si faceva una volta!

 

Come sono nati gli “Chien Bizarre”?

 

Sono nati da un'idea del bassista (Simone Freddi) che un giorno chiese a me (Mauro Mosciatti) e al batterista (Lorenzo Eugeni) se volevamo ritrovarci qualche volta ad improvvisare un po' insieme per vedere se usciva fuori qualcosa di interessante!

 

Cercate di creare una musica impegnata, un qualcosa di originale trattando argomenti come l'amore di “Come Cleopatra”. L'amore è un argomento difficile da usare nella musica perchè si sentono molte melodie la cui originalità lascia spazio alle classiche frasi da canzonette. In che modo parlate dell'amore?

 

Cerchiamo di trattare il tema dell'amore nel modo più onesto e più realistico possibile...con i suoi alti e i suoi bassi...con le sue certezze e con le sue piccole perversioni!

 

Ne “La Mia Generazione” si sente un forte stampo Timoria, è una band che personalmente amo molto... Che cosa hanno trasmesso i Timoria agli Chien Bizarre?

 

I Timoria sono una delle (pochissime) bands italiane che ci piacevano negli anni in cui muovevamo i nostri primi passi nel mondo della musica...per cui sicuramente sono stati inconsciamente influenti...più nell'uso delle melodie vocali e nella stesura dei testi che nell'aspetto musicale...dove le nostre influenze vanno sicuramente ricercate in certa musica inglese e americana prodotta tra i 70' e i 90'.

 Cosa cercate di trasmettere al pubblico che vi segue?

 

La nostra musica è molto incentrata sulle dinamiche...sui piano e i forte...con un'ampia gamma di colori...e ci piacerebbe che tutto questo arrivi al nostro pubblico...che ci auspichiamo sia il più variegato possibile.

 

La musica italiana è molto amata in Europa ma ancor di più oltre oceano, potrebbe esserci nei vostri programmi futuri un tour extra europeo?

 

Magari! Stiamo muovendo i primi passi per quanto riguarda la promozione live della nostra musica, con tutte le difficoltà che implica fare musica inedita indipendente oggi in Italia...quindi siamo coscienti che non sarà facile...ma crediamo nelle nostre possibilità e nella nostre capacità live...quindi chissà...mai dire mai!

 

Cosa pensate della scena musicale italiana e nello specifico la scena con il cantato in italiano?

 

La musica mainstream in generale e nello specifico italiana dei giorni nostri, sinceramente, non ci piace affatto...e reputiamo che le cose più interessanti provengano dall'underground e dalle piccole etichette indipendenti.

 

Grazie per aver dedicato qualche parola ai nostri lettori.

 

Grazie a voi!