6 OTTOBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Parlate un po’ di voi, come vi siete conosciuti? Come avete scelto il nome del progetto?

 

La band è nata ufficialmente nell’Agosto del 2012 da me, Mario Di Giambattista (chitarrista) e dall’ex bassista David Cetorelli con l’intento di creare di una band brutal death metal di stampo e sound prettamente americano.

Gli altri componenti erano già delle nostre conoscenze ed amicizie, come Paolo Chiti (cantante all’epoca dei torinesi Putridity) ed Alessandro Santilli (già batterista di numerose bands come Necrotorture, lamia ecc); l’intesa è stata pressoché veloce e spontanea venendo tutti dallo stesso background musicale.

 

Come vi approcciate al panorama musicale che si presenta oggi?

 

Oggi la quantità di bands presenti sul mercato è innumerevole e la qualità è decisamente alta; ci sono tantissime bands veramente valide in giro per il Mondo quindi è piuttosto difficile riuscire a trovare spazio, fortunatamente in questo ci aiuta il web ed i vari social network. Secondo me essere fortemente presenti sul web con una forte promozione della propria band è sicuramente un punto fondamentale dei Devangelic. Ovviamente è la musica che parla e se piace e c’è risposta dal pubblico sicuramente sei già a metà del lavoro. Altro punto è il nostro stile e genere musicale. Siamo nati Brutal Death Metal e smetteremo di suonare con il Brutal Death Metal, sicuramente non cambieremo mai genere pur di riuscire ad arrivare a maggior pubblico. Si sa il nostro genere è molto estremo e quindi rivolto ad una fetta di pubblico decisamente piccola (non per le masse insomma) e cercheremo di rimanere fedeli a tutto questo in futuro. Ad oggi diciamo che, nonostante i Devangelic siano una band piuttosto giovane (attivi appunto dal 2012), la band ha ottenuto risultati strepitosi oltre ogni nostra aspettativa, quindi siamo molto felici di come stiano andando le cose .

 

Parlate dei testi e delle composizioni, chi se ne occupa?

 

Principalmente sono io che mi occupo delle composizioni e testi (Mario Di Giambattista), ma poi il lavoro di arrangiamento viene svolto dall’intera band.

 

Una riflessione sulle tracce che per ora avete: cosa ne pensate? C’è qualcosa secondo voi che renda migliori i vostri prodotti?

 

L’impegno nella composizione e nella registrazione è stata massima quindi direi che siamo più che soddisfatti dei nostri primi 2 album; per tutto il resto è il pubblico e l’ascoltare che decide se i nostri prodotti sono migliori di altri non siamo noi a poterlo affermare.

 

Sarebbe bello sapere da parte vostra se pensate di aver avuto miglioramenti drastici.

 

Sicuramente “Phlegethon” è un album migliore del nostro debutto. Ma c’è ancora tanto da fare e migliorare, siamo solo all’inizio.

 

Parlate liberamente della vostra ultima “fatica”...

 

Sicuramente Phlegethon rappresenta la nostra evoluzione, pezzi più “maturi” dal punto di vista compositivo, abbiamo impiegato 3 anni intensi di scrittura ed arrangiamento. Abbiamo curato molto di più l’immagine generale del lavoro, dal concept sull’Inferno di Dante (rappresentata appunto dal nome ed artwork dell’album) fino agli stessi nomi dei brani e testi che descrivono in ordine cronologico la discesa negli inferi dal parte del Poeta Dante.

 

Toccate temi abbastanza forti, come mai questa scelta?

 

Non lo vedete come un cliché delle band che praticano lo stesso genere musicale? 

Suonando in una band brutal death metal le tematiche forti sono inevitabili, non credo che in futuro parleremo mai di prati e fiori.

 

Cosa pensate di internet? Può sembrare una domanda fuori luogo, ma secondo voi è importante per le band? Argomentate le ragioni.

 

Oggi il web è fondamentale per farsi conoscere ovunque. Con un click puoi arrivare in tutte le parti del globo quindi è un ottimo strumento (se utilizzato con intelligenza). Hai inoltre la possibilità di poter vendere il tuo merchandise ovunque e comodamente quindi ritengo che sia una parte sicuramente importante della propria promozione.

 

Cosa si prova quando si collabora con band famose? Avete idoli da cui traete ispirazione?

 

Sicuramente condividere tempo ed esperienze con bands maggiori ti da la possibilità di vedere e conoscere tanti aspetti che magari, nell'immaginario comune, sono troppo sopravvalutati e riesci (forse) a tornare con i piedi per terra. Per farla breve ci sono tante piccole bands che oggi giorno si credono “rockstars” dopo aver rilasciato un semplice demo, quando poi bands maggiori con una notevole storia e discografia alle spalle sono le persone più semplici del mondo. Quindi c’è solo da imparare. Abbiamo avuto la possibilità di suonare insieme a tante bands importanti come Dying Fetus, Asphyx, Suffocation, Nile, Cattle Decapitation ecc... e da ogni band c’è qualcosa da cui trarre ispirazione.

 

Estero o Italia? Dove pensate che il vostro genere musicale possa avere più successo?

 

Il nostro genere musicale non è adatto (credo) al pubblico italiano se non qualche caso isolato; lo dimostra il fatto che non esistono grandi festival italiani esclusivamente Death Metal o comunque di metal estremo. Ci sono festival (death metal) più piccoli che magari provano a far qualcosa ma purtroppo la risposta del pubblico è sempre minima quindi si fermano subito dopo una o due edizioni. 

 

Sempre attenendosi alla domanda precedente, dove preferite fare concerti? Perché?

 

Essendo italiani è brutto dirlo ma preferiamo sicuramente l’estero dove c’è un supporto diverso, più “sano” e genuino e molto più ampio; quindi direi fuori dall’Italia.

 

A voi un piccolo spazio per dire qualcosa a piacere...

 

 

Grazie a Voi innanzitutto per l’intervista; concludiamo dicendo ai lettori di continuare a seguirci e supportarci attraverso le nostre pagine social per tutti i prossimi aggiornamenti riguardo il nuovo album ed il tour promozionale!