27 GIUGNO 2018

DOMANDE A CURA DI MELISSA GHEZZO

 

Benvenuti su IVL! Milanesi, nati nel 1995... I Drakkar sono una band con un trascorso notevole e 9 pubblicazioni tra il 1995 ed il 2018. Come nascono i Drakkar?

 

Come tutti i gruppi, immagino… dalla voglia di un gruppo di appassionati di musica di fondare una band, scrivere canzoni, suonare dal vivo. Dalla passione. Il resto, come si suol dire, è storia.

 

    Il Drakkar è una nota nave vichinga da cui prende il nome la vostra formazione. Perchè Drakkar?

 

Bisognerebbe chiederlo al nostro bassista originale: fu lui a trovare il nome e a farsi motore e fondatore della prima formazione del gruppo, ormai 23 anni fa. Personalmente, quando entrai nella band, pensai che fosse un nome valido: breve, epico, d’impatto, facile da ricordare. 

 

La band è caratterizzata da forti influenze epic oltre al classico power metal... Cosa contraddistingue la vostra forza musicale? Secondo voi, cosa vi differenzia dalle innumerevoli bands del panorama power?

 

L’heavy metal classico nella sua veste più epica è da sempre una delle nostre influenze principali, e se vuoi è uno degli elementi che più ci caratterizzano rispetto ad altri gruppi power metal dalle sonorità più progressive e/o con maggiori influenze sinfoniche. Noi abbiamo sempre mantenuto, nel corso degli anni, le nostre radici rock e blues, quelle tipiche dei gruppi della NWOBHM e che risultano assenti dal sound di tanti gruppi power più “moderni” (tra virgolette, visto che parliamo sempre di un genere con 30 anni di storia alle spalle). Anche il nostro uso delle tastiere, per dire, è diverso, più legato all’hard rock e alle sonorità più classiche che non alle fughe sinfoniche, anche se ovviamente le orchestrazioni ci sono, soprattutto a sottolineare certi momenti. 

 

“Cold Winter's Night” è il nuovo lavoro uscito recentemente per My Kingdom Music. Cosa racconta questo disco?

 

Il nuovo EP nasce con due obiettivi: il primo era quello di pubblicare qualcosa di nuovo visto che l’ultimo album in studio risale al 2015. Il secondo era testimoniare la nascita della nuova line-up della band, che si presenta rinnovata e allargata rispetto al recente passato. Cold Winter’s Night rappresenta a tutti gli effetti un nuovo inizio, pur restando assolutamente ancorato alla nostra storia e alle sonorità che ci sono tipiche. 

 

C'è stata un'evoluzione per i Drakkar in questi anni. Che cosa è cambiato dai tempi di Sailing Alive?

 

Tantissimo direi, visto che da quel demo sono passati 22 anni… Tra l’altro io sono l’unico rimasto di quella formazione, tutti gli altri musicisti sono cambiati più volte, e ogni line-up stabile della band ha in qualche modo segnato una parte della sua storia. Penso che nel corso degli anni siamo rimasti sempre fedeli a noi stessi, ma al tempo stesso abbiamo sempre guardato avanti e realizzato dischi che tutto sono tranne che fotocopie l’uno dell’altro. Ognuno ha una sua identità precisa. Ogni uscita discografica per noi deve comunque rappresentare qualcosa di nuovo, portare degli elementi freschi e stimolanti nel nostro sound, altrimenti non avrebbe senso. Credo che ogni era della band abbia le sue peculiarità e sono molto contento di quello che abbiamo realizzato in tutti questi anni.

C'è un episodio, legato alla band, che ricordate con particolare affetto o “vergogna”?

 

Mah, dopo così tanti anni, ne abbiamo viste di tutti i colori, quindi è difficile identificare un singolo episodio e credo che comunque ognuno di noi potrebbe raccontare una storia diversa. Io personalmente, essendo nella band dall’inizio, non posso non andare con la memoria a quel giorno di giugno di 20 anni fa in cui aprimmo il Monsters Of Rock a Torino, esibendoci prima di gruppi che erano già vere e proprie leggende. Fu la prima, grande esperienza live della mia vita e non credo che potrò mai scordarla.

 

 27 e 28 aprile 2018, siete stati tra le bands che hanno accompagnato gli “Iron Savior” in quel di Pavia e Torino, quali sono le sensazioni ed emozioni che vi hanno colpito nel salire sul palco insieme ad uno dei gruppi che ha segnato la storia dell'heavy europero?

 

È stata un’esperienza molto, molto positiva. Con gli Airborn abbiamo un bellissimo rapporto di collaborazione e amicizia e abbiamo subito instaurato un legame altrettanto bello anche con i Savior. Io sono cresciuto con i loro album, per me Piet Sielck è sempre stato un punto di riferimento, quindi poter suonare con loro è stato un onore e un piacere. 

 

    Il panorama musicale mondiale sta attraversando un momento poco felice, in particolare questo magico mondo del metal e rock. Molti affermano che il rock sta morendo nuovamente. Qual'è il vostro parere sulla nostra situazione underground in Italia e in Europa?

 

Personalmente credo che il valore che le persone danno alla musica, da quando possono averne quanta ne vogliono in ogni momento senza pagarla, sia molto calato. E’ diventata per molti un semplice sottofondo, o un accessorio… la dice lunga il fatto che molti dei personaggi di maggior successo degli ultimi anni siano molto più “personaggi” che musicisti veri e proprio. Da un lato è triste, dall’altro bisogna accettarlo, è la realtà in cui viviamo. Noi che siamo veramente appassionati possiamo solo cercare di “coltivare” la nostra passione e cercare di trasmetterla o di tenerla in vita in quella parte del pubblico che ancora, come noi, considera la musica qualcosa di più di un sottofondo da ascoltare distrattamente mentre si chatta o ci si fa la doccia. Sulla situazione dell’underground metallico, sicuramente l’Italia è tra i fanalini di coda in Europa per presenze ai concerti e interesse del pubblico, ed è un paradosso, visto che di band valide qui da noi ce ne sono pacchi. Sicuramente all’estero non tutto è rose e fiori, ma avendo avuto la possibilità di suonare anche fuori, devo dire che il confronto con l’Italia non si pone nemmeno… qui da noi è davvero tutto estremamente più difficile. Forse non abbiamo (più) una vera cultura della musica live.

 

Grazie per questa chiacchierata e ci si rivede su qualche palco.

 

Ti aspettiamo molto volentieri. Grazie a te!