2 SETTEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

La prima cosa che salta all’occhio sono i diversi anni di carriera nel mondo musicale, dato che il progetto risale al 1990, come ci si sente ad avere quasi 30 anni di esperienza alle spalle? Siete orgogliosi di questo traguardo?

 

Mick: Per essere sinceri, c’è stato un lunghissimo periodo in cui Electrocution non esisteva più. Ci siamo sciolti all’inizio del 1997 e la reunion è avvenuta nel 2014. Io poi ero già uscito nel 1994. Purtroppo, avendo mollato per vent’anni, non posso dire di essere pienamente orgoglioso di me stesso ma, effettivamente, guardando ciò che abbiamo prodotto ed i risultati raggiunti, di questo sì, posso essere pienamente fiero!

 

Qual'è il percorso musicale di Electrocution? Cosa si cela nel passato del progetto? E come mai è stato dato alla band questo nome particolare e intrigante?

 

Mick: Nel passato c’è il Thrash. Prima di fondare la band ascoltavo tanto Thrash e avevo appena cominciato a seguire Sepultura e Death. Parliamo della fine degli anni ‘80. Ricordo l’estate del 1989: ero al mare con un paio di amici. Uno di questi era Luca “NK” Lodi che all’epoca suonava nei Cerebral Disfunction (band Grind Core seminale) e nei Crematorium (validissima band Death Metal). Fu lui a suggerirmi questo nome, preso dal titolo del brano dell’album “Persecution Mania” dei Sodom.  Sapeva che avevo in mente di fondare una band Thrash Metal anche se poi, fin dalle prime prove fatte nel Febbraio del 1990, fu chiara l’influenza del Death Metal. Ora Luca milita negli Hallucinator, un duo Drum and Bass molto famoso.

 

Ci piacerebbe sapere cosa pensate della vostra musica. Come è nata la passione per questo tipo di genere musicale?

 

Alessio: Ho iniziato ad appassionarmi sul serio alla musica ascoltando gli AC/DC, che mi hanno spinto a cambiare strumento passando dal pianoforte alla chitarra elettrica. Negli anni mi sono spinto verso generi sempre più pesanti finché non ho scoperto i Death, di cui mi sono innamorato subito.

Neil: Da bambino ho cominciato ad ascoltare Heavy Metal e il Thrash classico. Judas Priest, Testament, Overkill, Slayer, Sepultura, ecc. Poi la mia sete di potenza musicale ha richiesto l’intervento del Death Metal. Sono sempre stato un fan degli Electrocution. Adoro Inside The Unreal. Esserne diventato un membro è una grande soddisfazione per me. Non vedo l’ora che tutti possiate sentire quello che stiamo producendo in questo terzo album, perché c’è molto di me e dell’amore per questa band e questo genere musicale.

Mick: Anche per me fu la necessità di ascoltare musica con ritmiche potenti, velocità e impeto vocale a segnare la via che mi portò, durante l’adolescenza, dagli Iron Maiden, Metallica, Anthrax e Slayer ai Death, Obituary, Deicide e Suffocation. Della nostra musica non riesco mai ad essere soddisfatto al 100%. Purtroppo è un mio grande difetto, ma forse è anche lo sprone che ci vuole per ottenere sempre il meglio. Infatti poi i risultati ci sono stati e vedo che ce ne sono sempre più. Credo che il prossimo album sarà l’espressione di tutto questo.

 

Parlateci delle tematiche delle vostre canzoni. Chi di voi è il compositore e chi è il paroliere?

 

Mick: Sono sempre stato io a scrivere i testi. Anche se, effettivamente, qualcuno l’ho scritto a quattro mani con altri della band. Quando fondai Electrocution avevo già in cantiere qualche brano composto alla chitarra (allora ero chitarra ritmica e voce) ma con l’arrivo degli altri ci siamo trovati a comporre un po’ tutti anche se, alla fine, Alex Guadagnoli ed io siamo sempre stati i compositori principali.

Neil: La musica di Metaphysincarnation è stata composta completamente dal mio predecessore: Alex. Ora ho preso il suo testimone, da questo punto di vista.

Mick: Sì, con questo terzo lavoro siamo tornati in una situazione che adoro. Neil abbozza dei brani quasi interamente e poi ci si lavora su assieme, per sistemare la struttura e trovare la giusta armonia con il testo. Lui è veramente un vulcano di idee e trova sempre riff spaccaossa, ma spesso i brani che compone sono troppo ricchi che tocca sempre sfrondare un po’. Non esagero se dico che con uno dei suoi brani se ne possono fare due, hahaha.

Alessio: Il riffing di Neil offre spunti interessanti che mi permettono di sviluppare delle soliste di grande respiro. Electrocution ha sempre proposto assoli incisivi mescolati ai più melodici ed è proprio l’ambito che prediligo. Gli assoli melodici, in questo genere, permettono di creare contrasto che enfatizza le riprese aggressive. Così posso divertirmi molto di più. Fondamentale!

 

Sarebbe interessante sapere per quale ragione avete sentito l’esigenza di plasmare un nuovo progetto musicale. Qualcuno di voi ha esperienze passate in altri gruppi musicali? Ci sono sentimenti o emozioni che vi legano a Electrocution?

 

Mick: A parte i primi abbozzi di progetti musicali fatti a 15 e 16 anni, Electrocution è stato il mio primo progetto ed effettivamente, come tale, rimane il mio vero amore! Hahaha.

Neil: Ricordo il mio primo progetto Thrash: Animalator, poi diventati i Neurasthenia. Ma anche i Kreas, progetto Death Metal in cui militavano Mat Lehmann e Vellacifer (ora rispettivamente basso e batteria in Electrocution). Come dicevo prima, entrare in Electrocution per me è motivo di orgoglio, essendo stato prima di tutto un loro fan!

 

Electrocution gode della partecipazione a molti tour importanti insieme ad altre band di rilevante spicco, come è stato lavorare con loro? Chi ammirate di più e perché?

 

Mick: è sempre una grandissima soddisfazione aprire per i grandi. Ti rendi conto, ogni volta, che l’Italia è un paese di provinciali. So di essere impopolare dicendo questo, ma purtroppo è la verità e non mi frega nulla di essere popolare o meno (altrimenti avrei scelto un altro genere musicale, hahaha). Ricordo che i Carcass sono stati simpaticissimi con noi. Ci si scambiava battute divertenti e Bill Steer era incuriosito dai settaggi dalla nostra strumentazione. Allora c’era Mike Hickey al posto di Amott: un burlone. Pensa che gli avevo insegnato a dire: “Soccmel ragazu”, tipica esclamazione bolognese, con marcato accento americano (ho un filmato che lo prova, hahaha).

Altro grandissimo e disponibilissimo era Chuck Schuldiner. Non dimenticherò mai quel live in cui aprimmo per loro a Firenze nel 1993!

Di recente ho questo aneddoto interessante. Volevamo aprire i Cannibal Corpse in Italia. Dopo aver provato a contattare i promoter locali, che non ci hanno risposte nemmeno per dire “crepa”, abbiamo contattato direttamente i Cannibal che si sono dimostrati disponibilissimi. Alex Webster è una persona veramente squisita. Si è mosso direttamente per proporci con il lore promoter.

Come vedi, l’Italia è un paese provinciale e profondamente piccolo (in tutti i sensi). Di esperienze poco edificanti ne avrei da riempirci un libro, ma preferirei passarci sopra… con un caterpillar!

Dire chi ammiriamo di più tra tutti quelli con cui abbiamo suonato è difficile, siamo prima di tutto loro fan e li amiamo un po’ tutti.

Neil: Sì, sono d’accordo con Mick. Ricordo il live al Metalitalia Fest dell’anno scorso, in cui Mikael Stanne dei Dark Tranquillity mi venne incontro e mi abbracciò, ricordando il periodo del tour che facemmo Lehmann ed io con il suo progetto omonimo. Anche loro: persone fantastiche! Pensa che durante il tour ci si organizzava per le riprese video in modo da filmarci a vicenda.

 

Cosa potete rivelare sulla tecnica delle vostre tracce? Avete particolari influenze? Se sì quali e perché.

 

Mick: I nostri brani sono caratterizzati dai cambi di tempo, anche repentini, che contribuiscono a darne una forma multisfaccettata. in questo ho trovato un ottimo alleato in Vellacifer.

Vellacifer: Sì, nel drumming cerco sempre di inserire i giusti accenti e cambi di tempo interessanti, ma non solo. Assieme studiamo sempre variazioni, ad esempio, sulla cassa per cercare di enfatizzare al meglio le ritmiche. Adoro anche i blast beat messi dove servono, senza esagerare, altrimenti si rischia di affossare il brano, contrariamente a ciò che si può pensare.

Neil: I riff che tiro fuori sono il risultato della mia esperienza musicale, ma c’è tantissimo del mio aspetto di fan. Quando compongo ho modo di sfogare la tigna che ho in me. Fin da ragazzino ho ascoltato Inside The Unreal fino a consumarlo. L’influenza di quell’album è inevitabile. Non rinuncio alle influenze che la band ha sempre avuto, come Death, Sepultura, Slayer, Deicide, ecc. Ma ora stiamo inserendo anche spunti provenienti da Cannibal Corpse e Morbid Angel. Quello che ne sta uscendo soddisfa il mio spirito di fan vecchia scuola e il mio lato di produttore.

Mick: Sì, penso proprio che alla fine questo album riuscirà ad essere Electrocution very Old School ma con la maturità di oggi. Come tutti i nostri lavori, è “vero” e so che i fan lo percepiranno!

 

In quale anno pensate ci sia stato un “boom” del Death Metal, cioè un periodo in cui tale genere musicale è emerso e si è espanso al massimo? Cosa pensate dell’attuale produzione di tale genere musicale?

 

Mick: Facile: 1990 - 1994. Gli anni d’oro del Death Metal. il pubblico si rovinava letteralmente sotto il palco e le band producevano album rimasti nella storia. Per averne un’idea basta andare a vedere il nostro video di “Premature Burial” e vedrai cosa intendo: "https://youtu.be/-VyUmbbs5cs". 

Vellacifer: la scena Death Metal degli ultimi anni propone band interessanti e nel tempo è aumentata la cura per il suono e per l’aspetto tecnico. A volte però si esagera snaturando totalmente l’essenza del genere. La scena moderna rischia la monotonia, a mio parere. A volte sembra che esista solo il blast beat, rischiando di appiattire i brani. Adoro il blast in tutte le sue forme, ma va usato nel modo giusto!

Alessio: Cercando ispirazione, spesso mi trovo ad ascoltare cose nuove. Il Technical e il Prog mi danno buoni spunti, ma alla fine torno sempre alle radici.

Neil: Mi posso definire un purista.  A volte riesco ad apprezzare alcuni dischi moderni, ma alcuni generi non riesco proprio a mandarli giù. Il Death Core, ad esempio, ha preso una piega troppo elettronica. Trovo che oggi si sia perso il gusto che c’era nelle produzioni Old School. Questo tipo di produzioni rendevano unica l’atmosfera che avvolgeva la musica Death Metal. Quello che stiamo cercando di fare è proprio questo: produzione alta ma “vera”, per dare il giusto risalto all’anima Old School.

 

Avete da poco inciso un nuovo full-length, é possibile avere un vostro paragone tra tutti i lavori appartenenti al progetto? Quale raccolta (demo, split, EP, single, album) o eventualmente quale traccia vi soddisfa di più?

 

Mick: In realtà stiamo ancora lavorando al terzo album e probabilmente sarà anche l’album più soddisfacente fino ad ora. Sicuramente “Inside The Unreal” è stato quello che ha trovato maggiore riscontro in assoluto. Si tratta di una pietra miliare riconosciuta dai fan di tutto il mondo, e sinceramente non mi aspettavo di poterla scalzare facilmente. Non mi aspetto di riuscire a scalzarla nemmeno con questo album ma, almeno per me, questo nuovo lavoro mi sta già dando talmente tante soddisfazioni che il resto sarà tutto di guadagnato!

 

La line-up sembra essere nuova e stravolta dopo lo scioglimento della band per un periodo abbastanza lungo.Parlateci di tale periodo, quali sono stati i motivi? Ognuno di voi ha preso parte ad altre band?

 

Mick: Uscii dalla band nel 1994 e, dopo qualche anno, gli Electrocution si sciolsero definitivamente. Alex fondò gli Addiction, poi diventati Addiction Crew, in cui suonarono anche Max e Luca, a loro volta già impegnati nei Folder. Io invece sono rimasto fermo per anni e poi ho ripreso con altri generi, ma alla fine il Death Metal è il mio vero amore: non credo di saper fare altro.

Nel 2012, dopo aver fatto uscire la ristampa dell’ormai introvabile “Inside The Unreal”, Alex (da Los Angeles), Max (da Ravenna), io ed il nuovo batterista Vellacifer (da Bologna) ci siamo decisi a rimettere in piedi Electrocution, con il solo intento di registrare un nuovo disco. “Metaphysincarnation” uscì due anni dopo. Non potevamo pensare di portare sul palco una band con componenti residenti così lontano fra loro, così i ragazzi mi diedero l’ok per proseguire senza di loro. Ed eccoci qui, con una nuova formazione:

Mick Montaguti, Voce e fondatore della band;

Neil Grotti, Chitarra prevalentemente ritmica;

Alessio Terzi, Chitarra solista;

Mat Lehmann, Basso;

Vellacifer, Batteria.

 

Vi trovate meglio con la nuova formazione? I nuovi membri hanno portato nuove influenze alla band? Se sì quali?

 

Mick: La formazione originaria era perfetta, non posso nasconderlo. Eravamo (e lo siamo tutt’ora) amici e ci frequentavamo assiduamente. Eravamo ragazzini e tutto era molto diverso. Devo dire però che con la formazione attuale stiamo, pian piano, trovando un’alchimia molto simile a quella di allora ed infatti tutto questo mi sta dando forza nel portare avanti la band. Lavorare su questo nuovo disco ci sta portando al giusto livello di affiatamento. I musicisti sono tutti di gran livello e credo di aver ritrovato ciò che avevo lasciato quando abbandonai.

Neil: La presenza di nuovi membri influenza certamente la musica e la produzione di Electrocution. Ricordiamoci però che i brani nuovi sono scritti da elementi che, prima di esserne parte, sono stati fan ispirati dalla band stessa. Porteremo sì nuove influenze ma sempre nel giusto stile che contraddistingue Electrocution. Inoltre abbiamo Mick a supervisionare maniacalmente ogni cosa, proponendo anche riff o brani interi su cui lavorare.

 

Il vostro stile sembra essere passato da Death Metal a Technical Death Metal, come è avvenuto questo piccolo passaggio?

 

Mick: Guarda, a parer mio cercare di trovare certe differenze di etichetta nei nostri brani è veramente difficile, se guardiamo gli album. Mentre se ti riferisci ai due vinili 7’’ usciti nel 1994, si è trattato di una parentesi in cui eravamo innamorati perdutamente dei Cynic. Band favolosa. Ma diciamo che come tale, la parentesi si è chiusa. Per chi è curioso o vuole avere una copia di quei brani, basterà aspettare ottobre, in cui uscirà una ristampa di “Inside The Unreal” in doppio CD. Nel CD2 troverete i brani dai 3 demo tape e dai due 7’’.

 

Nei titoli dei vostri tre album si evince qualcosa di molto interessante, sembrano essere molto umanistici e filosofici, da cosa é dovuta la scelta di questi titoli? Sono legati ai vostri sentimenti e alle emozioni?

 

Mick: Esattamente. Sono un accanito lettore di scienza e filosofia (e tante altre cose micragnose). Mi affascinano molto questi argomenti ed infatti “Metaphysincarnation” è tutto incentrato su filosofia, scienza e tecnologia. Nel nuovo album invece mi addentrerò nei meandri della mente umana. Sentimenti, paure, ossessioni, e quant’altro. Ce ne sarebbe da scrivere per 10 full length, ma voglio rassicurare tutti che mi limiterò ad uno solo. Hahaha.

Scrivo di come sia facile essere manipolati o addirittura auto-ingannati, di come l’odio distrugga noi stessi prima di tutto, di come si possa essere vittime e carnefici allo stesso tempo e di come, già scriveva Seneca, il male sia dentro di noi! Parlo di guerre sante e di come i poteri forti plasmino le menti fin da quando si nasce, per avere carne da macello pronta a difendere gli oligarchi.

 

Cosa volete trasmettere a chi ascolta i vostri full-lenght?

 

Mick: Vorrei che potessero percepire quanto amiamo suonare e comporre la nostra musica. Non è cosa facile, ma sono convinto che lavorando mettendoci l’anima, seppur nera come la nostra, questo sarà possibile!

 

Qualche anticipazione di tour o altre news della band?

 

Mick: Come anticipato prima, in attesa dell’uscita del nuovo album (primavera 2018), uscirà una ristampa speciale doppio CD di Inside The Unreal (Ottobre 2017). Dark SymphonieS pubblicherà con le grafiche originali ed ha insistito fino all’ossessione per inserire anche i testi, che non sono mai usciti prima. Nel CD 2 verranno inseriti i brani presi dai 3 Demo tape e dai due 7’’ che uscirono nel 1994. Molti fan aspettavano un'uscita come questa da tempo. Per l’occasione stiamo pubblicando un paio di video di due brani suonati live tra il 1993 e 1994.

Per l'inverno, se tutto procederà come previsto usciranno uno o due video singoli nuovissimi.

"https://www.youtube.com/user/Electrocution1"  per tutti i nostri video!