30 NOVEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI LUIGI SCOPECE

 

Quale titolare di una one man band, sono ben contento di intervistare un “collega”, oltre che corregionale. Ti va di raccontarci com’è nato il tuo interessante progetto?

 

Grazie innanzitutto dell’interesse di voi di IVL a riguardo caro “collega”, sono onorato ed anche un po’ imbarazzato ad essere onesto! A proposito di interesse… davvero reputi Hörnhammer addirittura interessante? Beh ne sono fiero, davvero. E credimi se punto l’accento sulla fierezza, dato che parliamo di un progetto nato per puro scherzo, tra le mura di casa: in pratica ho cominciato, come molti altri ovviamente, registrando alcuni brani che non pensavo mai sarebbero usciti su alcun disco, era una roba fatta solo e su misura per me stesso.

Poi un giorno decisi di voler puntare oltre le mura di casa diciamo… il nome Hornhammer mi è venuto istintivo, mi piaceva come suonava e poi era la cosa più simile ad Hellhammer (la band, non il batterista) che mi potesse mai venire in mente. Sai, sono un fan sfegatato di Tom G. Warrior. 

La ö a due punte è stata aggiunta successivamente, esattamente a partire dal giorno del decesso di Sua Maestà Lemmy Kilmister, in segno di eterno tributo, inoltre credo che renda il nome ed il relativo logo anche un pelino più particolare.

 

La tua musica ha un feeling chiaramente old-school. Sei molto legato solo al metal vecchio stile o apprezzi anche le nuove correnti del genere?

 

Come ti dicevo nella precedente risposta, sono legato soprattutto al metal old school, pur non disprezzando assolutamente qualsiasi cosa a tema metallico o meno che sia, infatti ascolto anche moltissima elettronica sperimentale, oppure jazz o qualsiasi cosa dettata dall'istinto del momento. Trovo però abbastanza criticabile ciò che attualmente viene identificato come metalcore, più che altro perché di metal non ha nulla e chi lo suona spesso è un fighetto con addosso un abbigliamento il cui costo complessivo supera persino quella della sua Ibanez Prestige che ruba riff a caso tra un disco swedish death ed uno dei Pantera mettendoci in mezzo qualche break down per sembrare ‘core. Ovviamente è una esagerazione ironica ma alla fine, se ci pensi…vabbè, ognuno è libero di ascoltarsi quel che vuole, mica è un problema mio!

Comunque, la  vecchia scuola per me è tutto, è il genere con cui sono cresciuto, a cui sono più legato e che ovviamente mi permette di esprimermi con più ampio raggio: in Hörnhammer vi è tutto me stesso in pratica. Sono legato soprattutto al più thrash cupo ed oscuro anni ’80, la cosiddetta “1st wave Black Metal” precisamente, con realtà quali Venom (AVE CRONOS!),  primi Sodom, senza dimenticare ovviamente Hellhammer/Celtic Frost e primi Bathory. Insomma, le solite cose che potrebbe citarti tanta altra gente nel giro…

A proposito di Bathory, ti racconterò un fatto un pelino inusuale: sai, dovresti sapere che non son bravo con gli alter ego e nickname o cose del genere, quindi il giorno in cui decisi di fondare ufficialmente Hörnhammer come progetto dovetti darmi un nome d’arte in quanto, solitamente, presentandoti al pubblico solamente con un nome e cognome se non sei un chitarrista prog ipervirtuoso oppure Steve DiGiorgio secondo me di solito si fa la figura del coglione! O almeno così mi sembra, immaginandomi la cosa così a tatto…sarà che lo penso perché nel mio caso non ho un bel viso cazzo! Scelsi Geddon, ma solamente perché rovistando tra la mia collezione di dischi mentre pensavo ad un nome, mi cadde in mano il primo disco omonimo dei Bathory, e nell’afferrarlo  il pollice finì col coprire parte del titolo del brano “Armageddon” , quindi “…geddon”.

Pensai “Geddon…apperò, non suona male!” quindi mi affezionai immediatamente alla cosa ed adottai quel nome al primo istante. Ecco, ora potrete prendermi in giro a vita causa mancanza d’inventiva!

Hai pubblicato finora due uscite discografiche. Qual è stato il processo di composizione musicale e lirico? In particolare, ti va di soffermarti sul recente “Visions of Storm”?

 

Certo che mi va, ma non ho molto di interessante da dire a proposito purtroppo perché il mio processo di composizione è puramente istintivo, giuro! Pensa che io stesso a volte mi sorprendo di quel che creo, provo a spiegarmi…

Partiamo inizialmente dal concetto che, onestamente ti sembrerà assurdo, per certi versi non mi considero un musicista, nel senso che non sono il tipo che si mette  a suonare durante la giornata così per svago oppure che passa ore ad esercitarsi su cose nuove: semplicemente prendo in mano una chitarra solo quando ho un riff che mi gira per la testa e quindi cerco di riprodurlo con lo strumento. Da come si deduce sono l’esatto contrario di un fan di John Petrucci a caso, ma vivo bene lo stesso.

La composizione vera e propria è sempre puro istinto, dato che vengo dal mondo punk ed hardcore, da sempre mia principale influenza: parto da un riff e ne sviluppo qualche variazione, divido in strofa e ritornello e così via. Mai cose troppo complicate, io adoro la roba diretta e dritta al punto nel più sano spirito Rock ‘N’ Roll, quindi registro le prime bozze in una scheda audio come fanno molti e poi, una volta imparata la struttura, cerco di riprodurla nella maniera che sia la meno peggiore possibile,  infatti di solito la take meno brutta di tutte è quella che poi finisce sul disco ghghghghgh! A livello musicale sono finalmente riuscito, rispetto al debutto “Fog & Uproar” che altro non era che una raccolta dei primi pezzi da me registrati (il disco è uscito a Maggio 2016 su Land of Fog Records), a condensare in unico calderone il black (anche quello anni ’90, la Second Wave of Black Metal vale a dire la scuola tipicamente scandinava e finnica), il death e il thrash, così come l’hardcore punk: non mi piace la definizione “Black Metal” applicata a Hörnhammer perché quel che creo lo definisco unicamente Extreme Metal…anche perché in ogni caso non uso il face painting in quanto non mi piace truccarmi da panda, anche per rispetto delle specie in via di estinzione…

A livello di testi invece, tutti i brani fanno parte di un unico concept consultabile sul modesto sito ufficiale che ho messo su https:// hornhammerofficial.wixsite.com/home/single-post/2017/03/31/The-concept-behind-Visions-Of-Storm e che riflettono il mio odio puro ed incontaminato contro la peggiore delle razze esistenti, quella umana, incapace di vivere in pace con i propri simili e da sempre votata al favoreggiamento della propria stessa sottomissione a nome di tiranni meschini che alimentano l’odio innato presente in ogni essere umano. Siamo come un cane rabbioso che insegue perennemente la propria coda, e che spesso versa lacrime pure allo scopo di lamentarsi ed impietosire il prossimo, cane rabbioso ed autolesionista anch'esso,  circa quanto sia doloroso girare tutto il dì su se stessi allo scopo di provare a masticarsi i peli del deretano. IPOCRITI, il mio vero io non sarà mai come voi.

“Visions of Storm” è quindi una specie di “terzo occhio” su un Mondo distopico che forse poi tanto distopico non è…secondo me si tratta di un disco valido, anche perché è venuto fuori esattamente simile  a come me lo immaginavo nelle prime bozze che avevo in mente. Di solito registro soprattutto musica che sia valida da ascoltare per me stesso e devo ammettere che ascolto il mio stesso disco molto spesso. Non so perché ciò accada soprattutto considerando che sono tutto l’opposto di un narcisista, forse…sì, magari sono solo pazzo!

 

Recentemente hai partecipato con una cover al CD tributo ai Necrodeath, come sei arrivato a far parte di questo progetto?

 

Oh, “The Cult of Necrodeath” dici.

Quella compilation è stata una iniziativa di un amico di Peso, batterista della formazione ligure, con cui son poi entrato in contatto. Comunque…come ci sono finito? Storia lunga…in pratica quando “Visions Of Storm” era ancora in composizione, volevo includere una cover di uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, quale “The Flag of the Inverted Cross” dei Necrodeath. Essendo già in contatto con Peso per motivi personali, chiesi il permesso, ovviamente concesso. 

Che si sappia, i “Necroboys” son persone veramente alla mano.

Una volta sentito il pezzo, Peso a suo dire ne uscì pazzo e la cosa mi sorprese, dato che altro non si tratta che di una rielaborazione, in verità abbastanza semplice, del pezzo in chiave hardcore con un deciso rallentamento finale. Appena uscì la proposta per la compilation, io inviai la mia candidatura, quindi Peso mi contattò personalmente dicendo che voleva assolutamente quel pezzo sulla compilation!

Per motivi allora contrattuali, in quanto “Visions of Storm” sarebbe dovuto inizialmente uscire in formato CD per la Razed Soul Producions, etichetta statunitense che ora a detta del suo fondatore viaggia in pessime acque dal punto di vista economico (quindi per ora niente formati fisici, ma solo digitali su Bandcamp…speriamo cambino le acque, è quasi un anno che giro in cerca di una label), decisi di cambiare alcune cose tipo ri-registrare la voce ed aggiungere alcune chitarre, cambiando inoltre alcune cosette…mi sembrava il minimo in fondo, dovevo e soprattutto volevo creare qualcosa di unico e più particolare per la compilation, per cui riproporre un brano già registrato già presente su mio lavoro mi sembrava una cosa abbastanza blanda!

Inutile dire che è stato un grandissimo onore tributare uno dei gruppi più importanti della First Wave of Black Metal con quello che è per me il loro pezzo simbolo, senza contare poi che la compilation è venuta fuori veramente bene, una bomba!

E non ve lo dico solo perché ci sono io ahahahah, sarebbe ipocrita e disonesto!

La compilation può essere ascoltata gratuitamente dalla pagina Bandcamp della Black Tears https://blacktearslabel.bandcamp.com/album/the-cult-of-necrodeath 

 

Sono ben consapevole dell’opinione nutrita nei confronti del metal nel nostro territorio… ma vorrei sapere anche la tua idea a tal riguardo.

 

Non so gli altri e francamente non me ne frega nulla di quello che può pensare le gente su qualsiasi cosa ma io sono un estimatore del metal italiano, sul serio.

Odio l’italiano medio, causa dei miei mali quotidiani, ma noi italiani quando ci mettiamo sotto col metal la maggior parte delle volte sappiamo tirar fuori veramente cose notevoli. Sai, sono un tuo collega a livello giornalistico del settore, scrivo per un portale metal italiano proprio come te con IVL ed ogni mese ricevo una quantità enorme di roba da recensire: ovviamente moltissima di questa la scarto per ovvie esigenze di tempo (abbiate pietà, sia fa quel che si può…) ma la ascolto sempre tutta, che si sappia, e molto spesso mi piace!  Certo le schifezze capitano ancora oggi, ma non farò nomi…

Meglio citarti alcune cose belle, come appunto quei bellissimi sfanculatori napoletani dei Beerzerker, oppure Alien Syndrome 777 che è davvero uno dei più bei progetti di avantgarde black metal a tema spaziale tutt'oggi esistenti. Anche i neonati Leggion Massacre potrebbero dir la loro nell'affollatissimo panorama dell’Old School Death Metal e poi Stavros, chitarrista e leader della formazione, è davvero un ragazzo in gamba, un vero guerriero del metal con la testa sulla spalle. Questa è gente la cui devozione per la propria arte andrebbe ripagata con un supporto deciso, ed invece la spina nel fianco della cosiddetta “scena” (…anche se Messa in Scena sarebbe più adatto, a tal proposito ricordo un bellissimo e crudissimo pezzo degli hardcorers italiani Skruigners) è proprio la risposta del pubblico, quasi mai attento a quanto di buono esce nello stivale favorendo però il mercato estero che è sì molto variegato ma anche, in molti casi, sopravvalutato.

L’ostentazione dei soliti quattro grandi nomi poi, finirà per uccidere la musica, quindi è necessario un ricambio generazione urgente: le basi ci sono tutte, manca una risposta adeguata però. Ma quello è il male minore, perché il peggio di tutto questo è che l’italiano metallaro medio è alcune volte terribilmente polemico…cioè, hai visto lo schifo che han tirato addosso al Colony Open Air no?

Una cosa abbastanza infame, specie se consideri che anche una nota webzine tricolore di cui non farò il nome si è scagliata contro l’evento con una serie di comportamenti molto poco professionali! Per fortuna poi la brava gente, che sicuramente era quella che aveva già supportato l’evento, ha contribuito con una splendida raccolta fondi che ha salvato il futuro del festival, infatti il prossimo anno si terrà il Colony Summer Fest. Non potrò esser presente per motivi economici e geografici (sono di Taranto e spostarsi da qui è un casino soprattutto per i costi), ma è davvero una cosa che mi fa credere che il metal potrebbe davvero essere il migliore genere musicale del Mondo, se solo smettesse di esser frequentato anche da certe teste “calde” buone a nulla se non a far salotto.

Potrebbe appunto, ma ancora non lo è…però per ora vi va vicino, almeno in media si tratta di roba nettamente migliore delle lagne di Tiziano Ferro eheheheh.

Generalmente chi decide di avviare una one man band lo fa non solo per volontà ma anche per necessità varie, come ad esempio la mancanza di validi musicisti con cui affiancarsi. Nel tuo caso, cosa ti ha spinto a metter su un progetto in solitario?

 

Appunto, la mancanza di validi musicisti con cui affiancarsi!

Ogni volta che ho suonato in una band son sempre o sfruttato o del tutto ignorato: so che posso valere molto di più di come di solito venivo trattato quindi FUCK OFF!

Meglio metter su tutto da solo: la caratteristica solista poi, mi permette di curare i dettagli esattamente nella maniera in cui voglio io. Da fonico con studi di ingegneria del suono so abbastanza bene dove mettere le mani in base al mio metodo di lavoro e generalmente ci metto poco tempo a raggiungere il risultato sperato ed infatti, ripeto, “Visions of Storm” è venuto esattamente fuori come lo volevo, forse anche meglio!

Non sarà il disco che ti cambia la vita ma è davvero una specie di monumento personale e mi piacerebbe ricevere dei responsi in merito, anche negativi finché sian costruttivi perché sono proprio i più interessanti e non è per scriverti una frase fatta di falsa modestia, credimi. Basta che non siano i soliti insulti da hater da tastiera però, anche se generalmente è roba verso cui non pongo alcuna importanza. La Bestia Hörnhammer non vuole frustrati attorno a se...quella è gente inutile che brucerà nelle fiamme della sua stessa invidia ed inutilità!

 

Sei un frequentatore di concerti?  Ti piacerebbe in futuro portare Hörnhammer dal vivo?

 

Ultimamente ho recuperato qualcosa sull’aspetto live presenziando a qualche evento dal vivo sull’entroterra locale, preferendo però i piccoli e medi eventi rispetto ai grossi live delle solite quattro big band (perlopiù, non tutte però) fallite del cazzo, da sempre specchietto per certi polli disattenti e svogliati, spesso con la puzza sotto il naso quando si parla di realtà underground a cui al confronto poi vai vedere che non manca nulla. In tutta onesta però, generalmente i concerti non mi piacciono per nulla salvo qualche eccezione…l’Agglutination Metal Festival del nostro Guerriero Meridionale Gerardo Cafaro  ad esempio è sempre un piacere da supportare quando posso farlo ovviamente (per ovvie ragioni economiche)! Grandi band, prezzi popolari e grande uomo Gerardo…son questi gli uomini di cui noi italiani dovremmo andare fieri, altro che la feccia da televisione idolatrata dalle povere pecore, sempre più indebolite ed accecate quindi prive di una vera opinione propria.

Comunque, per ragioni strettamente personali in linea di massima non amo i concerti perché preferisco sempre i dischi in studio (però prediligo i suoni grezzi e le registrazioni live/in presa diretta, quindi direi che è un’ottima via di mezzo), ed è una ragione per cui ancora non me la sento di portare la mia Bestia in sede live. Non è escluso che un giorno possa farlo e la cosa mi attrae abbastanza, ma purtroppo la mancanza di soldi e batteristi realmente efficaci (vera piaga dell’entroterra tarantino) mi tiene allo lontana dal farlo…almeno per ora!

 

Utilizza questo spazio per comunicare ciò che vuoi ai fan di Hörnhammer ed ai potenziali neofiti del tuo progetto musicale.

 

Interessante… Hörnhammer potrebbe avere dei fan?

Per ora non credo, al massimo ha dei piccoli supporter, il mio progetto è ancora molto poco conosciuto ed a tal punto ringrazio ulteriormente voi di IVL per lo spazio concessomi, magari qualcuno mi leggerà pure ahahahah!

Se proprio posso, vorrei dire a qualunque potenziale lettore di inseguire sempre il proprio istinto e scatenare artisticamente la propria Bestia, esattamente come sto facendo io con Hörnhammer ogni giorno. Non fatevi mai piegare da nessuno, non date a nessuno la soddisfazione di vedervi distrutti, soprattutto da gente falsa e mediocre perché voi stessi siete tutto quello che avete e in realtà non avete bisogno di nessun altro:  URLATE AL MONDO IL VOSTRO IO, LA VOSTRA DIGNITA’ NON HA  ALCUN FOTTUTO PREZZO! 

E’ un concetto valido in ogni ambito di vita, proprio ora mentre scrivo queste parole ho sfanculato in base al merito alcuni gruppi di persone rivelatesi invero insopportabili, irresponsabili, codarde e disoneste…oltre che egoiste nel senso peggiore.

Mai piegarsi ai falsi, MAI! Semmai sono loro che dovrebbero inchinarsi a voi ed anche se ciò con alta probabilità non succederà mai non mollate, lottate per voi stessi e la vostra persona, sempre e comunque.

Quindi, Death to False People ancor prima che Death to False Metal.

Grazie ancora dello spazio concessomi.

Geddon.