4 OTTOBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Si potrebbe iniziare con una presentazione, chi siete?

 

Siamo un duo nato precisamente nel 1994. All'epoca suonavamo in gruppi diversi, Giuseppe batterista Alessandro chitarrista e bassista ma poi ci siamo incontrati ed abbiamo iniziato a suonare insieme nello stesso gruppo. Proprio in quel periodo ci siamo trovati ad iniziare un percorso musicale e di composizione diverso dagli standard. Cosi sono nati gli Haze. Abbiamo composto 3 demo dalle  sonorità piuttosto cupe che a noi piacevano molto all’epoca, e seguita poi una lunga pausa di una decina di anni se non di più che poi ci ha fatto incontrare per chiudere il bellezza con Ombre di polvere che sarebbe dovuta essere appunto una fine ma si è poi rivelata l’inizio di questi 3 anni intensi tra nuovi brani videoclip e live e il quarto cd in lavorazione.

 

Siete un duo, esistono difficoltà? Raccontate dei vostri ruoli nella band?

 

Siamo un duo, Giuseppe testi e voce e Alessandro musiche e voce. Le difficoltà in un contesto cosi' ristretto sono limitate poiché due menti come le nostre, cosi affini, ci permettono di smaltire in fretta il lavoro compositivo.

 

Parlate nello specifico del nome.

 

Haze  significa offuscamento, nebbia. Il senso del nome simbolicamente è la ''nebbia'' che ogni singolo individuo ha davanti a se, (la Maya) scaturita dalle proprie abitudini, educazione e insegnamento, ci costringe a vedere la realtà che ci circonda, in modo deformato e ci rende schiavi, Illumina è la ricerca della verità. L’intento attraverso i testi è quello di trovare menti affini con cui incontrarci ai live e chiacchierare per far accendere quella lampadina nelle menti, citando una frase dei nostri testi “.. toccami e vedrai un ago di luce pungere i tuoi pensieri”. 

 

Testi e composizioni, chi li crea e a cosa si ispirano. Spiegate il vostro genere musicale.

 

I testi li crea Giuseppe, in modo diverso tutti i testi hanno un unico filo conduttore. La comprensione, la ricerca, il viaggio in quel gran vuoto che tutti in qualche modo colmiamo con un credo, un dogma ben preciso. I testi si ispirano all'esaltazione di noi stessi (dell' Io) senza necessariamente avere un qualcosa di invisibile come stampella per la nostra speranza.  Di per se il nostro genere musicale nel complesso è probabilmente Post progressive ma ogni cd cerchiamo di rinnovare suoni e tecniche compositive per mantenere anche in questo caso una forma di libertà creativa priva di forzature se non coerenti con noi.

 

Sarebbe bello avere una panoramica dei vostri lavori ed una loro descrizione.

 

I primi lavori di più di vent’anni fa li chiamavamo volumi.. volume 1 volume 2 ecc.. e avevano un filo logico, da li abbiamo mantenuto questo modo operandi. IMMAGINIANIME tratta argomenti a livello inconscio molto primordiale, assolutamente interiore, si spazia dall’ anima all’ ida dalla creazione, la ricerca della provenienza dell’ essere umano, la religione e il malessere di vita che si tramuta in malattia, ma sempre molto interiore. In LIBERO ARBITRIO c’è il primo passo nell’uscire da se, quindi la rappresentazione di un “personal jesus” la creazione del libero arbitrio come metodo di “formazione”, gli egizi provenienti da altri pianeti, la perdita dell’umano ai giorni nostri con un ritorno in schiavitù nell’era digitale e poi chiudendo il cerchio “Ouroborus” con il brano  VENTI IMMOBILI dove si risale addirittura ad ancora prima della creazione dell’adamu, al Gan Eden e all’importazione degli umani sul pianeta terra. SCIAMI DI LIBELLULE si sposta invece sulla percezione della spiritualità, un collegamento tra cielo e terra, la presa di coscienza dell’appartenere al tutto, si parla di alieni quindi la perdita della divinità come noi la conosciamo ora e si ritorna alle origini, si passa dalla psicoanalisi ai riti di iniziazione delle tribù indiane specchiati in quelli della massonica moderna, il cammino della crescita individuale il continuare ad esplorare se stessi e il mondo, in continua evoluzione tra mente e spirito. Ora stiamo già per concludere il 4 cd che conterrà 12 tracce e aprirà la seconda triade. La strada è ancora lunga, ma siamo curiosi di vedere dove finirà.

 

Avete avuto altre esperienze in band diverse da questa? Cosa pensate sia più importante in musica, l’esperienza o lo studio? 

 

Si , abbiamo avuto diverse altre esperienze prima e durante il progetto Haze, Alessandro ha suonato il basso in varie rock band e progetti cosi come Giuseppe ha suonato la batteria. Nella musica sicuramente è importante abbinare studio ed esperienza per riuscire a trarre il meglio, un altro tassello fondamentale e quel bisogno continuo di creatività, che nel nostro caso, ci ha sempre contraddistinto.

 

Secondo voi qual’è l’elemento fondamentale dei vostri brani? Cosa li dovrebbe contraddistinguere da prodotti simili?

 

L'elemento fondamentale della nostra musica è l'argomento trattato nei testi e cerchiamo di completare il tutto con composizioni non “troppo convenzionali” appunto come i testi. Non ci sono, credo, progetti simili al nostro in questo momento, ma probabilmente solo perché sono tutti più legati ad un genere per essere più facili da etichettare nella ricerca di generi. L’unione di intenti crea un qualcosa di particolare sicuramente.

 

Vi siete mai trovati in difficoltà nel portare avanti il progetto? Cosa vi spinge a portarlo avanti?

 

Le uniche difficoltà sono quelle materiali, il lato finanziario, noi ci auto finanziamo tutto, come la maggior parte di quelli come noi e come già si sa tutto costa, dalle attrezzature, sala prova, studio.. videoclip ecc. Ciò che ci spinge a portare avanti il progetto è appunto la passione e la propensione, il vedere il prodotto finito e la curiosità di conoscere chi ci ascolta.

 

Cosa secondo voi rende bella la musica ed in particolare il genere musicale che praticate?

 

Ciò che rende interessante il progetto è appunto appurare che non ci sono contaminazioni cosi palesi, il non essere catalogabili al primo ascolto, anche per piacere a chi ha voglia di spingersi oltre.

 

Secondo voi è fondamentale la scena underground in Italia? Perché?

 

La scena underground in Italia è assolutamente fondamentale, perché da qui nascono le idee, le composizioni, le creazioni autentiche e sono appunto quelle prive di contaminazioni commerciali e purtroppo, come sappiamo, la maggioranza preferisce ascoltare la solita campana, perché in fondo la musica, quella commerciale, funziona come strategia per ipnotizzare le coscienze, accontentare per non abituare le persone a cercare perché potrebbero scoprire che le cose non stanno come ce le hanno raccontate fin da piccoli.

 

E’ possibile avere qualche informazione sul vostro background musicale?

 

Il nostro background è veramente sconfinato, non come chi dice “io ascolto di tutto” ma poi si limita al tutto confinato in un paio di generi, noi ascoltiamo da Fabri Fibra a Burzum dalla drum n’bass a Battiato passando dagli Slayer, IDM, Lorenzo, Carcass, Gino Paoli, Mozart, Techno House, Bowie, Tricarico, Litfiba, Megadeth.. veramente di tutto.