14 APRILE 2018

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Per iniziare: potreste presentare il vostro progetto?  Come è arrivata l’idea di creare la band Lectern?

 

Fabio: “Ascoltando heavy metal e thrash metal. Tra gli anni Ottanta e Novanta, il death metal era poco conosciuto, almeno all’inizio, quindi Iron Maiden e Metallica rappresentavano un qualcosa da imitare. Non avendo una voce rock, e ascoltando i primi Death, Sepultura e Morbid Angel mi saltò addosso questa voglia bestiale di death metal! Imparai a cantare questo genere, comprando ed ascoltando dischi dei gruppi più diversi, imbracciai il basso per esigenza ed il resto è venuto molto spontaneamente. Registrando album, facendo dischi e componendo canzoni con le line up più diverse, circondato da musicisti che sono cambiati troppo spesso nell’arco del tempo”.

 

Sembra che nel 2010 ci sia stato un importante cambiamento della line-up, se possibile potreste spiegare come mai?

 

Fabio: “Semplicemente, riprendemmo a suonare nel 2008, nel 2010 successe proprio nulla, se non che presi a calci in culo tutto il gruppo di allora buttandoli tutti fuori. Ci siamo formati quasi per caso nel 1999, avevo tanti di quei gruppi death metal, sui quali ho poi abbandonato ogni attenzione. Ed ecco i Lectern, ed i Perfidy Biblical allora”.

 

A seguito di questo gran cambiamento, pensate sia mutato qualcosa a livello stilistico per Lectern?

 

Fabio: “Ovviamente! Ognuno portò il suo stile, chi la tecnica, chi l’old school! Il brutal, lo slam, diciamo che li abbiamo toccati ed avuti davvero un po’ tutti. Nel 2010 abbiamo avuto la fase technical, ecco forse perché hai citato quell’anno. Ma durò poco, il tempo di qualche prova, concerti ed un demo di tre pezzi su quello stile, che non aveva quasi nulla a che fare con noi!”.

 

Chi scrive testi e composizioni? Quali sono le principali tematiche trattate? 

Come mai si è fatta questa scelta?

 

Fabio: “I riff sono di Pietro, i testi sempre e solo miei. Almeno finora è andata sempre così, ogni tanto abbiamo provato anche a stimolare Gabriele, ma per adesso nessun riff e niente canzoni da parte sua! Ma i suoi assoli sono straordinari! Quelli sì! Ci ha lasciato tutti esterrefatti su Dogmatician Of Predicator! Sembra quasi progressive metal! A me ha ricordato Chris De Garmo negli anni d’oro dei Queensryche, e Marty Friedman su Tornado Of Souls! Megadeth e Rust In Peace! Non so se mi spiego! L’assolo non finisce più, dopo quasi un minuto! E presentatosi al colloquio ci disse di non essere un solista!”.

 

E’ noto che ci siano state delle condivisioni di palco con altre band: cosa pensate dei live? Come avete trovato collaborare (in un certo senso) con altri?

 

Fabio: “Siamo sempre stati in situazioni sempre molto interessanti, devo dire. A volte ci siamo trovati con band che sul bus non si parlano, chiedono cibo e alcol, che hanno comportamenti di merda, fuori dall’ordinario ed assolutamente poco professionali. Ma sai, si sa, fa parte dell’ambiente e del gioco della rockstar. Gente che conosci e che a malapena ti saluta, che viene al locale ma se gli proponi un concerto, diventa un evento raro avere una risposta”.

 

Ci sono band o personaggi importanti nella scena musicale che vi hanno ispirati o da cui traete influenze?

 

Fabio: “L’aver passato gli anni ’80 e ’90 ad ascoltare e comprare i dischi, ed ai concerti delle più note band metal, qualcosa ti lascia. Indubbiamente. Quando cerchi un riff, non è roba tua fino in fondo, forse! Da un lato va bene, dall’altro è difficile trovare o fare lo sforzo giusto. Chi non lo ammette mente spudoratamente, non dice la verità. Ma ognuno sta nel suo guscio e non esce, e direi che va bene così!”.

 

Parlando in generale del brutal death metal, credete che in Italia abbia il giusto seguito e supporto?

 

Fabio: “Adesso sì, guardiamo quante band vanno puntualmente in tour, e registrano album per etichette americane e non solo. Ormai attiriamo promoter, etichette discografiche, tour e festival e quant’altro. Il seguito c’è, il supporto e la promozione pure. Nel 1991 nessuna band nostrana sarebbe mai finita su Nuclear Blast! Adesso qualcosa si muove, anche più di qualcosa! Stormlord, Hideous Divinity, Fleshgod Apocalypse e Devangelic sono tanta roba,e nemmeno basta per quanto l’elenco sia corto!”.

 

Potete parlare della vostra discografia? C’è un brano tra i molti scritti che preferite? Perché?

 

Fabio: “Ce ne sarebbero troppi! Abbiamo veramente tante canzoni, e tanti dischi su cui scegliere. Mi piacciono tutti, perché sono tutti diversi! Perché sono death metal! Stili differenti, diversi suoni a seconda dell’album. C’è un po’ di tutto in ogni dove!”.

 

C’è un vostro  lavoro uscito da poco, cosa potete dire a riguardo?

 

Fabio: “Il nuovo album spacca! E’ il più particolare di tutti, diverso come approccio, freddo e tecnico ad un primo ascolto, ma che in profondità tira fuori veramente i mostri! Grandi assoli combinati a riff poco quadrati, e dagli arrangiamenti inaspettati. Il cantato è gutturale e incomprensibile come non mai, non a livello dei Demilich ma quasi! Cercate il nuovo Deheadment For Betrayal allora!”.

 

Cosa pensate della digitalizzazione? Secondo voi aiuta a tenere viva la scena metal o no?

 

Fabio: “Non è un problema soltanto della scena metal, intanto. Tendo a precisarlo! Tutto è digitale, dal tuo cellulare tecnologico, alle pay-tv, ai biglietti che puoi fare dal computer o pagare con un codice e una carta di credito! Se la tua musica può arrivare ovunque e prima nel tempo, perché dire no? Anche io fino a qualche anno fa ascoltavo le cassette con il walkman, che ancora ho, non lo nego! Nessuno compra il tuoi album? Pazienza almeno lo hanno ascoltato! Anche se resta in un negozio, un magazzino o un laptop, qualcuno ti ha dato una possibilità, almeno su Spotify. Anche la religione oggi è digitale! Fanculo! ”.

 

Cosa pensate possa distinguere il vostro lavoro da quello di band che praticano lo stesso genere musicale?

 

Fabio: “Cosa differenzia una scoperta di uno scienziato dall’invenzione di un altro? Le idee umane sono superiori o di un altro livello: inferiori. Ovviamente non voglio dire che siamo migliori di altri, la differenza è nello stile, negli arrangiamenti, nelle capacità. Una band e dei dischi, restano memorabili e nella storia perché magari non sono diversi da altri, ma hanno un tiro micidiale! Molti sono convinti che l’originalità, l’essere diverso, attiri. Okay è vero, e dunque? E’ solo una fottuta paura dell’omologazione. Ogni cosa è diversa, quando lo capirete? Oggi va di moda essere tecnici ad esempio, a me non interessa!”.

 

Uno spazio dedicato a voi…

 

Fabio: “Non scomodatevi a leccarvi troppo il culo, per quello ci pensa la Chiesa!”.

DISCOGRAPHY:

Bisbetical (1999)

Salvific Of Perhaps Lambent (2010)

Lectern (2014)

Fratricidal Concelebration (2015)

Precept Of Delator (2016)

Deheadment For Betrayal (2018)

 

LINE UP:

Fabio Bava: vocals, bass

Pietro Sabato: guitar

Gabriele Cruz: guitar

Marco Valentine: drums

 

INTERNET:

www.lectern.rip

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