27 SETTEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Per iniziare una bella presentazione: potete fornire una sintesi della vostra storia? In particolare come avete scelto i nomi d’arte e quello del progetto?

 

K.R.: Intanto grazie per ospitarci sulla vostra webzine. Non credo interessi molto sapere da dove siamo partiti, ma provo a fare una breve biografia. I Lilyum esistono da quindici anni, ma in realtà le prime bozze di alcuni pezzi sono state buttate giù a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Abbiamo iniziato facendo un genere diverso agli albori, ovvero nel 1998-1999, e la formazione fino al 2007 ha subito continui cambiamenti, pensa che io all’inizio ero alla chitarra e voce, poi sono diventato solo cantante, ora solo chitarrista, e quando è partito il progetto Lilyum, la band si chiamava praticamente allo stesso modo ma senza la “Y”, quindi Lilium. Comunque dopo tanti cambi, assestamenti e stop tra il 1999 e il 2007, alla fine ho deciso di rimanere da solo e cambiare il nome mettendo quella “Y” di cui ti parlavo prima, e di rispolverare tanti brani black metal che avevo composto negli anni. Infatti tra il 2008 e il 2017 i Lilyum hanno pubblicato sette full-length, qualche ep e uno split. Inoltre la line-up si è consolidata con l’arrivo di Lord J. H. Psycho, Frozen e XeS. Tutti noi siamo polistrumentisti, e quindi la line-up ha ruotato sempre attorno a noi quattro, che ci siamo sempre occupati di registrare vari strumenti, anche se ognuno di noi ha un ruolo principale. Il mio nickname prende spunto da una canzone dei Disiplin intitolata “Kosmos Reversum”. Mi piace sia il pezzo che il significato esoterico del termine. XeS al momento non è più in line-up, comunque, siamo tornati ad essere un trio composto da me alle chitarre, Lord J. H. Psycho alla voce, basso e arrangiamenti vari e Frozen alla batteria. Il nickname del batterista, “Frozen”, prende spunto dalla canzone dei maestri Dissection contenuta nel loro primo album “The Somberlain”.

Lord J.: Lord J. H. Psycho è la rappresentazione della dualità del mio essere e la ricerca della completezza attraverso di essa, una costante esplorazione che porto avanti proprio grazie alla musica. "J" sta per "jotun", il nome della razza dei giganti nella mitologia norrena; secondo l'Edda, il primo essere vivente fu proprio un gigante (Ymer o Ymir), e dal suo corpo venne creato l'universo e la stessa razza umana. I giganti sono contemporaneamente gli esseri più sapienti, essendo i più antichi, ma allo stesso tempo i più selvaggi, in quanto nati dal caos primordiale, e questo contrasto continua a vivere nell'uomo, creato proprio dal sangue di Ymer. Ho scelto questo nome come rappresentazione delle contrapposizioni che lacerano il mio essere, e come recupero dell'attaccamento alla natura più indomita che la civiltà spesso tenta di soffocare.

"H" è "hel(heim)", il regno dei morti o sottomondo, il cui nome deriva da una radice etimologica che porta il significato di "nascondere, celare" e che ritroviamo nel nome degli inferi in tutte le lignue germaniche (hell, Hölle. helvete, helvede, ecc.). Rappresenta tutto ciò che è oscuro, nascosto, anche "proibito" secondo la morale comune, ivi compreso l'inconscio in ognuno di noi.

"Psycho" è slang per "psicopatico, pazzoide", ma la radice di tutti questi termini deriva dal greco "psyche", ossia "anima", che ne rivela la vera portata. Cosa significa pazzo e cosa significa normale? Cosa è davvero l'anima? Chi scruta l'abisso e chi invece viene consumato dal suo sguardo? Chi si spinge oltre i limiti in questa "perennial quest", per citare un autore metal da me molto ammirato, viene spesso bollato come pazzo dal gregge, e non è detto che non finisca per diventarlo davvero, in quanto la conoscenza ha sempre un prezzo.

"Lord" incarna la volontà di essere metaforicamente il signore di tutto questo, non nel senso materialistico di padrone, ma colui che lo padroneggia. E' anche un soprannome scherzoso che mi sono guadagnato negli anni da parte di chi, conoscendomi, è rimasto stupito che un metallaro misantropo come me possa anche avere modi di fare garbati e gentili, quasi aristocratici appunto. Ed è sempre questo il succo: la dualità che porta alla completezza. Io sono il saggio e il pazzo, il lord e la belva, la luce e l'oscurità. Devo essere tutto questo per penetrare il mistero dell'Io come parte del Tutto e del Niente.

 

Parlando di “menti” del progetto, chi è il compositore e chi il paroliere? A cosa vi ispirate?

 

K.R.: Io sono il compositore principale delle musiche, mentre Lord J.H. Psycho si occupa dei testi. Come parole io scelgo solo i titoli degli album in anticipo, e in base a quelli il cantante stende poi i testi dell’album, in modo che possano rientrare quasi sempre nel concept del titolo. Ma tengo a precisare che non abbiamo mai fatto dei concept album nel senso stretto del termine.

Lord J.: come già spiegato i Lilyum possono definirsi un collettivo di collaboratori più o meno fissi che ruotano attorno al mastermind Kosmos Reversum; chi parteciperà a un disco e che ruolo ricoprirà dipende da molti fattori (non da ultimi tempo e disponibilità dei membri). In questo album sono tornato a occuparmi sia di voce che di arrangiamenti strumentali per la prima volta da Crawling in the Past; in passato è capitato che mi occupassi solo di voce (Fear Tension Cold) o solo di musica (Human Void). Altar of Fear non è un concept, ma esiste un filo conduttore che unisce tutti i brani; i titoli, sia dell'album che delle singole tracce, possono essere visti come chiavi di lettura, o anche come "suggerimenti", ma preferisco non scendere troppo nei dettagli e lasciare che siano le sensazioni personali di ogni singolo ascoltatore ad amalgamarsi al tessuto emotivo di ogni pezzo.

 

Come è nata la passione per un genere musicale nobile come il Black Metal?

 

K.R.: Beh, io ho quaranta anni tra un mese, ero un adolescente quando la scena black metal scandinava scuoteva le masse con i fatti di cronaca nera che ormai tutti conoscono e con i dischi che hanno ispirato in seguito centinaia di band. Gli anni Novanta sono stati un periodo direi magico e rivoluzionario grazie al black metal, e non solo. Ho potuto assistere direttamente a tutta quella scena, ma io parto comunque dagli anni Ottanta, che sono la vera base per il black metal, con gente come Bathory, Venom, Hellhammer, Celtic Frost, Sarcofago, primi Slayer, Destruction, Sodom, Kreator. Tutta quella scena degli anni Ottanta, mescolata a quella degli anni Novanta ha generato quello che sono poi diventati i Lilyum!

Lord J.: Apprezzo la scelta di un aggettivo come "nobile", in quanto uno degli aspetti che personalmente trovai più affascinanti del black metal fu il suo carattere esclusivo, elitario, in certo qual modo "signorile" o appunto "nobile" nel suo essere un tipo di arte concepita da pochi eletti per pochi eletti, completamente rimossa dal concetto di musica come forma di aggregazione e intrattenimento. La straordinaria varietà delle proposte musicali, le atmosfere incredibilmente evocative e la volontà di abbattere limiti e convenzioni - una vera fiamma prometeica - hanno fatto il resto.

 

Secondo voi chi sono attualmente le migliori band che praticano il genere? Traete spunto da loro?

 

K.R.: Attualmente il genere si è un po’ standardizzato. Trovo che le band manchino di personalità e quindi faccio fatica a trovare nomi davvero validi, soprattutto tra le nuove leve. Abbiamo comunque una buona scena in Italia, con gruppi come gli Adversam ad esempio, che sono torinesi come noi. Come gruppi esteri c’è poca roba, o meglio, tanta proposta ma poco accattivante. Reputo che ancora oggi i Mayhem siano una band che da sola si mangia quasi tutto il resto. Loro sono avanti e sono malvagi sul serio. La loro musica fa ancora male ed è molto particolare, li riconosci subito.

Lord J.: non voglio scadere in tediose generalizzazioni come "ebay ha rovinato tutto" o "se sei nato dopo il 18XX allora non capisci un cazzo", ma è innegabile il concetto stesso di underground (non solo black metal) abbia subito profonde trasformazioni, con gli effetti collaterali del caso. Il metal estremo si è dimostrato tutt'altro che immune da trend e carrozzoni (siamo passati dall'invasione del depressive alla saturazione del war metal, mentre da qualche anno pare che tutti vogliano fare gli occultisti), complici anche label e media interessati a battere il ferro finché e caldo e a vivere di hype, ma per chi ha davvero voglia di cercare - proprio come ai vecchi "tempi d'oro" - le proposte valide non mancano sicuramente. Difficile dire quanto tutto questo possa filtrare in un contesto molto poco ortodosso come quello dei Lilyum, ma nel bene o nel male ci siamo anche noi, fermi nella nostra convinzione che il black metal abbia ancora moltissimo da dire.

 

Raccontate la scena musicale torinese, come vi trovate voi? Ci sono più possibilità “in casa” o all’estero?

 

K.R.: La scena musicale non esiste da anni. Il metal underground non attira più, perché con internet la gente non esce più di casa per andare ai concerti, per scambiarsi opinioni ecc. Quindi si cerca di ricreare un qualcosa che non potrà mai più essere come in passato. Non tanto perché è cambiata la musica, ma perché è cambiato il mondo con l’avvento di internet. E’ anche per questo che i Lilyum non sono interessati a fare concerti, tra altri mille motivi.

 

 

Raccontate dei vostri strumenti musicali: sarebbe interessante sapere come per ognuno di voi e nato l’amore per il proprio.

 

K.R.: Come dicevo poco fa, noi nei Lilyum siamo tutti polistrumentisti, ma io nasco come batterista o come cantante, Frozen è un batterista e Psycho un bassista. Io ho sempre amato la batteria per la sua potenza, ho sempre guardato i batteristi nei video, sin da piccolo. Ma col tempo ho avuto l’esigenza di comporre qualcosa di mio e quindi ho iniziato verso i sedici anni ad imparare seriamente a suonare la chitarra. Questo mi ha consentito di poter comporre poi tutta la musica che è confluita sia nei Lilyum che in altri, molteplici progetti che ho avuto negli anni. E credo che questo ragionamento valga anche un po’ per Frozen e Psycho, che hanno tutti diversi gruppi nei quali si adattano ad altri ruoli. E tutti siamo in grado, oltre che di suonare più strumenti, di comporre musica, quindi non siamo dei meri esecutori.

Lord J.: Ho iniziato a comporre musica prima ancora di saper suonare, quindi il mio scopo principale è sempre stato tradurre in suoni quello che avevo in testa. Ho iniziato prendendo lezioni di chitarra classica e, data la cronica carenza di personale, ho imbracciato il basso in parallelo, arrivando a sviluppare uno stile personale da autodidatta. Idem per quanto riguarda la voce: mai e poi mai mi sarei sognato di fare il frontman quando ho iniziato. Ma siamo davvero in pochi a vivere la musica in modo serio, ossia pronti a sacrificare tempo, energia e denaro per una passione che sappiamo benissimo rivelarsi avara di soddisfazione e ancora più di tornaconti economici, quindi molti di noi sono costretti a ricoprire più ruoli in più formazioni, dato che l'unica altra alternativa sarebbe mollare tutto.

 

Si denotano particolari influenze in ciò che create, potete spiegarle?

 

K.R.: Guarda, potrei stare qui a fare un elenco di circa cento nomi per spiegare le nostre influenze musicali, sia metal che non, ma non basterebbe nemmeno! Il nostro black metal credo che sia, soprattutto nell’ultimo album che abbiamo appena pubblicato, un ponte tra il black metal degli anni Novanta e quello degli anni Ottanta, con accenni thrash derivanti da quelle band che menzionavo all’inizio, che hanno gettato le basi sia per il thrash che per il black, che per lo speed metal. Ma provo a fare una breve lista di getto: Exciter, Darkthrone, Emperor, Urgehal, Kreator, Metallica, Iron Maiden, Judas Priest, Broken Bones, Slayer, Pantera, Anthrax, Suicidal Tendencies, S.O.D., D.R.I, Extreme Noise Terror, Napalm Death, Burzum, Nirvana, Stone Temple Pilots, Alice In Chains, Bush, Mayhem, Dissection, Gorgoroth, The Distillers, Sepultura, The Exploited, Joy Division, The Cure, Depeche Mode, Endstille, Guano Apes, Laaz Rockit…Devo andare ancora avanti?

 

Avete attivi altri progetti all’infuori di Lilyum? Se sì, quali? Parlate di essi...

 

K.R.: Sono sempre in movimento, quindi eviterei di fare nuovamente una lista della spesa… 

Lord J.: Sono sempre attivo nei Phenris (www. facebook.com / phenrisofficial), band di metal estremo difficilmente classificabile - symphonic avantgarde quasi-black extreme metal con varie influenze? Ascoltate e traete le vostre conclusioni anziché perdervi dietro alle etichette... Inoltre sono un membro dei black metallers In Corpore Mortis (http://www.facebook.com/InCorporeMortis) e dei più grezzi Orgiastic Pleasures (http://www.facebook.com/pages/Orgiastic-Pleasures), dediti ad un black/death primordiale adatto esclusivamente ai palati meno fini. Inoltre partecipo come vocalist all'attuale formazione dei Rust (https://www.facebook.com/RUST-1092967300748171/) e sto lavorando con Grav degli Orcrist e M. dei The True Endless alla composizione del primo full length dei Tûl. Ci sono altre collaborazioni in cantiere, ma verranno annunciate quando i tempi saranno maturi.

 

Quali altri generi musicali prediligete?

 

K.R.: Sono un appassionato di quasi tutte le forme di metal, ma non mi piacciono i segaioli dello strumento e coloro che cercano di applicare concetti allegri al metal e derivati. Mi piacciono metal, punk, darwave, hardcore e anche alcune cose riconducibili alla musica techno e house, come ad esempio le cose prodotte da Gigi D’Agostino negli anni Novanta, e ho una grande passione per il grunge, soprattutto per i Nirvana.

Lord J.: Personalmente sono un onnivoro musicale, e la scelta di un determinato genere dipende più che altro dal mio umore al momento. Ho iniziato ad esplorare la musica con Beatles, Queen e Pink Floyd, passando poi ad altri titani del rock come Dire Straits, Eagles, Genesis, ecc., e contemporaneamente scoprendo il repertorio classico con Vivaldi e Mussogrski. Mi sono innamorato dei suoni più heavy grazie a Led Zeppelin e Deep Purple, e da lì non mi sono più fermato. Il fatto che il 99% della musica commerciale risulti inascoltabile per me da molti anni è un fatto preoccupante, dato che non scarto praticamente nulla a priori e ho gusti decisamente eclettici.

 

Cosa avete prodotto fin’ora? Potete descrivere?

 

K.R.: abbiamo prodotto musica, sette album in nemmeno dieci anni di attività pensiamo che parlino da soli.

 

Scrivete qualcosa di importante che non sia stato detto in precedenza....

 

Lord J.: Se ho mai avuto qualcosa di importante da dire, lo troverete nella musica e nei testi che ho contribuito a creare nel corso degli anni con varie band, compreso l'ultimo Altar of Fear; l'ispirazione mi permette di mettere a nudo parti del mio essere di cui nemmeno sarei al corrente altrimenti, per cui è davvero più facile conoscermi intimamente attraverso le canzoni che passando mesi o anni al mio fianco. Detto questo, grazie per lo spazio concessoci, per l'interesse mostrato verso il nostro lavoro e per le domande non banali, e ovviamente rispetto e supporto per il contributo che date all'underground con il vostro lavoro. Grazie anche a chi leggerà queste parole e a chi, nonostante tutto, continua a seguire e sostenere la musica fuori dai grandi circuiti in un modo o nell'altro. Onore!

K.R.: “Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre”.