5 GENNAIO 2019

 

DOMANDE A CURA DI FABIO SANSALONE

 

Benvenuto tra le pagine di insane voices labirynth.

Medenera nasce nel 2017, quindi un progetto abbastanza recente dietro il quale si cela una sola persona. Trattasi infatti di una one man band. Chi si nasconde dietro Medenera? Ti va di raccontarci qualcosa sul tuo conto, all'infuori dell'ambito musicale?

 

Ovviamente no, o meglio, a me andrebbe tantissimo di poter dire chi sono, ma non posso ed il motivo è semplice, non mi conosco e Medenera non è altro che una delle tante rappresentazioni del mio essere, attraverso cui tento di dipanare la fitta matassa dell'ignoto che mi avvolge.

 

Parlaci di come nasce l'idea di questo progetto e perché ‘Medenera’.

 

Ho iniziato a comporre canzoni che potessero innestarsi in ambito evocativo/atmosferico, quasi come una sfida lanciata a me stesso, ponendo un semplice patto, avrei pubblicato il risultato, solo se fossi riuscito a creare qualcosa di particolare rispetto ai tanti meravigliosi dischi di questo genere, finora prodotti.

La ragione riguardo la scelta del nome non mi è ancor del tutto chiara, il problema è che l'"io" che l'ha scelto, ormai appartiene ad un ambito temporale che non è più. Allo stato attuale della mia conoscenza, posso solo azzardare delle ipotesi: può esser riferito ad un'era futura o passata che viene evocata tramite una rappresentazione artistica, di cui io sono il medium, ma non è da escludersi che possa essere una divinità nera o una qualificazione di un qualcosa che assolutamente mi sfugge.

 

Come viene creato un brano Medenera? Quali sono le maggiori fonti di ispirazione riguardo i testi e come nascono?

 

Solitamente parto da una melodia, quanto più possibile semplice ed evocativa, da lì poi passo ad arricchire strato per strato la canzone. La stesura dei testi avviene in un secondo momento, quando la traccia è già in fase avanzata di composizione. Ho un approccio quanto più spontaneo possibile, nel senso che non scrivo nulla per poi adattarlo alle melodie. Il cantato è la parte più personale, perché avviene senza il tramite di uno strumento, quindi, prima di cantare creo un forte stato di rilassamento, per poi dar sfogo a frasi che possono apparire criptiche al mondo esterno, ma per quanto mi riguarda sono molto eloquenti, in quanto derivanti dal mio essere più profondo.

 

Nelle tue musiche ho riscontrato alcuni riferimenti a Elderwind e in alcuni tratti, anche se vagamente, ai Summoning. Queste due band hanno suscitato effettivamente in te un grande fascino, influenzandoti in qualche modo, o è stata solo una mia impressione?

 

Ci sono state tante band che mi hanno ispirato e sicuramente quelle che citi, in particolare i Summoning hanno avuto un posto di rilievo, in generale però più che singoli gruppi direi l'insieme di ottime band che stanno venendo fuori in tutto il mondo proprio in questi ultimi anni, ne cito alcune: Lustre, Eldamar, Nord Frost, Caladan Brood, Unreqvited, Lumnos, Aquilus, etc... Anche se il genere, all'ascoltatore più superficiale, potrebbe ormai risultare datato, ritengo che sia in un tumulto privo di precedenti, di cui pochi veramente si rendono conto. La prova empirica di quanto affermo è facilmente riscontrabile, dando uno sguardo ai canali youtube dedicati al genere; ebbene, i numeri sono impressionanti in termini di iscritti e visualizzazioni.

Il fatto che si sia creato un contenitore, anche se solo virtuale, costituito da questi canali, è sintomo a mio parere di un nuovo movimento che essi stessi hanno contribuito a generare. Ad esser mutato ritengo, non sia stato tanto l'elemento creativo, quanto quello ricettivo. In altri termini, la novità non sta tanto nella proposta musicale, quanto nella percezione di essa che ora è a livelli più alti, da parte di un pubblico (di vecchi e nuovi fan) più preparato rispetto agli anni passati. Ovvio ci sono sempre stati tanti altri media, gestiti da persone che si danno seriamente da fare e che si fanno carico di un lavoro ben più arduo del semplice caricare canzoni o album per consentirne l'ascolto in streaming, a cui va tutta la mia stima per la loro dedizione; ma ciò che intendo dire è che non si era mai visto un aggregato così esteso, per un genere come l'A.B.M., che avesse unito oltre un centinaio di migliaia di fan, stando ai numeri degli iscritti ai canali che citavo. Ora se veramente esistono oltre 100.000 persone nel mondo che ascoltano il genere, bisogna prendere atto che siamo di fronte ad un fatto eclatante, privo di precedenti.

 

Proprio il 25 dicembre del 2018, il giorno di Natale, è stato pubblicato in formato digitale il tuo primo album. Premetto che è un lavoro davvero molto curato ed emozionante dalla A alla Z. Hai riscontrato difficoltà durante le composizioni? C'è stato un periodo in cui non ti sei dedicato oppure hai lavorato duramente in questi due anni in modo costante alla creazione del full lenght?

 

La composizione è avvenuta velocemente in fase iniziale, ma poi ha avuto una improvvisa battuta di arresto. In me è venuta meno la convinzione che stessi creando musica di potere. A causa di un solo attimo di tentennamento, la magia compositiva ha avuto una battuta di arresto che si è protratta per quasi un anno. A quel punto non ho forzato la mano ed ho semplicemente atteso che l'equilibrio delle forze in gioco mutasse.

 

Il fatto di rendere pubblico proprio il 25 dicembre l'album è una scelta fatta di proposito? Se si spiegaci a cosa è dovuta.

 

Dopo alcuni mesi dal blocco ho iniziato a riprender mano al progetto cambiandone il nome, il titolo dell'album e la copertina che avevo momentaneamente scelto, questo mi ha aiutato tantissimo e sono riuscito a comporre altre due canzoni che ho cantato in italiano, tuttavia ancora non ero convinto di pubblicare il disco che languiva nuovamente nel mio hard disk. Finché non si è aperto lo spiraglio rappresentato dal Sol invictus, il 25 dicembre finalmente la luce ha la meglio sulle tenebre, non potevo farmi sfuggire questa apertura.

 

Previsioni per quanto riguarda la stampa di copie fisiche dell'album?

 

Non faccio piani, tanto che la stampa di cd fisici non è stata mai neanche un obiettivo. Quello che conta è riuscire a trasmettere dell'energia, o meglio, scuotere energeticamente l'ascoltatore sensibile a determinate tematiche. Ciò lo si può ottenere, a prescindere dal supporto su cui è incisa la musica, quindi valuterò le proposte che mi stanno arrivando, in particolare se qualche etichetta fosse in grado di assicurare, oltre la stampa fisica, anche una promozione decente potrei esser interessato, altrimenti sarebbe solo una perdita di tempo, in quanto dovrei occuparmi di fare pacchi da mandar in giro per il mondo, sottraendo del prezioso tempo ad un secondo capitolo compositivo che è la cosa che più mi preme.

 

Parlando di eventi live, ovviamente una one man band, soprattutto se parliamo di un genere come l'atmospheric Black metal, non mira molto a esibirsi dal vivo, o quantomeno dovrebbe organizzare la cosa in una chiave diversa, tipo essere affiancato da altri musicisti che lo aiuterebbero con i vari strumenti…è una cosa che non fa parte dei tuoi prossimi obiettivi o credi di iniziare a organizzare qualcosa del genere?

 

Hai descritto pienamente la situazione e non posso che confermarti che a mio parere, questo genere di musica è qualcosa di estremamente intimo che non si presta ad esser condiviso con altre persone, anche se affini in termini energetici. Per quanto mi riguarda, io la vedo come qualcosa di personale, da ascoltare in perfetta solitudine, in un bosco o anche nella propria stanza standosene a lume di candela o nel completo buio. Questo non significa che un concerto non possa aver luogo e tradursi in una bellissima esperienza, sia per i musicisti che per gli ascoltatori, ma le variabili affinché riesca sono troppe da poter esser gestite allo stato attuale.

 

Ti piace seguire anche altri generi musicali di altre band italiane underground? Se si mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del mondo metal e rock di oggi in Italia, quali sono stati secondo te i cambiamenti rispetto a pochi decenni fa e quale periodo, secondo te, è stato il più creativo.

 

Senza dubbio ritengo che i musicisti italiani siano tra i candidati ideali per rinnovare il genere Metal/rock che è ancora troppo legato a stilemi nord europei. Francamente essendo italiani, quindi creativi per eccellenza, ci riesce male innestarci su tracciati da altri predisposti, senza snaturarci e quindi sminuendoci come è stato finora. Allo stato attuale potrei dire che c'è solo un potenziale inespresso che aspetta di esser indirizzato, ma mai come ora siamo vicini, quindi sicuramente questa è l'epoca migliore, spetterà però alle band esistenti e a quelle che verranno, generare questo salto e soprattutto saper osare. La strada c'è bisogna solo trovarla.

Quale parte strumentale ti ha eccitato di più comporre durante la creazione del tuo debut album?

 

E' difficile dirlo, ma se proprio devo scegliere direi la fase centrale di Ertagron, quel suono che si sente di una creatura notturna su un sottofondo di cicale l'ho registrato mettendo il microfono fuori dalla finestra. Quella creatura per tutta la notte, mentre componevo il pezzo, stava emettendo quel sibilo e le cicale sembrava stessero in combutta, poi ho capito che volevano esser parte della musica. Ho prontamente collegato il microfono alla scheda audio e sono uscito fuori al balcone per captarne l'essenza, è stato veramente un momento unico.

 

Medenera, secondo il suo creatore… Descrivilo con tre aggettivi.

 

Epico Evocativo Magico.

 

Siamo giunti al termine di questa intervista.  Ti ringrazio del tempo che mi hai dedicato e ti saluto, lasciandoti queste ultime righe di spazio esprimendo qualcosa di tuo piacimento…

 

Ringrazio tutti quelli che stanno supportando il progetto, che mi piace veder come tanti passeggeri che approfittano con me, di un mezzo messo loro a disposizione dalla provvidenza, per attraversare tutti insieme un tratto dell'ignoto.