23 SETTEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Cominciando dal nome, potete dire come mai avete avuto l’idea di chiamare la band “Pitwine”?

 

In primis, cogliamo l’occasione per ringraziare Insane Voices Labirynth per la possibilità che ci offre. Per realtà come le nostre, per le quali il passaparola è il veicolo primo di informazione, avere la possibilità di parlare di noi è fondamentale.

Venendo alla tua domanda, Pitwine è in realtà un acronimo. Il nome del gruppo, per esteso, è Percoc in the Wine: siamo napoletani e le pèsche nel vino ghiacciato, specie d’estate, sono un toccasana. Il nome, già “inglesizzato” di suo per renderlo meno folkloristico, è una maniera ironica per rappresentare un nostro spirito leggero, il nostro non prenderci troppo sul serio. Ma è anche arte, alchimia, dove le forme solide e liquide, ben miscelate, nelle giuste proporzioni, prendono l’una un po’ dell’altra, così come le nostre tradizioni, la nostra cultura mediterranea. Ma come Clark Kent che si toglie gli occhiali e diventa Superman, quando noi vogliamo fare i “seri” ci togliamo gli occhiali e diventiamo “Pitwine”. 

 

Passione e sentimenti sono importanti secondo voi in campo musicale? Di cosa parlano i vostri testi?

 

I sentimenti sono ciò che porta avanti la vita. E’la parola stessa, “sentire”che indica un qualcosa di vivo, mobile. E la musica, non fosse altro che è un divenire, è in profondo parallelismo con il nostro interiore. Nei testi parliamo di ciò che ci circonda, dove il termine non indica necessariamente un fuori fisico, né tanto meno un fuori. Senza fare troppo i sofisticati, ti porto alcuni esempi, troverai Elena che è una storia d’amore, probabilmente mai nata, una sorta di repulsione avversione per una donna molto reale quanto idealizzata. “Malayka” (in swahili angelo) parla dell’orrendo fenomeno della prostituzione delle giovani africane attraverso i malinconici occhi di una di esse. In “I fiumi di Bagdad” c’è un immaginario colloquio tutto basato sugli sguardi, molto cinematografico, tra un soldato americano e un bei, una figura del mondo islamico. In “Lento” è ancora l’amore a farla da padrone in un viaggio mentale, le nuvole come navi dei propri sogni, verso rassicuranti porti interiori. Ma non siamo solo pesantemente pesanti!!! Amiamo anche ridere: in “Superparchiggiatore”, che è una sorta di prog punk in tempi composti, cantato in napoletano, si parla in maniera ironica del fenomeno dei parcheggiatori abusivi napoletani. In “E streghe d’o’rragù”, sempre in napoletano, avrai una sorta di sabba magico dove figure antiche preparano dall’alba, non scherzo richiede tempi di cottura lunghissimi, uno dei piatti napoletani più tipici :”il ragù”. Quindi è un po’ tutto, un’insalata mista :D Ma riflette un po’ i gusti di ognuno.

 

Chi è il compositore e chi il paroliere? Quali sensazioni volete trasmettere agli ascoltatori?

 

In realtà collaboriamo un po’ tutti. Ci sono stati pezzi che sono nati, ad esempio, in sala, a seguito di un giro di basso di Alessandro, penso a superparcheggiatore, così come Elena, il cui contributo musicale principale è di Lelio, ma è stato arricchito dalle parti di piano di Lucariello nell’introduzione o i Fiumi di Bagdad dove il drumming di Luca è fondamentale. Il nostro è un lavoro corale: io o altri possiamo partire con uno scheletro, ma difficilmente abbiamo già l’arrangiamento in testa e, ciò che esce fuori dalle sessioni di prove, alla fine è derivante dal lavoro di tutti. Sottolineo sessioni di prove perché quello che ci piace di più, al netto di stare seduti al computer con un daw è suonare. E divertirci. Questo è prima di tutto un divertimento. Lo stesso vale per i testi: Elena è nata come scherzo tra me e Alessandro. La prima versione era la classica canzone goliardica di due amici che non si vedono da tanto tempo. Man mano ha preso forma. Ma ci sono testi di Luca e Alessandro, dove viceversa ho dato io un apporto costruttivo, che sono diventati dei pezzi veri e propri. Cosa vogliamo trasmettere agli ascoltatori.. domanda difficile. Prima di tutto ciò che i nostri brani trasmettono a noi: emozioni. Sensazioni. Che siano per un verso evocativo o per un particolare passaggio musicale: sensazioni. E ci proviamo facendo si che la “parte suonata” e la “parte cantata” non siano mai un semplice accompagnamento l’una dell’altra, ma parte profonda l’una dell’altra.

 

Sarebbe bello avere un vostro parere sui brani musicali che avete scritto fin’ora. Ne esiste uno che preferite? 

 

Lelio: ti dirò, mi piacciono tutti. Per mia indole quello al quale sono più legato è Lento nell’Aria. E’evocativo.

Alessandro: per mia indole non riesco a preferire una mia creazione rispetto ad un'altra. Ho un concetto dell'arte molto intimo. Le canzoni sono figlie.

Luca: i fiumi di Bagdad. Per il groove particolare tra basso e batteria. Senza dubbio. È un'alchimia magica.

 

Qual’è stato il percorso musicale del progetto Pitwine? Come è venuta l’idea di creare una band?

 

Pitwine nasce come (Percoc in the Wine) un power trio basso, chitarra e batteria di Alessandro, Lelio e Luca. E’roba di alcuni anni fa, eh!! :D Dopo alcune serate e un Ep di un po’ di anni fa (parte del materiale è stata recuperata oggi), ci sciogliemmo. Oggi, nel 2017, dopo che alcuni pezzi (Elena in primis) sono piaciuti, abbiamo deciso di rimettere su la formazione che conosceva i pezzi già pronti e, fosse pronta, con anche l’innesto delle tastiere di Lucariello, verso nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima. Ma gli alieni non ci avrebbero presi sul serio con Percoc in the Wine e quindi Pitwine.:D

 

Se sono presenti, ci sono particolari influenze musicali nelle vostre composizioni?

 

In linea generale tutto ciò che rientra nel nostro bagaglio personale. Heavy Metal, Musica Classica, Elettronica, Pop, Latina, ma anche musica tribale o etnica. Penso alla PFM, Pino Daniele, Litfiba, Iron Maiden, Toto, i Bennato, la NCCP e, perché no, anche Claudio Baglioni e Franco Fasano. Passando per le Lamentazioni sulla caduta di Costantinopoli e Tony Tammaro!

 

Si dice che la strada migliore sia quella più complessa, avete incontrato grandi ostacoli per realizzare questo progetto? Se sì come li avete affrontati?

 

Siamo agli inizi e non abbiamo intenzione di smettere. Di provare piacere in ciò che facciamo.Abbiamo tanto da imparare. E, se sarà necessario, impareremo anche cose che non abbiamo preventivato oggi. Ma tutto e sempre all’insegna della leggerezza e del divertirci insieme a chi ci ascolta. Quei due pazzi!

 

Siete soddisfatti dei risultati da voi ottenuti? Come è sorta la passione per la musica in voi?

 

Guarda, per essere partiti da due mesi circa tutto questo è un grande risultato. Avere persone che ci incoraggiano, che ci spingono a continuare è bellissimo. Ma non perché siamo qualcuno, no, non siamo  nessuno. Ma perché gli piace ciò che facciamo (oppure semplicemente hanno una pietà infinita di noi :D ). La passione per la musica ti prende dentro, anche se non vuoi... 

Lelio: vuole la leggenda che un giorno a un falò c’era il chitarrista che acchiappava sempre e allora decisi di imparare la chitarra. Non ho acchiappato, ma alla fine mi è rimasta la chitarra!! Che facevo la buttavo? 

Alessandro: ho una formazione artistica a partire dai miei studi. L'arte è espressione dell'anima. E la musica permette di esprimersi in suoni, senza una lingua che faccia da mediazione. Suonare il basso è stato un passo obbligato nella ricerca di nuove forme di espressione.

Luca: e come è nata? È nata! Ce l'hai dentro..

 

Pensate che ognuno di voi riesca ad influenzare in modo particolare il progetto con le proprie idee?

 

Assolutamente si: quando ci riuniamo e diciamo una fesseria e ridiamo per ore, non ce ne rendiamo conto ma nascono brani e idee. E alla fine della serata quello che rimane è il fuoco acceso da ognuno. Riusciamo comunque a mediare le idee di ognuno, rispettando le diversità proprie di ognuno di noi. Il segreto è il non prendersi sul serio ed il pensare sempre che chi hai dinanzi è come te se non meglio

 

Avete qualcosa da riferire ai vostri fan? Uno spazio tutto per voi...

 

Lelio: Seguiteci sempre e grazie di tutto! (poi passo domani per i 10 euro che vi ho promesso per ogni like!!).

Alessandro: speriamo di trovarci presto ai live, dove avremo possibilità di reciprocamente confrontarci

Luca: non aggiungo altro a quanto già detto. A breve partiranno i primi live della nuova compagine e il formato album è in arrivo. Spero vi piaccia.