30 GIUGNO 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Vi definite un progetto praticante Unconventional Extreme Metal, potrebbe essere definito insolito e curioso, cosa potete dire a riguardo? Ci sono delle peculiarità nella tecnica e nella composizione?

 

Non che definire un genere sia indispensabile, ma definiamo così la nostra musica perché l’etichetta black metal ci sta un po’ stretta. Dal punto di vista musicale il nostro orizzonte si è un po’ ampliato e anche per quanto concerne le liriche siamo distanti anni luce dai canoni imposti da quel genere. Le radici sono orgogliosamente quelle ma siamo troppo poco black metal per etichettare la nostra musica come tale, troppo black metal per non rientrare in qualche modo in quel filone. Pertanto eccoci, facciamo “unconventional extreme metal”. Ma è un po’ come discutere del sesso degli angeli, non trovi? 

 

Sarebbe interessante sapere qualcosa riguardo la vostra scuola di pensiero e se questa influenza fortemente i testi delle vostre tracce. Ci sono sentimenti ed emozioni in particolare che volete trasmettere agli ascoltatori?

 

Nessuna scuola di pensiero, nessuna ideologia nella nostra musica. Ricordo un magazine che anni fa seguivo con interesse dove c’era sempre la stessa richiesta nelle interviste “esprimete la vostra ideologia”. Perché un gruppo dovrebbe avere un’ideologia? Alle ideologie anteponiamo idee, valori, sentimenti. La musica è arte ed al pari della pittura, della poesia, dovrebbe essere strumento di mera espressione artistica. A differenza d’altri gruppi coi quali abbiamo affinità di genere noi siamo assolutamente noi stessi, non dobbiamo dimostrare d’essere necessariamente malvagi, blasfemi. Preferiamo parlare delle nostre sfide di tutti i giorni, tra gioie, malesseri, ricordi, luci ed ombre. 

 

Il progetto Umbra Noctis vi garantisce un sostentamento o ognuno di voi ha un proprio lavoro nel quotidiano? Definite il vostro progetto come qualcosa fatto per pura passione o lo vedete anche come un impiego? 

 

I musicisti, quelli veri, mi risulta facciano anch’essi fatica a vivere di musica. Non abbiamo mai ambito a tale scopo, neppure a guadagnare in parte dalla nostra musica. Sarebbe già positivo coprire parte delle spese, ma per noi è assolutamente impossibile. Suoniamo da dodici anni per pura passione e per l’amicizia che lega gli uni agli altri all’interno della band.

 

La vostra discografia sembra essere composta per ora da 5 lavori, se possibile sarebbe bello avere una vostra descrizione e parere su di essi con particolare enfasi per l’ultima elaborazione e se possibile anche un paragone. Quale pensate sia migliore attualmente?

 

2006 – luce oltre il confine

Il nostro mini cd d’esordio. Un concept in chiave fantasy, parlava della presa di coscienza del protagonista e della suo cammino alla ricerca di sé stesso. Un lavoro acerbo, uscì dopo un anno e mezzo dalla fondazione della band, che però all’epoca ebbe un ottimo ed inatteso riscontro. 

2009 – il richiamo del vento

Un EP di grezzissimo black metal, registrato amatorialmente in sala prove. Due pezzi inediti ed una cover degli Horna. La title-track è una figata. 

2010 – Umbra Noctis/Gort split cd

Tre pezzi inediti, registrazione grezzissima, eppure da questo lavoro si intravede il primo passo dell’evoluzione della nostra band che porterà poi ai nuovi lavori. 

2012 – il primo volo

Il primo full-lenght di cui siamo tuttora molto soddisfatti, fu un parto piuttosto lungo ed un lavoro di transizione. Quando uscì i pezzi erano tutti piuttosto datati e non rappresentavano appieno gli Umbra Noctis dell’epoca, che già erano proiettati verso un diverso modo di comporre. Tuttavia ci sono dei pezzi ancora molto attuali di cui andiamo fieri, peccato per la resa finale dei brani dovuta ad alcuni nostri errori in fase di missaggio. 

2017 – via mala

Il nostro nuovo album, arrivato anch’esso dopo un lavoro molto lungo e dopo diversi mesi sprecati nel tentativo spasmodico di includere un secondo chitarrista che non faceva al caso nostro. Problema poi risolto con l’ingresso nella band di Filippo Oneda, che ha portato una nuova ventata di entusiasmo alla band contribuendo attivamente all’arrangiamento dei pezzi  e dando un ottimo apporto umano, oltre che musicale. E’ senza dubbio il lavoro più ambizioso finora mai realizzato dal gruppo, non abbiamo esitato ad “osare” pur sapendo che la cosa avrebbe fatto storcere il naso a molti. Tra le cose belle dell’underground, c’è quella di non dover rendere conto di nulla a nessuno. Ci sono pezzi molto importanti in quest’album, per me che ho scritto i testi ogni brano rappresenta il tassello di un mosaico, è l’illustrazione dei miei ricordi, delle mie ambizioni, delle mie frustrazioni, ambientata nei luoghi che amo frequentare e in quelli che, sovente, frequenterei. Perché intitolarlo “Via Mala”… la Via Mala è un suggestivo tratto di strada che unisce la Valle Camonica alla Val di Scalve, sulle Orobie bergamasche. E’ chiamato così per la conformazione della roccia che lo circonda e che un tempo, quando ancora non esistevano strade asfaltate e gallerie, lo rendeva particolarmente difficile da percorrere. Un canyon scavato dall’erosione dell’acqua, solo a tratti raggiunto dai raggi del sole, imponenti pareti di roccia lo sovrastano e d’inverno si riempiono di stalattiti di ghiaccio. Percorsa questa strada, in direzione nord, la valle si apre in tutta la sua luce ed i suoi mille colori.    

Per me che sono particolarmente legato a quei luoghi, quella strada è la metafora della vita, di tutte le sue avversità, del cammino da compiere. 

 

Quindi chi sarebbero gli Umbra Noctis? Che significato ha per voi questo nome? E cosa potete dire riguardo i curiosi titoli dei vostri lavori?

 

L’ombra notturna è la parte recondita del nostro io che ci spinge ad affrontare noi stessi con le nostre debolezze, a prediligere la salita anziché la discesa, a rialzarci per emergere tra la massa informe che è l’umanità nella decadenza di questi tempi moderni. 

 

Quale genere musicale attualmente preferite? Avete degli idoli? Se sì quali? chi tra loro preferite? Se ci sono, quali altre categorie di musica vi piacciono?

 

Ascoltiamo un po’ di tutto, alcuni di noi ascoltano principalmente metal estremo con un occhio di riguardo al black. Ma le influenze sono molteplici e si arriva anche al prog rock italiano ed estero degli anni 60-70, al folk, al grunge, fino al post rock ed al rock cantautoriale.  

 

Se sono presenti, ci sono particolari influenze musicali nelle vostre composizioni? Chi é che compone le tracce? Chi scrive i testi? 

 

La composizione dei nostri brani non è mai stata troppo influenzata dai nostri ascolti, se è avvenuto è stato nell’ambito di un processo estremamente naturale e mai studiato a tavolino. Ovvio che è praticamente impossibile creare qualcosa di originale nel nostro genere, è stato detto e suonato praticamente tutto, ma cerchiamo ogni volta di dare un tocco fortemente personale alla nostra musica. A nostro parere ci siamo sempre riusciti. 

Il principale compositore dei brani è attualmente il nostro chitarrista Tiziano ma anche Filippo, secondo chitarrista con noi da circa un anno e mezzo, si sta dando da fare. 

Tutti noi, ove possibile, contribuiamo; le strutture e gli arrangiamenti vengono poi definiti in sala prove con le idee di tutta la band. I testi invece sono opera mia (Filippo – voce). 

 

Sembra dunque che il vostro progetto attinga da un genere crudo ed oscuro quale il Black Metal e da uno, spesso definito più “leggero” in confronto al Metal, che é il Rock, per creare un genere musicale originale, e sembrate riuscirci! Apparentemente il Rock e il Black Metal (seppur tutta la musica abbia le stesse radici) sembrano essere generi musicali distanti tra loro, come fate ad armonizzarli?   

 

Ci proviamo, ci stiamo tuttora lavorando e non siamo stati certo i primi.

L’abbiamo fatto con uno stile molto personale, di questo sono quasi certo.

Nella nostra musica la componente melodica ha sempre avuto una certa importanza, questo sicuramente facilita l’inserimento di parti così distanti concettualmente e musicalmente dal genere. Devo dire che l’effetto è tutt’altro che di facile ascolto, non aspettatevi canzoni particolarmente orecchiabili e ritornelli da tormentone, anzi. Ai più, suppongo, il fatto di aver inserito certe sonorità sembrerà quasi una forzatura. Cosa che affatto non è, ma non escludo che ci si possa (e ci si debba) lavorare meglio in futuro.   

 

Avete scelto di scrivere testi in italiano, potete dare un vostro parere sulla scena Metal e Rock in Italia? Pensate che all’estero ci siano più probabilità di spicco per i progetti che praticano tali generi?

 

In Italia ci sono moltissimi gruppi validi, penso a Delirium X Tremens, Sunpochrisy, Imago Mortis, Infamous e tanti altri.

Mancano i locali per esibirsi e negli ultimi anni manca la voglia di fare, manca il pubblico. Posso sbagliarmi, ma sembra che nell’ultimo decennio sia proprio venuto meno il ricambio generazionale. Parlo ovviamente per il genere che ci compete; pochi sono i ragazzi interessati alla musica, ai concerti c’è la stessa gente che vedevamo quindici anni fa (dimezzata nel numero, perché molti magari non ascoltano più metal). Ai grandi eventi, con le reunion etc ci trovi invece cani e porci. 

Quel poco di scena che c’è così muore. All’estero, da quanto si dice in giro, funziona diversamente.

 

Generalmente dietro ad un sogno si celano molti sacrifici, se é lecito saperlo, avete incontrato grandi ostacoli per realizzare questo progetto? Se sì come li avete affrontati? Avete consigli per chi vuole concretizzare le proprie aspirazioni in campo musicale?

 

Non abbiamo mai fatto grossi sacrifici, suoniamo per pura passione, amicizia e divertimento. Gli Umbra Noctis sono la tentata espressione del nostro estro artistico e non sono mica un lavoro. Abbiamo investito qualche soldo com’è giusto che sia. Ma in questo caso, e per ogni passione che si rispetti, i soldi sono quasi sempre ben spesi. 

L’unico ostacolo e limite apparentemente invalicabile è stata la ricerca quasi spasmodica di un secondo chitarrista. Per la nostra musica era una scelta obbligata, soprattutto per suonare dal vivo; ci abbiamo provato per dieci anni ma non abbiamo mai trovato qualcuno che facesse al caso nostro, finalmente ce l’abbiamo fatta! 

 

Se vi fosse possibile tornare indietro nel tempo, c’é qualcosa che cambiereste o siete soddisfatti di ciò che avete plasmato? Perché?

 

Mai piangere sul latte versato. Personalmente non sono mai soddisfatto di nulla, gli altri sono più positivi di me (e probabilmente più obiettivi). Conseguentemente io rompo i coglioni ma credo serva da stimolo. Guardiamo al futuro. Avanti! 

 

Cosa vi auspicate per il futuro di Umbra Noctis? Se qualcosa di importante non é stato chiesto e quindi tralasciato potete farlo presente in questa domanda.

 

Ci auguriamo di andare avanti spediti per la nostra strada, di creare nuova musica insieme e di trovare qualche opportunità in più per suonare dal vivo. Speriamo ci si possa togliere qualche piccola soddisfazione in futuro. 

Grazie mille a te per quest’opportunità e grazie a tutti coloro che vorranno ascoltare e supportare Umbra Noctis. 

Seguite la nostra pagina facebook (facebook.com/umbranoctisband) ed il nostro sito www.umbranoctis.it per tutte le novità.

Ascoltate tutti i nostri lavori e soprattutto l’ultimo Via Mala in streaming su YouTube e, se lo gradirete, spero vorrete contattarci per riceverne a casa una copia.