Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

Phil: La resa live per noi è molto importante, ci impegniamo infatti a proporre al pubblico uno spettacolo che possa riprodurre più fedelmente possibile quello che sono abituati ad ascoltare nei nostri album. Sia le parti suonate che gli effetti sono molto fedeli alle registrazioni e ciò che non possiamo (per questioni tecniche) suonare live viene riprodotto dalle basi.

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

Phil: La produzione di un album è un fattore molto importante, avere delle chiare idee sul sound da proporre è determinante per dare un'identità a una band. Noi abbiamo sempre cercato di creare un "sound" personalizzato per ogni album e anche quello attualmente in produzione avrà una sua sonorità ben precisa e pensata prima di cominciare a registrare.

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

Vendra: Abbiamo sempre cercato di scrivere musica che emoziona in primis noi stessi. Non suoniamo per guadagnare dei soldi o per la gloria, non seguiamo le mode musicali del momento.

Creiamo musica perchè è l'unico modo che conosciamo per esprimere noi stessi, per sfogare le nostre emozioni e raccontare i nostri percorsi di vita.

Crediamo che queste sensazioni arrivino a chi sceglie di dedicare parte del suo tempo ad ascoltare il nostro materiale e che magari non accade con altri gruppi.

Invitiamo il pubblico a partecipare ai nostri concerti proprio per condividere con noi sei delle emozioni che vadano oltre l'aspetto tecnico della musica.

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

Vendra: Tutti e sei lavoriamo in ambiti diversi dalla musica, ad eccezione di Phil che come secondo lavoro dirige il proprio studio di registrazione Hypnoise.

Le spese di produzione di un album, della promozione e dell'attività live sono molto alte e costanti, ed attualmente le entrate dalle vendite del merchandise e dei cachet non riescono in alcun modo a coprire queste spese, anzi. Penso sia il sogno di tutti riuscire a mantenersi grazie alla propria musica, ma per noi sarebbe già un ottimo risultato riuscire almeno a pareggiare il bilancio economico della band.

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

Vendra: Ogni singolo individuo deve essere libero di esprimere i propri pensieri liberamente, ma una band è un insieme di persone.

Noi non trattiamo temi politici per il semplice fatto che non rispecchierebbe interamente la band, dato che ciascuno di noi ha opinioni molto differenti su questo argomento.

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

Vendra: La promozione è un fattore tanto importante quanto l'attività live o la produzione musicale. Puoi anche avere il miglior album del mondo, ma se non lo pubblicizzi nel modo corretto nessuno lo ascolterà mai.

I social network sono il canale più rapido ed efficace, ma bisogna saperli usare in modo professionale e creare un flusso promozionale costante nel tempo.

Il consiglio è quello di affidarsi a qualche agenzia in modo da sfruttare al 100% le potenzialità offerte dalla rete.

Per ovvie questioni di budget la pagina facebook, il sito web, il canale youtube ecc vengono gestiti internamente da noi sei. 

 

Falc.:

1) Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti veri e propri. Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una volta invece era così forte?

 

Vendra: Il grosso problema della scena musicale metal underground è proprio la mancanza del pubblico. Una band può proporre un valido prodotto e venire supportata da una agenzia e dalla buona volontà dei gestori di locali live, ma se si ritrova a suonare davanti a 30 persone, sicuramente quella band non riuscirà a crescere musicalmente e professionalmente. E' un dato di fatto che i locali live stiano poco a poco chiudendo tutti dato che non riescono a coprire i costi di gestione.

Questo accade perchè gran parte del pubblico d'oggi (soprattutto le nuove generazioni) è abituato ad essere sempre connesso online, ad avere tranquillamente accesso a milioni di brani musicali e filmati gratuiti.

Una volta se ti piaceva una band andavi al loro concerto, compravi il cd, li consigliavi agli amici e li supportavi concretamente. Inoltre il concerto era un momento di aggregazione, facevi nuove amicizie, ti divertivi.

Ora siamo tutti più pigri, sempre con il cellulare in mano e non riusciamo a capire quanto questo essere "sempre connessi" in realtà ci stia isolando e facendo perdere degli importanti valori, e questo è un discorso che va oltre l'argomento musicale.

E' venuto a mancare "l'andare ai concerti" proprio perchè nel tempo è cambiato il modo di relazionarsi con gli altri, spostandolo dal piano reale al mondo digitale.

 

2) Di questi tempi, vale ancora la pena incidere dischi? Oramai se ne vendono sempre meno. Vedo spesso Bands costrette ad indebitarsi per registrare. Voi come la vedete?

 

Vendra: Noi incidiamo dischi per il semplice fatto che amiamo farlo. Suoniamo assieme da dieci anni, ormai è uno stile di vita, comporre e registrare è quello che ci da soddisfazione e ci diverte.

Economicamente non ne vale la pena, i cd oramai non si vendono più, ma per noi avere in mano un disco dopo due o tre anni passati a comporre e produrlo, è una soddisfazione immensa.

Un disco è come un trofeo, la testimonianza dei sacrifici fatti, del tempo dedicato a questo progetto, dell'amicizia che ci lega e ci ha portato allo stare assieme.

Il pubblico dovrebbe tenere maggiormente conto della difficoltà e del lavoro immenso che porta a concretizzare un album.

 

Nicole Clark:

Avete background musicali simili o differenti?

 

Cance: Pur essendo accomunati dall'Amore per quel chiaroscuro sonoro che si crea accostando riff granitici tipici di un certo industrial metal, con atmosfere malinconiche, plumbee e decadenti, possiamo tranquillamente dire che proveniamo da orizzonti sonori perlopiù diversi. Credo che un orecchio attento possa riconoscere questa varietà di influenze nel nostro sound, che non disdegna aperture o comunque piccoli richiami a vari generi che vanno dal gothic/doom alla new wave,passando attraverso ritmiche più sostenute o partiture più complesse. Diciamo pure che nel calderone delle preferenze musicali dei sei elementi che danno vita alla creatura A Tear Beyond possiamo trovare tranquillamente Gothic, Death, Black, Heavy, Thrash, ma anche Musica Classica, Symphonic, Prog, Elettronica. Quindi potete ben capire che in sede di composizione sicuramente non vengono a mancare le idee, anche diversissime tra loro. Il bello sta proprio nel cercare di dosare sapientemente tutte queste influenze e filtrarle attraverso quelli che sono i Concetti e le Emozioni ai quali vogliamo dar Nuova Vita. 

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

Cance: Indubbiamente esiste ed è tuttora in grande fermento, sia per quanto riguarda la dimensione underground, pullulante di validissime e sorprendenti bands, sia a livello di grandi nomi, alcuni dei quali sono tornati proprio recentemente a calcare le scene dopo lunghi anni di silenzio, come i mitici Novembre. A proposito di orgogli italiani, il mese scorso abbiamo avuto l' onore di condividere il palco con due pilastri della scena death metal nostrana, gli storici Dark Lunacy e gli esplosivi Fleshgod Apocalypse, che stanno raccogliendo meritatamente consensi in tutto il globo. L'Italia ha decisamente ancora parecchio da dire, anche se purtroppo il Metal, soprattutto underground, non gode ancora della forte promozione che meriterebbe.

 

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'é cambiato il mondo musicale nell'era di internet?

Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

Claude: Nell'era di internet il mondo musicale, nella divulgazione, ha subito una accelerazione incredibile.

Cosa che può essere vista come un bene o come un male.

certamente è più facile "arrivare" al pubblico...ma forse è più difficile farsi notare perché adesso nello stesso calderone ci siamo TUTTI.

E questo "tutti" genera nell'ascoltatore medio una sorta di confusione... quasi a diventare problematica la ricerca di nuova musica da ascoltare.

Nel caso, invece, dell'ascoltatore più attento e ricercatore questo calderone è tutto da scoprire. 

Rimane, però, a nostro parere una ricerca che non da più la soddisfazione che dava quando reperire qualcosa era difficile ed averlo, finalmente, ti conferiva una sorta di unicità.

L'approccio dell'ascoltatore , in questo calderone, ci da l'impressione che si sia arrivati più ad un ascolto di singoli brani, più che di album (non parlo degli album dei grandi che vengono attesi per mesi) passando da un artista all'altro e faticando ad approfondire il singolo artista. Questo porta ad una conoscenza globale... quasi ad un "sentito dire" musicale e per noi musicisti colpire nella nostra globalità è diventata una vera sfida!

 

Curse Vag:

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perché?

 

Claude: Il nostro lavoro è abbastanza vario nelle emozioni e stati d'animo che lo alimentano.

Diremmo però che a farla da padrona è la sensazione di intimità. Tutti i nostri pezzi, in qualche modo, sono introspettivi (appare qualcuno che è apparentemente più sollevato).

E' vero anche che, esulando dai testi puri, la musica racconta il divenire di stati d'animo sempre rinnovati, partendo dagli esordi ad oggi....in attesa anche del nuovo album che ci porterà in una sfera ancora diversa.

 

Team: 

Per concludere l'intervista...

 

Claude: Per concludere vorremmo ringraziare tutti voi dell'interessa dimostrato nei confronti della nostra produzione, ci rende orgogliosi.

Un ringraziamento a tutti coloro che ci seguono e che cercano di mantenere vivo il filo che collega noi a loro attraverso la nostra musica perché, in virtù di quello che abbiamo detto prima, è il modo migliore per ricevere il massimo di quello che può trasportare la musica da noi a loro e viceversa.

Continuate a seguirci... presto arriveranno delle novità!

HornsUp! AtB.