4 Ottobre 2020

Mauro Spadoni ha intervistato la Power Metal band italiana Airborn

Dal 1995, gli Airborn sono noti per la loro potenza in linea retta. Hanno iniziato la loro carriera con l'acclamato album Against The World, prodotto dal famoso ingegnere del suono Piet Sielck (Blind Guardian, Iron Savior), seguito dal progressive influenzato dalla D-Generation. Nel 2009 Airborn torna con una nuova formazione (Alessio Perardi alla voce e alle chitarre, Roberto Capucchio alle chitarre, Domenico Buratti al basso e Roberto Gaia alla batteria) e un nuovo album: Legend Of Madog, un susseguirsi di spettacoli dal vivo che culmina con la partecipazione all'Agglutination Metal Festival 2010 insieme a star internazionali come Cannibal Corpse e Korpiklaani.
Nel dicembre 2012, per festeggiare il decimo anno del loro album di debutto e per ricordare il defunto bassista Alberto Leschi, esce Demos & Rarities Collection.
Nel 2014 esce il nuovo album Dark Future Rising della Remedy Records/Soulfood.
Nel 2016, dopo un tour per celebrare il 20° anno di attività live, Dinosaurs - 20 Years Live è disponibile.
Nel 2018 la band firma un nuovo accordo con Spiritual Beast in Asia e Fighter Records in tutto il mondo.

Gli Airborn rilasciano il quinto album in studio Lizard Secrrets - parte uno.

A rispondere alle domande di Mauro, Alessio Perardi, cantante e chitarrista della band.

 

Benvenuti Airborn sulle pagine di Inside Voices Labirynth. Da qualche tempo è uscito il vostro ultimo album dal titolo “Lizard Secrets Part.1”. Potete presentare voi stessi e questo nuovo lavoro in studio ai nostri lettori?

Ciao a tutti e grazie per averci ospitato su Insane Voices Labirynth.
Siamo un gruppo heavy/power di Torino e lo siamo da circa 25 anni.
Lizard Secrets Part One è il nostro quinto album in studio e verrà presto raggiunto dalla parte due che è in fase di completamento.

Come sono state le reazioni in ambito nazionale ed internazionale in merito all'uscita di “Lizard Secrets Part.1”?

Il disco è andato molto bene sia col pubblico che con la critica, il che è molto positivo, e abbiamo suonato a supporto del disco parecchie date in Italia e in Europa.
Insomma, non possiamo proprio lamentarci.

Come nasce una canzone degli Airborn?

Di solito i brani nascono da me o da Roberto Capucchio, il nostro chitarrista.
Abbiamo metodi diversi di comporre, io parto solitamente dalle melodie principali e lui dai riff. Quindi il punto iniziale è aggiungere quello che l'altro non mette in partenza. Ormai dopo tanti anni siamo piuttosto affiatati e sappiamo già cosa aspettarci l'uno dall'altro. A questo punto la nostra sezione ritmica composta da Roberto Gaia alla batteria e Domenico Buratti al basso, aggiungono i loro arrangiamenti, et voila: un pezzo nuovo è nato.

Avendo vissuto dall'interno lo sviluppo del Power Metal sia in ambito nazione che internazionale (dal 1995), sapreste dirci come è cambiato il genere nel tempo? Questi cambiamenti hanno interessato anche voi ?

Il Power è cambiato parecchio. Dai tempi in cui c'erano quelle quattro o cinque band, con stili decisamente distinguibili (difficile confondere i Blind Guardian con i Running Wild o gli Heavens Gate), siamo arrivati a un insieme di gruppi più standardizzati. Il power metal italiano poi è un caso tutto particolare, visto che si discosta abbastanza da quello clasico con più tastiere e orchestrazioni. Noi siamo un po' dei dinosauri e ci intestardiamo a suonare sempre quello delle origini.
Certo anche noi ci siamo evoluti e abbiamo anche fatto album piuttosto diversi fra loro, ma i concetti chiave sono sempre quelli degli anni '90.

Come è cambiato il modo di comporre una canzone degli Airborn negli anni?

Risposta breve: per noi non è cambiato. Sicuramente è cambiato il modo di registrare e produrre gli album. A costo di essere criticato, lo dico: è molto meglio adesso.
Se ripenso a tutte le difficoltà e le spese che abbiamo affrontato agli inizi, mi viene male. Niente nostalgia da questo punto di vista.

Come ha accolto il pubblico le vostre nuove canzoni presenti in “Lizard Secrets Part.1” in sede live?

Molto bene! Alcuni brani come Metal Haters (che prevede il coinvolgimento del pubblico), Who We Are, Wolf Child, Lizard Secrets e Here Comes The Claw sono già diventati capisaldi insostituibili delle nostre scalette live. Fa molto piacere.

Nella vostra lunga carriera live dove avete avuto modo di far conoscere la vostra musica?

Negli anni abbiamo viaggiato abbastanza in tutta Europa, in festival, concerti e spesso con i nostri amici Iron Savior, con cui suoniamo spesso e volentieri.
Credo che il posto più distante sia stato Israele, ma speriamo, con la serie Lizard Secrets disponibile anche in Giappone, di raggiungere anche l'estremo oriente. Vediamo che novità porta il futuro...

Credete che in Italia ci sia spazio per la vostra proposta musicale o vi rivolgete principalmente al mercato internazionale?

C'è uno zoccolo duro di fans del Power in Italia, se si riesce a stabilire un contatto, poi tornano volentieri a vederci e comprano i CD.
Pochi giorni fa abbiamo celebrato un'altra edizione del nostro festival Born To Fly, che cerca proprio di valorizzare nel Torinese, le band Power metal italiane e straniere che non si riescono a vedere facilmente. Per la terza volta è stato un grande successo. Segno che la situazione non è così male come spessi si è portati a pensare.

Potete darci già qualche anticipazione in merito al “Part.2” di “Lizard Secrets”?

Stiamo lavorando alle ultime registrazioni del disco proprio in questi giorni e ne siamo molto orgogliosi, rispetto alla parte uno, ha ancora più melodia e le parti cattive sono comunque aggressive. C'è molta varietà nei brani del disco che conterrà anche la canzone più lunga della storia degli Airborn (è anche la mia preferita di sempre...). Basta spoiler però... eheh.

Descrivete usando tre parole la vostra proposta musicale.

Potente, melodica e live!

Bene l'intervista è finita e nel ringraziarvi vi informo che adesso avete a disposizione tutto lo spazio che volete per dire la vostra. A voi!

Grazie mille per lo spazio, speriamo di incontrare i lettori in giro ai concerti per fare due chiacchiere e bere una birra.
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