Mauro “ Micio” Spadoni, dopo aver recensito l'album "Psyche", dei nostrani Antena White Opera, che potete leggere QUI, ha intervistato la band per conoserla meglio.

 

Benvenuti Antena White Opera sulle pagine di Insane Voices Labirynth.
Da qualche tempo è uscito il vostro ultimo album dal titolo “Ouroboros”. Potete presentare voi stessi e questo nuovo lavoro in studio ai nostri lettori?

 

Buongiorno IVL, grazie mille per lo spazio a disposizione e grazie per
il supporto che ci state dando. Certo partiamo subito col presentarci:

Noi siamo Lorenzo Armagno e Davide Piombino, gli Antena White Opera, o meglio siamo 2 semplici ragazzi della “Classe 1998” che nel 2014 si sono incontrati per la prima volta, grazie a un gemellaggio dei nostri licei musicali, rispettivamente di Parma (per Davide) e di Campobasso (per Lorenzo).  Data una forte passione per il Progressive Rock/Metal e per i nostri amatissimi Dream Theater, abbiamo trovato molte affinità fra di noi e la nostra amicizia si è trasformata, in un istante, in una vera e propria fratellanza. Purtroppo c’è sempre stata la distanza a separarci, ma la tecnologia ci ha aiutati per poter continuare a sentirci e così all’inizio del 2015 abbiamo formato gli AWO.

Grazie all’uso dei software abbiamo potuto condividere le nostre composizioni e abbiamo incominciato a scrivere insieme. É incominciato il nostro periodo di “Conoscenza Compositiva” che ci è stata di aiuto per mettere in relazione le idee dell’uno e dell’altro in ambito musicale e nel 2017 abbiamo incominciato a scrivere quello che sarebbe diventato il nostro primo EP ufficiale “Psyche”.  Quest’album, completamente auto-prodotto e registrato in casa, è successivamente uscito nel 2018 e ci è stato di grande aiuto per comprendere quale fosse il riscontro degli amanti del Prog e per iniziare a metterci in gioco. Abbiamo ricevuto alcuni giudizi che ci sono serviti per la scrittura del nostro secondo album e presi dall’emozione e dall’euforia abbiamo incominciato a gennaio 2019 la stesura del secondo progetto.

Ci siamo resi subito conto che necessitavamo di una voce nuova, completa e di una figura portante del gruppo, l’elemento che avrebbe sicuramente dato importanza al nuovo album e che avrebbe reso riconoscibile la nostra band. Nell’estate dello stesso anno abbiamo fatto conoscenza di Paola Criscione, che ci ha subito convinti grazie la sua splendida voce e a Luglio sono incominciate le registrazioni, che abbiamo portato a termine solo a Novembre.

Finalmente il 20-01-20 è stato rilasciato il nostro secondo progetto:
“OUROBOROS”,  il nostro primo LP dalla durata di 55 minuti, diviso in 2 atti accomunati dal Concept che si cela dietro.

 

Come sono state le reazioni in ambito nazionale ed internazionale in merito all'uscita di “Ouroboros”?

Sicuramente abbiamo notato maggior riscontro in ambito nazionale/internazionale rispetto al nostro primo progetto del 2018.
Sebbene il riscontro non sia stato di certo  ancora elevato per ragazzi alle prime armi che lavorano amatorialmente, per noi è comunque stato un grande traguardo aver notato maggior interesse da parte degli ascoltatori.

 

Quali sono le vostre influenze principali in ambito musicale e quali in ambito lirico?

Come già scritto in precedenza, la nostra più grande influenza a livello musicale sono stati sicuramente i grandissimi Dream Theater, che ci hanno accompagnato fin dalla nostra infanzia. Di certo questa influenza non si limita solamente ai DT,  ma va ben oltre, arrivando fino alle radici del Prog Classico anni ’70/’80, come gli ELP, i Rush, Le Orme e così via…

Certamente queste band hanno un posto nei nostri cuori, però noi abbiamo creato il nostro personale “Marchio di fabbrica” che permette
di distinguerci da tutte le altre (ormai infinite) band contemporanee.

Per quanto riguarda le influenze liriche, di cui se ne occupa prevalentemente Davide, è realmente difficile poter rispondere a questa domanda.

 

Davide risponde:

“Ormai, con tutta la musica che si ascolta al giorno d’oggi è realmente difficile poter creare una melodia vocale nuova, ma penso che ogni qualvolta che scrivo un testo e una melodia lo faccio in modo spontaneo e naturale. Cerco sempre di trovare un’ alternativa al “Bello, cantabile, dolce, melodico” e vado oltre, creando melodie completamente affini al testo e provo sempre a tramutare ciò che scrivo su un pezzo di carta (che è una semplice scena della mia memoria) in un qualcosa di reale, che non sempre può essere spassionato, ma a volte è necessario parlare anche delle nostre paure e delle nostre fragilità.”

Credete che il ProgRock/Metal abbia ancora molto da dire? Quali sono i
gruppi internazionali e nazionali che ad oggi credete abbiano ancora tanto da dire in questo genere musicale?


Secondo noi il Prog è un genere infinito da scoprire e che sicuramente
avrà sempre da dire, dato che è un genere che al suo interno contiene una vastità di elementi/stili musicali. Purtroppo l’onda musicale del nostro presente sta deviando verso un’altro orizzonte e le persone prediligono generi più semplici e orecchiabili per accompagnare la loro quotidianità.

Il prog però non è ancora morto e grazie a band contemporanee e abbastanza giovani,  questo genere sta continuando a vivere. Toccherà solo a noi Fan e puristi del Prog prendere in mano il testimone e continuare la nostra corsa per riportare in voga questo genere.

La fiamma dei grandi padri del Prog Metal, come i Dream Theater, non rimarrà accesa al lungo e questo potrebbe segnare il declino definitivo del prog

A nostro parere ci sono ancora alcune band che possono salvare il futuro del progressive, come gli Haken, che stanno facendo ottimi lavori a livello internazionale e i Sons of Apollo, che nonostante la loro età sono ancora molto giovani a livello di idee musicali.

Recensendo il vostro CD ho avuto modo di apprezzare la vostra grande capacità di comporre ottimi pezzi che sembrano quasi delle colonne sonore di film. Quale è secondo voi la relazione che lega la vostra creazione di una canzone tipicamente Prog/rock (se il termine prog si può ovvimente accostare alla parola “Tipicamente”) e una canzone che potrebbe essere benissimo la colonna sonora di un film?

 

Apriamo una parentesi su questa questione;

Gli Antena White opera concentrano i loro lavori principalmente su un’ intera storia da narrare. Il nostro obiettivo è stato fin dal principio quello di creare una vera e propria opera dove cerchiamo di accompagnare la scena concettuale rendendo protagonisti gli ascoltatori tramite una descrizione musicale e vocale. Del resto i brani orchestrali contribuiscono a descrivere elementi più profondi/astratti che cerchiamo di trasmettere.

Lorenzo risponde:

“Il motivo per cui ho preso l'iniziativa di introdurre brani orchestrali all' interno dei nostri album è dovuto principalmente alla mia grande passione per la composizione di colonne sonore e tutto quello che riguarda l'orchestra. Ho pensato di trasferire questa mia passione nel nostro progetto, arrivando così a fondere la matrice prog degli AWO con le mie composizioni orchestrali e così facendo si arriva a creare un’ opera musicale a tutti gli effetti”

 

Perchè secondo voi gli strumentali (che io amo molto e credo anche voi) trovano sempre meno spazio negli album di un gruppo Prog/Metal contemporaneo?

Purtroppo, questo è sempre più frequente negli album dei “Big”. A nostro parere è una scelta tipicamente commerciale, in quanto a veramente poche persone piacciono i brani strumentali e a volte potrebbero risultare pesanti alle orecchie di una persona che non è amante del Progressive. Questo accade già da alcuni anni purtroppo, in
quanto tutto il mondo della musica sta cambiando e spesso le nuove band preferiscono far uscire singoli o al massimo degli EP (probabilmente per commercializzare di più il loro nome) e in questo modo rinunciano a brani ancor più di “nicchia” come gli strumentali. Questo con noi non accadrà mai, perché per noi gli strumentali, come scritto nella risposta precedente, hanno un’importanza estrema a livello musicale, in quanto rappresentano (a parer nostro) ciò che noi vogliamo trasmettere grazie al nostro livello tecnico ed emotivo, senza aver bisogno “per forza” di un testo su cui basarsi per provare emozioni.

 

Come avete scelto la splendida ugola di Paola Criscione per i brani cantati?

 

Finalmente siamo giunti a parlare della nostra “Dark Queen” Paola Criscione.  Beh ecco, lei è entrata nella nostra vita in un modo completamente inaspettato. Prima di conoscere Paola abbiamo avuto a che fare con altre voci e per trovare la perfezione ci abbiamo messo 6 mesi. In questo periodo abbiamo ascoltato più di una decina di voci ed eravamo convinti di averne trovata una, ma l’incontro con Paola è avvenuto così in fretta che abbiamo abbandonato tutto e tutti dedicandoci completamente a lei e alle sue esigenze vocali. É stato come incontrare la perfezione fatta in persona, un angelo e un demone che combattono nella medesima voce. Finalmente avevamo trovato una voce “Completa” che avrebbe dato personalità agli AWO.

 

 

Credete che in Italia ci sia spazio per la vostra proposta musicale o vi rivolgete principalmente al mercato internazionale?

Assolutamente. In Italia abbiamo sempre avuto grandi esponenti del Progressive e grandi fan di questo genere. Ancora ce ne sono parecchi
e tanti devono ancora scoprire il nostro nome, ma purtroppo stiamo parlando di generazioni precedenti alle nostre. Sicuramente ci sono persone giovani che ascoltano Progressive Metal, ma stiamo parlando di “mosche bianche”.  Speriamo di avere un risconto più grande da parte degli italiani, che sicuramente sapranno apprezzare il nostro prog.


Ci piacerebbe davvero sentire la vostra definizione della Band.

Se mai dovessimo definirci in un qualche modo lo faremmo dicendo: THE NEW PROGRESSIVE METAL


Bene l'intervista è finita e nel ringraziarvi vi informo che ora avete a disposizione tutto lo spazio che volete per dire la vostra. A voi!

Grazie IVL per tutto quello che avete fatto per noi. Non ci resta che dire a tutti quanti di ascoltare OUROBOROS e di seguirci sui vari social per sostenere il nostro prog. Un abbraccio a tutti voi che avete creduto in noi fin dalla prima recensione.