Igor Gazza:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per 

un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

Beh, la copertina del nostro album (realizzata da Francesca Osaki) vuole esprimere proprio ciò che vogliamo dire con i nostri testi. Nel caso di “Are you alive?”, la lobotomizzazione e standardizzazione delle persone, che sembrano aver perso il loro libero pensiero a causa dei media, dei social e del mondo che ci circonda.

 

Triplax:

Alcune band danno una notevole importanza al proprio look e alla coreografia dei concerti.Voi siete interessati a questo aspetto oppure no?

 

In un recente report dopo un live hanno definito il nostro look uguale alla nostra musica. Questo ci fa piacere perché, anche se non usiamo costumi o qualcosa di particolare, crediamo che uno show deve essere un tutt’uno tra musica e ciò che si vede. Tutto deve stare al suo posto, ma cerchiamo di coinvolgere il pubblico per farlo appassionare a ciò che facciamo.

 

Nicole Clark:

Avete background musicali simili o differenti?

 

Domanda interessante. In effetti tra noi abbiamo background musicali abbastanza differenti, ma con tante band in comune. C’è chi ascolta band più estreme e chi più melodiche, chi ascolta metal old school e chi invece un metal più recente, ma ci piacciono anche band che di metal non hanno nulla. Un minimo comune denominatore ad esempio sono i Pink Floyd, ma anche Iron Maiden, Judas Priest e tanti altri.

 

Michele Puma:

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

Pensiamo che se si ha un messaggio da lanciare al mondo non ci sono argomenti che debbano essere esclusi a prescindere. L’importante è che ci sia un significato ponderato e che non siano solo parole scritte tanto per dare voce ad una canzone. Questo è il nostro punto di vista, ma ovviamente ognuno ha il suo modo di vedere la cosa.

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

Certo che esiste, ed è molto attiva. Quando possiamo andiamo a vedere concerti di band italiane più o meno conosciute. La cosa bella è che facciamo spesso amicizia con molte di esse. Mi vengono in mente soprattutto i Wichwood e gli Ancillotti, con cui abbiamo diviso il palco. Due band formate da grandi musicisti oltre che persone molto simpatiche. Ma ci sono tantissime altre band che spaccano!

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

Guarda, siamo tornati da qualche giorno dal nostro minitour di supporto a Ross The Boss, il mitico ex chitarrista e fondatore dei Manowar. La sua band era formata da musicisti straordinari come Mike Lepond, bassista dei Symphony X, Rhino (batterista ex Manowar) e lo straordinario cantante Marc Lopes. E’ stata un’esperienza straordinaria e ci piacerebbe andare nuovamente in tour con musicisti di quel calibro, anche se come tutte le band una nostra aspirazione è arrivare a fare dei tour anche come headliner.

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'è cambiato il mondo musicale nell'era di internet?Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

Anche questa è una domanda molto stimolante. In effetti è cambiato tutto con internet. Adesso (purtroppo) è necessario avere dei profili social ben aggiornati e avere anche del materiale video su YouTube, perché sono in molti a giudicare una band da qualche brano ben posizionato, quando magari ci sono interi dischi che meriterebbero un ascolto più approfondito. Cosa che oggi, essendo calate le vendite “fisiche” rispetto al passato, non avviene più come prima. Però, al tempo stesso, una buona strategia ti permettere magari di avere anche più visibilità. C’è sempre il rovescio della medaglia insomma.

 

Falc.:

1)Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai 

concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti veri e propri. 

Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una 

volta invece era così forte?

2)Di questi tempi, vale ancora la pena incidere dischi? Oramai se ne 

vendono sempre meno. Vedo spesso Bands costrette ad indebitarsi per 

registrare. Voi come la vedete?

 

1)L’abbassamento di pubblico ai concerti lo abbiamo notato, anche se non è neanche così giusto fare di tutta l’erba un fascio. Alla fine secondo noi i motivi sono tanti: a partire dall’ultima generazione di ragazzi che in qualche modo è nata con le nuove tecnologie e difficilmente si appassiona a qualcosa per più di 5 minuti (ma ovviamente ci sono tante eccezioni eh, meno male). Poi con le tasche sempre più vuote bisogna fare delle scelte, è difficile seguire tanti concerti come una volta. E poi, leggendo un’intervista di un’altra band dove dicevano che in Italia ci sono quasi più musicisti che ascoltatori beh, viene senz’altro da concordare ad una simile affermazione. E di motivi ce ne sarebbero tanti altri, ma alla fine bisogna sempre essere ottimisti, altrimenti che si suonerebbe a fare?

 

2)Se si ha qualcosa da comunicare con la propria musica certo che vale la pena incidere i dischi. Noi abbiamo tanto da comunicare e finché le idee non mancheranno scriveremo musica. L’incidere un disco ne è la naturale evoluzione, anche se ovviamente i costi sono tanti se si vuole fare un lavoro fatto bene. Però ne vale sempre la pena.

 

Sorma:

Che accordatura/e utilizzate? Nel caso non utilizziate accordature 

standard, quanto, secondo voi, il sound dell'accordatura da voi scelta 

influisce sul vostro modo di scrivere e comporre i brani?

 

Allora, utilizziamo un’accordatura in Mib, ovvero un semitono più bassa di quella “standard”. Questo, oltre all’utilizzo di amplificazione ed effetti che abbiamo ricercato con cura, ci dà quel suono aggressivo che cercavamo. Siamo molto soddisfatti di questo e anche il nostro modo di comporre i pezzi ne tiene conto, perché già partono da quell’accordatura.

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

Abbiamo notato che sempre più persone iniziano a conoscerci e ci fa molto piacere sapere che apprezzano ciò che facciamo. La nostra passione ci spinge a cercare di migliorarci sempre di più e scrivere nuovo materiale che, inoltre, abbia un significato anche per quanto riguarda i testi, che sono fondamentali nel nostro processo compositivo.

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Vi ringraziamo dello spazio che ci avete concesso e salutiamo tutti i lettori, sperando di averli incuriositi. Ricordiamo anche che recentemente è uscito il nostro ultimo video (visualizzabile qui: http://bit.ly/athroxwarstorm), estratto dal nostro primo disco Are You Alive? (disponibile su tutte le piattaforme), mentre siamo al lavoro sul nuovo materiale. Grazie ancora e stay metal!