Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

Personalmente l'ho scoperta abbastanza tardi a dire il vero, rispetto ad altri ragazzi. Avevo circa 18 anni e mi capitò di ascoltare Decade ov Therion dei Behemoth, dell'album "Satanica". Prima non avevo avuto alcun contatto con il metal, neanche con le band più famose come Metallica, Iron Maiden o Black Sabbath. L'impatto immediato col metal estremo fu un po' traumatico per certi punti di vista ahah, ma scattò qualcosa dentro di me che mi portò ad approfondire questo mondo fino ad innamorarmene. Per questo motivo i Behemoth sono una band che porterò sempre dentro di me.

 

Igor Gazza:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

Sono molto d'accordo con questa considerazione. Io stesso, e qui parlo da fan, quando decido di acquistare un album prendo in grande considerazione la copertina e l'aspetto grafico. Finora abbiamo lavorato con due artworker diversi: nei primi tre demo abbiamo collaborato con Sara Maranta, mentre per la nostra compilation (uscita in cd con l'etichetta inglese Order of Theta) ci siamo affidati a Marco Cunato. Sebbene la compilation abbia le tracce di tutti e tre i demo, abbiamo scelto soluzioni completamente diverse, che però ci hanno soddisfatto entrambe. Con le copertine fatte da Sara abbiamo cercato di trasmettere tutta la sensazione di straniamento che sprigiona la nostra musica, dal momento che parliamo di temi non convenzionali e che abbiamo a cuore il tema dell'arte degenerata. I disegni di Sara in un certo senso richiamano lo stile dell'arte dei folli (di questo tema ne parliamo in un nostro pezzo, "Die Klinik des Doktors Prinzhorn"). Con Marco, invece, abbiamo pensato a qualcosa di più "moderno" e più ispirato all'arte contemporanea, coerentemente col formato scelto (cd in un bellissimo package di cartoncino A5). Come detto, siamo molto soddisfatti del lavoro di entrambi, che per noi sono degli amici, e speriamo di poter collaborare ancora con loro in futuro, perché c'è molta unità di intenti. Cosa che a questi livelli è fondamentale.

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

Non voglio essere banale, ma semplicemente ci interessa creare musica nuova e proporre soluzioni nuove. Batrakos è un duo che, almeno per ora, non è fatto per suonare live, per cui ci limitiamo a proporre qualcosa di "nostro" in studio. Direi che non c'è un progetto particolare, se non quello di continuare così. Ci siamo tolti già alcune soddisfazioni, perché il nostro progetto è attivo da un anno ed è partito in sordina, senza nessuna pretesa. Non saprei dire quali possano essere le nostre aspirazioni massime, per ora ci focalizziamo sulla nostra crescita. Tra qualche anno vedo i Batrakos come una two-men-band più matura e più consapevole,  magari con qualche full length alle spalle e - mi auguro - con tante altre soddisfazioni in più.

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

Premessa: suoniamo un genere come il noise/black metal che è di bassissima diffusione mondiale e che ha un pubblico davvero ristretto. Nonostante questo, io non credo che sia facile trovare una band che in questo genere tratti argomenti così particolari come l'arte degenerata (o l'arte contemporanea in generale), con bordate noise alla Sonic Youth, batteria dai suoni industrial, e un tessuto chitarristico che si rifà al black metal norvegese. Penso che abbiamo le nostre peculiarità e un nostro stile riconoscibile, che certo non potrà piacere a tutti, ma che al tempo stesso ci conferisce personalità. Di certo non siamo un clone di nessuno:

come i Batrakos ci sono solo i Batrakos.

 

Synth Lord: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

La band è nata perché ci siamo lasciati stregare dal fascino ingenuo di alcune band black metal degli anni 90 ormai dimenticate. Cito nomi di band di cui probabilmente non si sente parlare da molto, come gli estoni Infernal Destruction, i genovesi Absu, gli israeliani Acheron Gates, ma anche le cose più oscure delle Legions Noires... band oggettivamente "brutte", prodotte male e registrate ancora peggio. Eppure, in tutto questo, c'è un'anarchia di fondo, un'ingenuità e una sincerità di intenti che ci ha colpito. In fondo, è da qui che è nato il nostro motto "ugly music for ugly people" ("musica brutta per gente brutta"). In un certo senso volevamo rappresentare un continuum con questi progetti degli anni '90, trasponendo questa esperienza nei nostri anni '10, con le relative differenze stilistiche. Dobbiamo molto a queste piccole band a livello concettuale, sebbene poi la nostra direzione musicale sia un po' diversa anche grazie all'introduzione del noise, che nel black metal è una soluzione ancora poco sfruttata, ma che potrebbe avere lo stesso terreno fertile che ha avuto nel rock con band anche famose (Jesus and Mary Chain, Sonic Youth...).

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

Entrambi abbiamo una certa passione per il black metal, che rimane, musicalmente parlando, il nostro focus principale. Abbiamo però influenze diverse per quanto riguarda altri generi: io ad esempio sono un appassionato di alternative rock, shoegaze e cantautori italiani, mentre F. ha una certa predilezione per l'ambient nelle sue forme varie. Questo ci aiuta, perché sono interessi conciliabili e che ci permettono di creare una buona amalgama, anche solo a livello di idee.

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

Questa è una domanda che secondo me ci riguarda direttamente, e che merita dunque una risposta. Abbiamo partecipato a una  compilation con band anarchiche e anti-fasciste, organizzata dal blog e collettivo "The Dark Skies Above Us". Abbiamo deciso di schierarci coerentemente con le nostre tematiche. Nei nostri testi parliamo anche di "arte degenerata": per chi non lo sapesse, i nazisti negli anni Trenta misero al bando l'arte considerata (da loro) da condannare perché contraria ai valori contrari alle concezioni naziste.

Il gerarca Joseph Goebbels nel '37 organizzò una mostra dell'arte degenerata: erano presenti impressionisti, cubisti, dadaisti, c'erano anche nomi famosi come Klee, Ernst, Dix, Chagall... Molti degli artisti le cui opere furono esposte in questa mostra vennero perseguitati. E' una tematica particolare, che tocchiamo perché ci teniamo a ribadire che pongono un freno alla nostra libertà di esprimerci artisticamente. Per un artista, per questo motivo secondo me è un dovere essere contro il nazismo e questa sua atrocità.

Un'atrocità certamente diversa dalle atrocità politiche perpetrate dal Reich, ma che non per questo va dimenticata.

In realtà non credo che questo ci indichi per forza come "band politicizzata": è più che altro una questione di civiltà.

Questa lunga premessa, che serve anche a spiegare meglio cosa sia Batrakos, serve anche a dire che per noi schierarsi politicamente è una scelta che non va condannata, ma che comporta delle responsabilità. Sicuramente le idee politiche e religiose che vengono espresse nelle tematiche di una band influiscono poi sul suo cammino musicale. A volte è una spinta in più e un aiuto, altre volte è un deterrente. L'importante penso sia fare le cose con consapevolezza e coscienza, ed è un discorso valido anche in generale.

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

Il termine "scena" è un po' inflazionato, perché può voler significare cose diverse. Risponderò usando il suo significato più intuitivo, ovvero scena intesa come sinonimo di "tutte le band metal italiane". Sicuramente dipende dal genere, ad esempio ritengo che abbiamo un'ottima scena death metal, tra quelle europee è una di quelle più in salute. Abbiamo anche i Fleshgod Apocalypse che sono sotto Nuclear Blast, il che la dice lunga: a dir la verità non sono un loro grandissimo fan, ma penso che meritino il successo che hanno, perché sono stati capaci di portare avanti sino in fondo un'idea di "concept band". Una scelta che li ha giustamente premiati. Nel black metal italiano abbiamo diverse band valide, ma ci manca forse qualcosina per essere al pari di altri movimenti più decorati. Per quanto riguarda il doom mi sembra che negli ultimi anni siamo in netta crescita, di recente ho visto dal vivo i Naga che mi hanno impressionato parecchio. 

 

Deliverance:

Come vi siete conosciuti?

 

Via internet! Tramite amici in comune, essendo attenti entrambi alla scena black metal, in particolare quella più underground, abbiamo capito di avere molte affinità in quanto a gusto e a idee. Affinità ma anche differenze, in modo tale che ci possiamo anche completare nel modo giusto. Sono molto contento di aver conosciuto F., siamo un duo molto affiatato e penso che al momento attuale non avrei potuto trovare nessuno migliore di lui per formare e portare avanti il nostro progetto Batrakos.

 

Belgrator:

Quale, tra le vostre pubblicazioni, è quella più sentita? A quale periodo della vostra vita lo collegate?

 

Da un punto di vista affettivo, direi "Degenerate collection", semplicemente perché è il compendio dei nostri tre demo. E' stato come mettere un punto riassuntivo a quello che abbiamo fatto nel 2016. E' stato un piccolo traguardo perché, per una band che mescola noise e black metal e che dunque si rivolge a una fetta minuscola di appassionati, essere prodotti da una discreta etichetta straniera in 100 copie in un formato alternativo è sicuramente fonte di orgoglio. Al tempo stesso è anche un nuovo punto di partenza, perché ci deve dare la consapevolezza che abbiamo effettivamente delle buone idee e che le possiamo portare avanti con fierezza. Noi abbiamo iniziato con Batrakos praticamente per scherzo, ma questa release ci ha dato la consapevolezza che abbiamo qualcosina da dire anche noi. E questo è importante.

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Vi ringrazio di questo spazio, anche a nome dell'altro membro dei Batrakos, F.. Vi prometto che torneremo prestissimo con musica ancora più brutta e strana. Nel frattempo, seguiteci sulla nostra pagina facebook e su bandcamp, dove potete ascoltare il nostro materiale. Ciao!

https://www.facebook.com/batrakos.uglymusic/

https://batrakos.bandcamp.com/