Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

Abbastanza tardi. Diciamo che non sono uno che ha passato l'adolescenza sul metal. Andavo alle scuole medie quando c'è stata l'esplosione dei Nirvana e Nevermind è stato un disco che ho ascoltato fino allo sfinimento. La vera è propria conversione al metal è avvenuta intorno ai diciannove anni, il principale responsabile è stato Sgrang il programma del defunto TMC2. Mi ricordo ancora che mettevo la sveglia il giovedi alle due di notte per vedere un'ora di programma. 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

Sicuramente è un disco diverso.  Se in bene o in male dipende da quello che un ascoltatore si aspetta, ma credo di poter affermare con certezza che non è un disco "istituzionale". E' strumentale per due bassi, uno normale e uno fretless, synth e batteria. Non esiste la forma canzone ma è tutto un continuo fluire e trasformarsi di linee ritmiche e melodiche.

Il titolo "Soundtrack of a Nightmare" è la migliore spiegazione. E' visto come un'ipotetica colonna sonora.

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

Diciamo che vivo con la musica. Ormai vivere di musica è sempre più difficile. Fortunatamente riesco a farlo, ma questa significa mettere insieme molte cose che ruotano intorno a essa. 

Suono oltre che per i miei progetti molte cose per altri specialmente nel ruolo di arrangiatore, poi c'è l'insegnamento, l'organizzazione di eventi e a volte vengo chiamato per dare una mano anche su alcuni concerti in vari ruoli, fino a jingle per segreterie telefoniche o musiche di scena per spettacoli teatrali.

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

Dipende principalmente dal contesto e dal tipo di basso che sto suonando. Normalmente non mancano mai il compressore e il bass driver, attualmente con il fretless uso anche chorus e reverb. In passato ho usato anche overdrive, diversi tipi di distorsione, fuzz, phaser, flanger e wah. In questo disco di effetti ne sono stati usati molti ma non gli stessi che uso normalmente live. Equalizzare due bassi per farli sentire entrambi non è stato facile, gli effetti sono stati fondamentali in questo.

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

Ansia, panico. 

Qualcosa di indefinito che dalla pace iniziale si stringe sempre più sull'ascoltatore in maniera claustrofobica fino alla fine di un viaggio malsano ma inevitabile.

 

Synth Lord: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

Sembra strano ma per questo particolare progetto non ci sono state. In ogni band dove ho suonato c'è una o più band di riferimento.

Qui invece volevo solo fare qualcosa che mi divertisse sfruttando il ruolo del basso non solo come strumento ritmico ma anche melodico. 

Tutto questo senza per forza fare un disco da bassista solista come se ne vedono nel funky e nel fusion, ovvero pieni di slap ovunque per fare vedere quanto sono bravi.

Non fraintendetemi mi piace molto anche ascoltare certi dischi ma non era questo l'obiettivo. Se proprio dovessi cercare un riferimento mi viene più in mente qualcosa di lontano dal metal come Aram Bedrosian o Zander Zon ma più come concetto di base che altro.

Musicalmente siamo comunque su coordinate molto distanti.

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

Per questo disco mi sono avvalso della collaborazione di Michele Panepinto delle progressive metal band Vitriol e Minraud alla batteria. 

Il suo background è principalmente in questo ambito anche se non disdegna anche un certo tipo di metal più estremo.

A registrazioni già iniziate si è imbarcato in questa avventura anche Fausto De Bellis chitarrista e bassista anch'egli vicino al prog e attualmente impegnato con Revenience e Vitriol. Per quanto riguarda me invece vengo principalmente dal death metal nelle sue varie sfaccettature, anche se mi piacciono moltissimi altri tipi di musica.

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

Preferisco tenere separate le due cose. A volte mi è capitato di snobbare gruppi con musiche interessanti perché troppo politicizzati.

Non per principio o partito preso, solamente che spesso certi testi mi fanno perdere completamente l'interesse di tutto il resto.

Senza contare che quelli che nei loro testi fanno i "salvatori del mondo" mi risultano quasi sempre molto ipocriti. Ma questo è un mio personale punto di vista.

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinché anche la musica venga considerata, poiché è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

La produzione per me è importantissima. 

Questo disco nonostante sia di breve durata ha richiesto quasi due anni di lavoro. Tutto questo tempo è stato speso quasi esclusivamente per la produzione. Ci sono tantissimi gruppi validi in giro ma molti poi rovinano tutto con produzioni non all'altezza. Da ascoltatore prima ancora che da musicista mi sento preso in giro. 

Perché devo spendere dei soldi per comprare il tuo disco se tu non hai avuto la serietà di darmi un prodotto decente? Preferisco un disco brutto ma prodotto bene piuttosto che buone idee penalizzate da suoni non all'altezza. Brutto o bello è soggettivo, prodotto bene o male invece no. 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

Ognuno dei musicisti coinvolti in questo progetto a più band personali a cui pensare, io per primo e quindi è un progetto che non credo si vedrà mai dal vivo.

Se comunque è vero che sognare non costa niente mi piacerebbe un tour con i The Gathering o magari i Neurosis.

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'è cambiato il mondo musicale nell'era di internet? 

Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

Con internet è cambiato tutto il mondo, non solo quello musicale ed è cambiato drasticamente in peggio.

Internet è un vampiro che ci ruba il tempo e ci instupidisce. 

Ora passiamo molto tempo in internet. Tempo che prima era speso per coltivare hobby e fare esperienze. Internet ti mette tutto a portata di mano e questo ha distrutto l'interesse per qualsiasi cosa. Non c'è più il mistero della scoperta e della ricerca. Questo ovviamente si ripercuote anche sulla musica.

 

Falc.:

Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti veri e propri. Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una volta invece era così forte?

 

Per lo stesso motivo di cui ho detto prima. Adesso cercare le cose è molto più facile è comodo. Avere tutto a portata di mano fa perdere interesse verso qualsiasi cosa.  Con tutto quello che si vede adesso in internet, tra fenomeni da baraccone e bizzarie varie niente sorprende più. Potrebbero arrivare i Kiss con palco a tre piani, fiamme ed effetti speciali vari, Gene Simmons che vola sulla folla e molta gente direbbe: "Beh? Tutto qui?". Bisognerebbe riprendere in mano le nostre emozioni invece del nostro smartphone.

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Vi ringrazio per lo spazio concesso e invito i lettori a dare un ascolto a Soundtrack of a Nightmare e magari lasciarmi un feedback. Positivo o negativo che sia mi incuriosisce sapere cosa può pensare la gente di un disco così.