Intervista Alla Brutal Death Metal Band Italiana Devangelic

A Cura Di Mauro Spadoni

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Benvenuti Devangelic sulle pagine di Insane Voices Labirynth. A breve, esattamente il 15 Maggio, uscirà il vostro ultimo album dal titolo “ERSETU” per la Willowtip Records. Potete presentare voi stessi (per quei pochi che ancora non vi conoscono) e questo nuovo lavoro in studio ai nostri lettori?


 

I Devangelic sono una band brutal death metal nata a Roma nel 2012. Attualmente la band è composta da me (Mario) alla chitarra, Paolo Chiti (Antropofagus / ex-Putridity) alla voce, Marco Coghe (Posthuman Abomination) alla batteria e Alessio Pacifici (Dr.Gore / Buffalo Grillz) al basso. Abbiamo pubblicato 2 album: “Resurrection Denied” nel 2014 e “Phlegethon” nel 2017 entrambi per la Comatose Music. Inizio 2019 abbiamo opato per un cambio di etichetta a favore di un contratto migliore e abbiamo firmato con la Willowtip Records per la pubblicazione dei nostri prossimi 2 album, 1 dei quali Ersetu, che appunto uscirà il prossimo 15 Maggio, come annunciato da pochi giorni. Per chi conosce il genere estremo sicuramente conoscerà l’etichetta in quanto ha pubblicato numerose primizie nel genere, come il debut dei Fleshgod Apocalypse “Oracles”, un paio di album degli Ulcerate, Defeated Sanity, Wormed, Putridity e moltissimi altri, quindi siamo veramente orgogliosi su pubblicare il nuovo album per questa magnifica etichetta.

Quali sono le principali differenze stilistiche che ci dovremmo aspettare su ERSETU rispetto al vostro precedente album “Phlegethon”?

 

Sicuramente Ersetu rappresenta un notevole passo in avanti a livello compositivo e l’uscita del nostro primo singolo “Sigils Of Fallen Abominations” ne è la prova in quanto ha riscosso già un notevole “successo” ed interesse anche da chi magari non era proprio un fan delle nostre sonorità. Quando, dopo Phlegethon,  abbiamo iniziato a pensare al nuovo album, sapevamo di voler qualcosa di diverso, più maturo e sicuramente più personale. Non è stato semplice poiché inizialmente i brani scritti erano totalmente diversi da quelli presenti oggi nell’album, abbiamo quasi riscritto tutto proprio perché non eravamo del tutto soddisfatti e volevamo ancora qualcosa in più. Stilisticamente abbiamo inserito degli elementi nuovi; in Ersetu possiamo trovare doppie voci, assoli, arpeggi e differenti soluzioni sia di chitarra che di batteria che non avevamo mai usato in passato nei precedenti 2 album. Volevamo anche una produzione migliore e più professionale e non a caso abbiamo optato nuovamente per il buon Stefano Morabito (16th Cellar Studio), con cui avevamo già collaborato per il nostro primo full length Resurrection Denied (2014), ma questa volta si è decisamente superato. Il suo lavoro al mix è stato eccelso. Infine il master è stato affidato ai ben noti Hertz Studio in Polonia (Decapitated, Behemoth). Siamo molto soddisfatti del risultato finale.

Perchè per i vostri testi in ERSETU avete scelto temi relativi alle divinità sumere?


 

Personalmente è sempre stata una tematica che mi ha molto affascinato fin da quando ero bambino studiando a scuola le antiche civiltà del passato. Diciamo che è  anche un argomento nel suo essere piuttosto misterioso e ho pensato che si potesse sposare bene con un nuovo concept stilistico e lirico della band.

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Immagino che ci sia un grande lavoro dietro le vostre canzoni non solo a livello strumentale ma anche in quello dei testi. Come nasce una canzone dei Devangelic?


In Ersetu il lavoro è stato molto lungo e minuzioso. Per Resurrection Denied e Phlegethon ho scritto al 99% tutto io (sia musica che testi), in Ersetu invece c’è stata la collaborazione di tutti e non a caso infatti, è il nostro miglior album (almeno per noi lo è ahah). Diciamo che solitamente tendo a proporre alla band i brani già quasi del tutto definitivi, ma in quest’ultimo lavoro ognuno di noi ha dato il suo contributo sia con un’idea, sia nel proporre qualcosa di nuovo; molte parti di batteria sono state riarrangiate direttamente durante la registrazione proprio perché volevamo cogliere tutte le possibili migliori nuove soluzioni che ci venivamo al momento. Generalmente i testi sono l’ultima parte compositiva, voglio avere prima tutta la musica scritta e poi pensare ai testi in modo da immaginarmi anche qualcosa di particolare ascoltandomi le demo dei brani. Anche in questo caso i testi sono prevalentemente opera mia, ma ho lasciato pieni poteri decisionali al nostro cantante Paolo di arrangiarli come meglio credeva adattandoci anche le doppie voci, utlizzate per la prima volta. Ci mandava costantemente le sue registrazioni e di volta in volta abbiamo corretto ed aggiunto, tutti insieme, le possibili migliorie per rendere il lavoro più bello, completo e soddisfacente.

Come sapete temi quali l'ipotesi della creazione umana attraverso il DNA alieno, la schiavitù umana etc. sono temi affrontati anche dal saggista Mauro Biglino che da appunto un'interpretazione della Bibbia proprio in questo senso. Cosa ne pensate voi di queste affermazioni?


Diciamo che il principale spunto per la tematica di “Ersetu” viene dal noto scrittore azero Zecharia Sitchin ma l’argomento si è trattato da molti autori internazionali come il nostro Mauro Biglino che hai menzionato. Sicuramente è un argomento molto affascinante che però come sai non trova conferme scientifiche. Le parti più interessanti e misteriose che ti portano comunque a degli interrogativi, sono quelle in cui tante antiche civiltà (sumeri, egizi, civiltà precolombiane ecc), divise da migliaia di kilometri, pur non conoscendo l’esistenza gli uni e degli altri, hanno tanti punti in comune soprattutto su queste teorie di connessione tra alieni e umani. Basta pensare ai ritrovamenti di antiche incisioni rupestri e oggetti d’arte in cui ci sono raffigurazioni di oggetti volanti, strane figure con caschi e tute spaziali che ricordano molto gli attuali astronauti. Quindi la domanda viene da se: come potevano queste popolazioni di centinaia di anni fa conoscere dell’esistenza di oggetti volanti e astronauti? Anche in numerosi testi sacri ci sono queste strane connessioni e citazioni; come ad esempio nell'Epopea di Gilgames o il Ramayana (dove si parla di oggetti volanti chiamati Vimana), in alcuni libri della stessa Bibbia, come il libro di Ezechiele nel quale sembrano esserci descrizioni di oggetti tecnologicamente avanzati. Come vedi il discorso è molto molto ampio e non basterebbe questa intervista per spiegarlo tutto ma per chi non conoscesse il tema e avesse voglia di approfondire l’argomento, suggerisco di cimentarsi in queste letture poiché sono molto affascinanti e interessanti.

Avete in programma di esibirvi in giro per il mondo oltre che in Italia? Avete già delle date che potete confermarci?

Si abbiamo già alcuni festival confermati in Spagna, Stati Uniti ed Inghilterra, inoltre la nostra attuale agenzia di booking (la Flaming Arts Agency) sta lavorando ad un tour promozionale che annunceremo a breve. Spero ci sia anche qualche data italiana di supporto al nostro nuovo full.

Dove vogliono arrivare i Devangelic in futuro?


Come prima cosa vogliamo promuovere il più possibile dal vivo il nostro nuovo lavoro, quindi vedremo di portarlo ovunque capiti l’occasione. Per il futuro sicuramente continuare a scrivere album e continuare con l’attività live.

Dalla vostra nascita avete già sfornato vari Ep, due album ed ora state per far uscire il vostro terzo album ERSETU appunto. In questo tempo siete riusciti a crearvi una folta schiera di fan non solo all'estero ma anche in Italia in un ambito, quello del metal extremo, che non è certo di “facile” assimilazione. Quale è il segreto che si cela dietro il successo del vostro lavoro?



Il nostro non lo chiamerei successo poiché siamo semplicemente una band underground che mette tanta passione e duro lavoro in quello che fa. Non viviamo di musica, siamo tutti lavoratori ma cerchiamo di portare avanti con determinazione questa nostra voglia di far musica e suonare dal vivo.
Siamo ovviamente molto contenti dei risultati ottenuti finora sin dalla nostra nascita (2012), ma come dicevo prima, credo che il merito sia semplicemente nella nostra determinazione e passione. Oggi è veramente difficile portare avanti una band, a maggior ragione underground; ci sono mille difficoltà da affrontare e molto spesso devi fare i conti con scelte diverse, impegni lavorativi e tanto altro, quindi magari puoi cadere un po’ nello sconforto, ma proprio la serietà e la determinazione nello stringere i denti e andare avanti credo siano le chiavi per avere un minimo di riconoscimento a distanza di anni.

Bene l'intervista è finita e nel ringraziarvi vi informo che ora avete a disposizione tutto lo spazio che volete per dire la vostra. A voi!

Un ringraziamento a tutto lo staff di Insane Voices Labirynth per lo spazio concesso e per questa intervista! Continuate a seguirci sulle nostre pagine web e supportarci acquistando il nostro nuovo album “Ersetu”! Supportate il Death Metal italiano!