INTERVISTA A DIANADEA

A CURA DI MAURO SPADONI

Benvenuti DIANADEA sulle pagine di Insane Voices Labirynt. Il 31 ottobre uscirà il vostro ultimo lavoro dal titolo “Porta Inferi”. Potete presentare voi questo nuovo lavoro in studio ai nostri lettori?

PORTA INFERI,nasce da un idea originaria che voleva essere un CD dedicato agli antichi luoghi sacri di cui è colma l’irpinia,poi, giunto alla mefite mi sono lasciato affascinare da questo luogo ricco di poesia,vita/morte ed ho deciso di approfondirlo,tralasciando il resto.

Come one man band creo sempre concept proprio per “entrare” nelle atmosfere musicali e culturali, profondamente connesse, di un tema.

 

Come è cambiata la composizione delle canzoni dei DIANADEA dal primo anno di vita (2018) ad oggi?

Le sonorità seguono sempre il mio concept.

Con SANTA DJANARA,lavoro dedicato alla figura irpino/sannitica della janara, la strix loci, ho usato un metodo molto immediato, comporre la base di shaman drum in stato di coscienza alterata (quindi senza sapere cosa avrei composto) su cui fare gli arrangiamenti,per cogliere le atmosfere magistico/tribali del tema attraverso un mood sempre dark, con soluzioni più intellegibili,pulite dell’attuale ma sempre commistionate ad elementi sperimentali.

Con IN NOMINE DEI NOSTRI ho cantato/recitato, in maniera molto immediata,solo sinth e shaman drum, antichi inni orfici e brani tratti dal gospel of the witch, per valorizzare questi stupendi poemi.

Con PORTA INFERI ho deciso di dare al tutto un mood magmatico,pesante,sulfureo(per ovvi motivi) pertanto il tutto si basa su un basso iperfuzzato/distorto su cui ho intessuto una base di sinth,vocalità diverse,elementi ambient.

 

Nella nostra lingua l'aggettivo “Mefitico” indica qualche cosa di pestilenziale e malsano e ha origine dalla figura della dea MEFITE. Cosa potete dirci di questa antica divinità italica?

Il grande insegnamento che emerge da questa divinità, dea di guarigione,ove si recava il popolo,lasciando “ex voto” è il concetto di integrazione, che tanto sfugge a questa società meccanicizzata, fra i vari aspetti della vita/morte.

Nella song MEFITE, canto “dea di guarigione, eppur uccelli si schiantano al suolo” ( le esalazioni stordivano eventuali animali in passaggio) o , in MORTIFERI, “morte e vita in un istante” dove, in antiche tradizioni, si sacrificava un animale durante le feste di primavera e che diventavano “nuova polvere di stelle”.

Con il tempo la dea e il luogo sono stati demonizzati dal cristianesimo e quindi il lato ctonio (mefite potrebbe anche significare “ciò che sta nel mezzo”) cristallizzato in leggende (ne parlo in DEMONI E TESORI) di demoni tentatori, tesori in cambio dell’anima…..

 

 

I testi di “Porta Inferi” sembrano essere legati molto ad antichi testi precristiani. Perché credete che nel mondo di oggi ci sia necessità di un ritorno d'interesse per le antiche divinità precristiane?

Penso che prima,innanzitutto, non vi erano “rivalità” fra le divinità, ma si integravano nel contesto e nel culto personale senza discriminazioni.

Questo perché il divino era percepito in mille sfumature che riflettevano il nostro stesso animo e il rapporto la natura, il dolore,la paura,la gioia era di equilibrio, collaborazione,timore sempre vivo,intenso,ricco di una serie di pratiche,canti,tradizioni che rendevano un luogo e la vita realmente ricca di magia,meraviglia e terrore, pur nelle contraddizioni che potrebbero emergere.

l’uomo aveva un ruolo maggiormente “eco.centrico” rispetto quello “ego.centrico” così tanto ben espresso in un libro di sacre scritture….

Penso che,attualmente,sia molto chiara la direzione in cui una certa cultura ci sta portando: sfruttamento, appiattimento, omologazione globale.

 

Quale è il vostro rapporto con la religione?

Non tendo ad essere favorevole a nessun tipo di religione, perché essa crea staticità,dogmi,caste ed autogiustificazione della propria posizione facendo sempre pensare che,per arrivare al divino occorra una struttura.

Certo in questo ambito il cristianesimo e le religioni monoteiste hanno espresso il peggio che si poteva.

 

Considero il divino specchio della mia anima e quindi nessuna sovrastruttura...

Avete avuto modo di portare le vostre composizioni in sede live? Se si come ha accolto il pubblico la vostra proposta?

Da one man band la situazione è complessa, ho creato delle mini esibizioni live in studio,sopratutto sperimentali, a base di loop, vocalizzi,sinth.

Ad esempio ho composto una lunghissima song tratta dalle tavole di Nippur sulla discesa di Inanna infera( performata live all’art shot di Crema da una mia amica), canto armonico filtrato con effettistiche varie, antichi inni orfici, canti apotropaici in dialetto locale, parti tratte dalle Argonautiche e l’ultima CANTAOSSA, una sperimentazione sciamanico/vocale cantando attraverso un osso cavo, sul mio canale you tube STRIX INFERA,dove raccolgo queste mie multiformi idee.

 

Come nasce una canzone dei DIANADEA? Ovvero come riuscite a conciliare pezzi col synth, shaman drums, loop vocali e basso distorto?

Per il mio approccio ,paradossalmente,nasce prima il testo o l’argomento della song.

Su quella base vado a incidere lo strumento che penso sia fondante per quell’argomento( ad esempio OSCURA MEFITE è su una base di gusci di noce,a ricordare queste terre con un mood molto autoctono, DIAVOLI E TESORI su shaman drum e le altre su basso iper distorto) e poi inserisco tutti gli arrangiamenti in linea con il tema.

Adoro,in ogni caso, andare ad inserire elementi che si contrastano come shaman drum e sinth, creare loop vocali ripetitivi a diventare spesso nenie e non bado mai a nessuna “forma canzone” ma,esclusivamente, a ciò che voglio comunicare.

 

Credete che in Italia ci sia spazio per la vostra proposta musicale o vi rivolgete principalmente al mercato internazionale?

Guarda, spesso all’estero si guarda con maggiore curiosità a tematiche lontane perché se solo usi un tag “esotico” come JANARA può maturare un interesse.

Io mi rivolgo,in particolare, ai miei luoghi perché,in questo periodo di globalizzazione e appiattimento culturale, sarebbe importante tenere viva la profonda sapienza ed energia autoctona di un luogo.

Quasi un antidoto al tutto uguale per tutti.

Come se non esistessero che vite fotocopie da riprodurre, questo perché si cerca di scardinare l’uomo dal proprio ,intimo,rapporto con la magia della propria terra.

 

Le canzoni dei DIANADEA richiedono molteplici ascolti per poter essere assimilate in tutte le loro sfaccettature musicali e testuali. Una netta presa di posizione che si contrappone al mondo “del tutto e subito” in cui viviamo. Come spiegate questa scelta? Quale è il vostro pubblico di riferimento?

Sono consapevole che proporre pezzi che hanno la media dei 7 minuti non è affatto una scelta immediata ma io concepisco la musica come messaggio e,se ho qualcosa da dire mi prendo i tempi per dirla.

Non si possono glissare poemi o concetti importanti solo per “ridurre” i tempi o saltare una intro perché poi con il ditino si skippa.

Perchè se skippi non ti interessa e preferisco avere poche persone che realmente ascoltano la mia musica, che paradossalmente, non ha una platea definita in quanto alcuni ascoltano i miei lavori per il tema trattato che non per un preciso gusto musicale,che,potrebbe accostarsi al dark/folk/metal fusi con elementi di varia natura

 

L'artwork quasi Naif di “Porta Inferi” cosa simboleggia?

L’idea era proporre un artwork poco “standard” per una produzione molto dark e metal.

Molto luminoso e rassicurante, oltre rappresentare alcuni aspetti della dea ha un particolare importante...la figura ha una maschera che,appunto,rappresenta quel lato oscuro,ignoto non apparente dietro una “normale” analisi della realtà.

Appunto portare una apparente contraddizione con un sound molto cupo,magmatico e lento...

 

 

Cos'è per voi la Magia?

Avviare dei cambiamenti consapevoli nella realtà utilizzando quei profondi collegamenti micro/macro che erano così spontanei in altri tempi.

Saper “togliere la maschera” alla realtà apparente per esserci dentro ed oltre.

 

Descrivete usando solo tre parole la vostra proposta musicale.

OAE...OSCURA ARTE ESOTERICA

 

Bene l'intervista è finita e nel ringraziarvi vi informo che ora avete a disposizione tutto lo spazio che volete per dire la vostra. A voi!.

Grazie di questa importante opportunità per me ed a chi ha seguito questa intervista.

Porta Inferi esce ufficialmente il 31 ottobre, giorno non casuale, in quanto un punto di veli che si “assottigliano” , realtà che si incontrano.

Esso è un viaggio in aspetti culturali e spirituali delle mie terre che spero possa essere apprezzato, prodotto in copie limitate che spero possano interessare gli amanti del metal in particolare, sono contattabile alla mail: marco7938@gmail.com o sulla pagina fb DIANADEA.

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