Intervista A Dimh Project A Cura Di Melissa Ghezzo

 I DIMH Project sono una band nata nel 2014. Come si forma questo progetto?


 

I DIMH ( Deep inside my heart ) è un progetto artistico ideato e creato nel 2014 da Maurizio Amato (musicista e  autore di testi) con l’intento di produrre e publicare la propria musica e nasce dalla sua esigenza insistente di voler comunicare e far conoscere il proprio mondo, fatto di emozioni forti e tanta energia.

 


Il vs. nuovo Ep, tratta argomenti molto delicati come il tema della “violenza sulle donne”...In che modo siete riusciti a trattare questo argomento?


 

Purtroppo, non è stato affatto facile trattare un argomento cosi delicato e complesso, ma la necessità di esternare la frustrazione (come uomo) nel dover continuamente essere spettatori di episodi di violenza di ogni genere nei confronti delle donne e la voglia di abbracciarle in maniera solidale, quasi a volerle sostenere incoraggiare a ribellarsi e a vincere questa piaga sociale ingiusta e indegna, mi ha spinto a scrivere 4 tracce di rock adrenalinico, che spero aiutino a dare energia positiva all’ascoltatore, più un a ballata “Lonely Ducks”. In quest’ultima viene trattato contestualmente (come si potrà vedere nel videoclip in uscita il 25 febbraio ) un altro tema derivante dalla violenza domensica vissuto da un adolescente e cioè l’autolesionismo.


Qual’è l’approccio ed eventualmente il distacco che vi ha portato a parlare di queste argomentazioni?


Il mio è un approccio molto diretto e realistico, senza preamboli o giri di parole. Il tema và trattato per quello che è, un cancro silente che si nutre di malvagità, cattiveria e tanta ignoranza, che mi porta a sentirmi coinvolto in prima persona come individuo di una società “ferma” e “assente” , che logora fino alla morte i protagonisti di questo film assurdo.

 


Siete una band del profondo sud, nata a Lecce. Com’è il panorama rock nella vostra regione?


In realtà sono solo io originario del profondo sud (Lecce), mentre tutti i miei collaboratori ad eccezione di Angelo Zaminga (chitarre in Lonely Ducks / HANDS OFF) anche lui di Lecce, sono della zona di Modena, ma questo è un dettaglio, perché la musica e la passione per essa sono indipendenti dalla provenienza geografica....tuttavia avendo mantenuto i rapporti saldi con la mia terra natia posso dire con orgoglio che il sud è una “polveriera a celo aperto” dal punto di vista del fermento musicale, in particolare della scena rock, con centinaia di band originali ed autentiche, che si esibiscono ogni giorno ovunque ci sia la possibilità.

 


Di che colore è la vostra anima rock?


L’ anima rock, per me non ha un colore preciso, semplicemente è ROCK se pur con influenze che vengono da molto lontano, cioè dagli anni 70, ma aggiornatasi nel corso degli anni.

 


Quanto conta l’immagine di una band?


L’immagine in generale è molto importante perché rende “riconoscibili”.. ed oggi più che mai nel campo musicale può fare la differenza. Tuttavia resto dell’avviso che se manca una “sostanza” concreta nei contenuti, ogni progetto è destinato a svanire molto presto!

 

In questo momento particolare che sta attraversando il mondo musicale, cosa vorresti dire a chi si avvicina nel 2020 alla musica?

 


L’unica cosa che credo bisogna fare è quella di studiare e prepararsi il più possible, cercare di essere originali e di non aver paura di contaminarsi. In fine di NON SMETTERE MAI DI DIVERTIRSI A FARE MUSICA!