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Francesco Yggdrasill Fallico, benvenuto sulle pagine di Insine Voices Labirynt. Potresti presentarti ai nostri lettori che ancora non hanno avuto il piacere di ascoltarti in Radio?


Ciao a te Mauro, un saluto a tutta la grande famiglia di IVL e ai suoi lettori!
Che dirvi di me senza annoiarvi?
Sono un figlio della Trinacria, trapiantato da un decennio in Toscana e amo questa bellissima musica sin dalla prima adolescenza, tant’è che già alle medie avevo il mio programmino radiofonico di rock e metal, poi nel 1999, venne fuori l’idea del The Night Of The Living Dead, dove, oltre ai consueti mostri sacri, iniziai ad occuparmi dell’underground più nascosto, dando ampio spazio alla scena italiana.


Partiamo subito a bomba. Sappiamo che collabori con i ragazzi di “Facciamo valere il Metallo Italiano”. Perché pensi che il Metal Italiano debba essere valorizzato?  Quali sono i suoi punti di forza?


Sì hai detto bene, dopo qualche anno di assenza dall’etere radiofonico, ho ripreso le programmazioni nel Settembre 2018, poco dopo, entrai in FVIMI, divenendone subito parte integrante e voce ufficiale di questo programma che porta il nome della pagina e che va in onda ogni martedì, dando spazio esclusivamente alle band tricolori.
Con FVIMI portiamo avanti questo obiettivo, già iniziato dagli altri admin 6 anni fa, che è quello di dar risalto alla nostra scena, poiché, realmente, essa nasconde tante perle, oltre ad alcuni nomi blasonati, famosi ancor più all’estero che qui da noi.
Punti di forza? Beh abbiamo un bagaglio culturale immenso, molte band hanno veramente voglia di fare, così come accadeva nei primi ’80 e quindi sono davvero molto ottimista sotto questo aspetto.


Ha ancora senso nel 2020, con l'esistenza delle Playlist personalizzate condivisibili sui social, la presenza di una Radio per far conoscere le nuove
realtà agli appassionati di musica Metal?


Sono sicuramente di parte nel risponderti, ma ti dico con massima certezza…SI’!!!
La playlist fine a se stessa è qualcosa di freddo, in un programma radiofonico si possono invece scoprire tante piccole curiosità e può esserci una bella interazione.
Personalmente, cerco di arricchire la puntata, senza limitarmi a presentare il brano e poi, di tanto in tanto, organizzo delle puntate speciali, nelle quali, ospito una band, e con i componenti ascoltiamo e sezioniamo l’album o la loro carriera, parlando, letteralmente di tutto, prendendo spunto dalle loro opere, per poi arrivare veramente all’intimità di ognuno degli interlocutori.


Quando ti arriva un nuovo CD da mettere in Radio cosa guardi della confezione?  Scegli tu le canzoni che andrai a mettere o le lasci scegliere ai
ragazzi della band?

Nota dolente!
Gli anni in cui le etichette, i distributori e le band stesse, mandavano i cd fisici, sono, purtroppo, molto lontani, anche se, perdonami la nota polemica, a volte vedi gente, ricoperta di materiale, senza che però dia un supporto concreto, tale da giustificarne la mole.
Tornando alla tua domanda, il cd fisico è per me il massimo, sono un maniaco dell’originale e, anche nelle mie recensioni, pongo molta attenzione al booklet, alla grafica e ai testi.
Per quanto riguarda la scelta dei brani da inserire in scaletta, a volte sono segnalati dall’etichetta e dalle band, in quanto singoli, ad esempio, ma quasi sempre sono io a scegliere, adottando un doppio criterio, considerando che do diversi passaggi alle band nei miei programmi.
Il doppio criterio è semplice, al pezzo di punta, alterno anche il brano meno
gettonato, proprio per dare un quadro di lettura più ampio, mi piace scovare le gemme insomma!


Ormai sono molti anni che hai avuto modo di seguire, più o meno da vicino, lo sviluppo del Metal non solo tricolore. Dove pensi si dirigerà negli anni a venire il nostro genere musicale preferito?

 

L’evoluzione è continua.
Nel corso di questi decenni abbiamo visto il nascere di tantissimi filoni e sottogeneri, quasi sempre fonte di arricchimento per un genere che non smette mai di dare emozioni.


Quali credi che saranno i gruppi che in futuro faranno i grandi numeri, quando i Big di oggi getteranno la spugna per (evidente e meritatissima) anzianità?


Tantissime sono le band capaci di convogliare tanti ascoltatori, anche se, ad onor del vero, non si può certamente parlare di MOSTRI SACRI, così come eravamo abituati a fare un tempo.


Avendo il polso della situazione tramite la tua lunga attività in Radio pensi che sia possibile in futuro assistere alla nascita di un album epocale del calibro di "Kill 'em all" o "The number of the beast" tanto da segnare un nuovo slancio del metal?


Mi riallaccio alla domanda di poco fa, lasciata vaga di proposito. Ribadisco che i due album citati, ai quali potremmo aggiungerne altri, pescando in vari sottogeneri, restano irripetibili e, per quanto la scena attuale abbia tante realtà valide, siamo, ad onor del vero, molto distanti da ciò che fu.
La mia generazione e quella che l’ha preceduta, han vissuto la fase di creatività massima, dove, si partiva da emozioni vere e ogni singola nota era sudata e goduta, sia da parte degli esecutori, sia da parte di noi ascoltatori…ora, purtroppo, troppo spesso, non si è più capaci di ascoltare con attenzione e di far proprio l’album con il quale ci rapportiamo.

Cosa pensi dell'odierna fruizione della musica da parte del pubblico? Perché un giovane dovrebbe spendere dei soldi per acquistare un Vinile/CD anche di una band emergente quando potrebbe comodamente scaricarlo da Youtube o Spotify pagando niente o quasi?


Mi riallaccio ancora, e ti ringrazio, per queste belle domande…
Sono figlio di una generazione che non conosceva internet, ma che pur avendo pochi album all’inizio, li conosceva in ogni singolo dettaglio, affidandosi anche al tape trading e al confronto con i fratelli, oltre che agli spunti dati dalle riviste di settore.
Oggi, mi imbatto in gente che ha giga e giga di musica sul pc, ma che in realtà non conosce nulla o, parla, semplicemente per sentito dire, avendo letto qualcosa sui social…
L’acquisto di un album è qualcosa di sacro, come ti dicevo in risposta ad un’altra domanda, nulla può sostituire la bellezza di sfogliare un booklet mentre lo stereo spara a volume alto il cd appena comprato!


Si sente spesso dire che il Metal è un genere chiuso ed auto-celebrativo, nel senso che tende a riproporre (spesso solo con suoni moderni) quanto proposto dai mostri sacri del passato, con la sola differenza che "Questo album" ;abbiamo composto noi quindi meritiamo la stessa attenzione di una Big band. Cosa ne pensi di questo atteggiamento che hanno molte band emergenti?


Le band emergenti spesso peccano di presunzione e si sentono arrivate solo perché hanno realizzato un album (magari con i soldini dei nonni).
L’attenzione la meritano tutti, ma sai cosa succede frequentemente?
Li contatti e ti snobbano, li passi in radio e ti snobbano, parli di loro e ti snobbano, perché tutto è dovuto, salvo poi perdersi nel nulla.


Dal tuo punto di vista perché il Metal in Italia non ha lo stesso successo della musica italiana (sia essa cantautorale o trap o altro) che passa nelle radio mainstream?


La classica cultura popolare italiana ha sempre visto il rock, tranne che nel caso dei colossi prog anni ’70, come qualcosa di poco valido, di ignorante, anche se poi, tantissime realtà musicali hanno al loro interno dei musicisti bravissimi e, concettualmente si muovono tra letteratura e filosofia, passando per tematiche sociali o quant’altro.
Altro punto a sfavore è poi dato dal tipico atteggiamento italiota per il quale tutto ciò che viene da casa nostra è pessimo, così che gli ascoltatori boicottano le band e quest’ultime, troppo spesso purtroppo, si fanno tra loro una guerra tra poveri basata sull’invidia.


Secondo te perché tra mille mitologie quella nordica è quella che piace di più e che trova più spazio nella musica Metal?

Beh per quanto mi riguarda la mitologia rappresenta una fonte molto importante.
Personalmente, grazie ai miei studi classici, ho approfondito la greca e la latina, a noi culturalmente più vicine, per poi spaziare in tutte quelle nate e sviluppate a ridosso dell’area mediterranea e orientale.
La nordica rappresenta una delle più abusate, spesso però in maniera distorta, semplicemente perché molte band provengono dalla scandinavia, o perché tanti testi si rifanno a quel tipo di mitologia.
Io conobbi tutto ciò che riguarda la mitologia nordica, nei primi anni ‘90, grazie ad un bellissimo testo di Gianna Chiesa Isnardi, approfondendo poi il tutto durante gli studi universitari; il mio nome di battaglia, l’albero cosmico, risale a più di 25 anni fa e lo scelsi per uno dei significati che esso racchiude, la sua voglia di resistere malgrado tutto e tutti…


Bene, l' intervista è finita e nel ringraziarti ti informo che adesso hai a disposizione tutto lo spazio che vuoi per dire la tua. A te!


Innanzitutto grazie ancora a te e agli amici di IVL!
Solitamente sono abituato a far domande e non a dar risposte, ma questa è stata davvero una sorpresa graditissima, alla quale ho dato subito massima disponibilità.
Vi invito a supportare concretamente la musica, soprattutto underground e ancor di più italiana!
Non limitatevi ai like sui social, ma partecipate attivamente!
Acquistate gli album, il merchandise e, quando possibile, andate ai concerti!!!
D’ora in poi non avete scuse e, se siete curiosi, potete scoprire tante belle realtà ascoltando i programmi radiofonici che trovate in onda e, vi assicuro che ce ne sono di veramente validi!
Se vi va vi aspetto anche nei miei appuntamenti, il martedì con Facciamo Valere Il Metallo Italiano ed il giovedì con The Night Of The Living Dead…ogni dettaglio lo trovate sulla mia pagina facebook.
Lancia in resta!

 

Links per seguire Francesco:
The Night Of The Living Dead