Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

FROM THE SHORES: Questa è un'ottima domanda. Abbiamo ambito a confezionare un prodotto di qualità, scremando continuamente migliaia di idee fino ad arrivare a quello che adesso è l'album. Tocca a voi adesso dirci se ci siamo riusciti.

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

FROM THE SHORES: Credo che il titolo, 'Of Apathy', lo sintetizzi. Rappresenta uno spezzone della nostra vita come band e canalizza tutte le sensazioni che lo hanno caratterizzato. Vuole simboleggiare quanto i pezzi abbiamo svolto una funzione catartica.

 

Synth Lord: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

FROM THE SHORES: I gruppi che ci hanno messo tutti d'accordo da subito sono stati At The Gates e The Black Dahlia Murder. Oltre a questi anche Dissection ed As Hope Dies sono stati una componente importante. Una via di mezzo tra passato e presente. 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

FROM THE SHORES: Piuttosto differenti direi. Per quanto riguarda me e Giorgio abbiamo iniziato dal punk rock e dall'hardcore a cui siamo ancora legati, Luca e Leo hanno un backgrund molto più metal, mentre Nicolò, oltre a suonare con noi, produce beats hip hop. Ci piace variare sia negli ascolti che in quello che suoniamo e credo si possa sentire. 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

FROM THE SHORES: Ci sono molte band con le quali sono cresciuto che facevano della componente politica un fattore essenziale. Basti pensare a Bad Religion, Lagwagon, Nofx, Strung Out e tornando ancora più indietro Clash e Sex Pistols. Credo che trasmettere correttamente una precisa ideologia tramite una canzone sia molto complicato; quello che è scritto è scritto, non c'è modo di controbattere ad eventuali fraintendimenti che potrebbero crearsi. I nostri testi sono più legati alla sfera personale, anche se in alcuni pezzi la nostra visione della religione è piuttosto presente. Qualunque sia il messaggio che più preme trasmettere, l'importante è essere coerenti. 

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

FROM THE SHORES: Parlare di scena è sempre molto complicato. Esistono tante band valide che continuano a confezionare prodotti di qualità e che riescono a farsi apprezzare anche all'estero. 

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

FROM THE SHORES: Penso che la produzione debba essere in linea con il tipo di prodotto che si intende confezionare. Ovviamente anche avere le idee chiare è fondamentale, ed è una cosa che si acquisisce col tempo. 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

FROM THE SHORES: I Black Dahlia Murder sarebbero la prima scelta per tantissimi motivi.

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'è cambiato il mondo musicale nell'era di internet? Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

FROM THE SHORES: L'approccio c'è, anche se è radicalmente cambiato.

La diffusione e ancora di più la fruizione avvengono in modi e tempi estremamente diversi rispetto al passato. Ma va bene così, i tempi cambiano.

 

Falc.:

1)Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti veri e propri. Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una volta invece era così forte?

 

FROM THE SHORES: Credo che sia un insieme di concause, in primis quella economica. Qualche anno fa potevi permetterti di andare a più concerti, alcuni che magari ti interessavano anche solo relativamente. Adesso è innegabile che si debba essere più selettivi. In minima parte potrebbe anche essere dovuto al fatto che tanti tour interessanti in Italia non ci passano proprio più.

 

2)Di questi tempi, vale ancora la pena incidere dischi? Oramai se ne vendono sempre meno. Vedo spesso Bands costrette ad indebitarsi per registrare. Voi come la vedete?

 

FROM THE SHORES: Il disco resta sempre il tuo primo biglietto da visita. E' il modo che hai di proporti al pubblico e alle label. Anche ai concerti resta comunque qualcosa di richiesto. C'è chi preferisce invece registrare un pezzo alla volta, magari seguito da un video. Sono strategie diverse ma entrambe a mio parere valide.

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

FROM THE SHORES: Grazie allo staff di Insane-Voices-Labirynth per lo spazio. Il nostro disco è disponibile in streaming su diverse piattaforme digitali, dateci un ascolto.