Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal? 

 

Amedeo F. 

Son cresciuto ascoltando i Deep Purple e Queen e all'età di 10/11 anni scoprii Korn (gruppo a cui son molto legato), Deicide (dove iniziai a fare i primi versi cantando le loro canzoni), Slipknot e i Maximum The Hormone e da lì nacque tutto.

Amedeo C.

Sono sempre stato a contatto con il rock e il metal grazie ai miei genitori e mio fratello, ma fino ad una certa età non mi sono mai interessati più di tanto. È stato quando ho conosciuto Amedeo che ho cominciato ad interessarmi alla musica e a voler imparare a suonare uno strumento, e se quando ero piccolo mi risultava difficile ascoltare Master of Puppets, adesso non riesco ad arrivare a fine giornata senza aver sentito almeno una volta Pest Teufel Apokalypse dei Belphegor.

Edoardo V.

Scoprii di amare la musica metal con gli Slipknot, quando un mio vecchio amico a 13-14 anni mi disse:-Ehi, ho trovato questo gruppo di matti con le maschere, vuoi ascoltarli? (le canzoni erano Left behind e Duality). In seguito mi spostai nell'ambito del black metal esplorandolo in lungo e in largo; trampolino di questa passione fu la scoperta dei behemoth, ai tempi dell'album Evangelion.

Fabio S.

Ero ancora piccolo ed ero in prima media quando mia sorella mi ha portato a casa un cd e mi disse di ascoltarlo. Era Toxicity dei System of a Down. Da lì in poi mi sono innamorato di questo genere.

Matt (Innerfrost)

Cominciai ad ascoltare metal grazie a mio cugino (che attualmente suona con me in un altro gruppo), quando cominció a passarmi i primi dischi dei Maiden ecc, successivamente in parte grazie ad un amico che mi fece ascoltare la band di suo padre, i Profecia, band che mi fece apprezzare da subito la scena metal estrema, e in seguito persi la testa per band come Godsmack e Motorhead e da li capii che strada volevo seguire.

Rebecca V.

Sono sempre stata a contatto con questo genere sin da piccola grazie ai miei genitori, soprattutto grazie a mia mamma, che mi faceva ascoltare gli Iron Maiden sin da quando ero nel pancione. Verso le scuole medie ho iniziato ad interessarmi di più e a scoprire gruppi nuovi.

 

Igor Gazza:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

Amedo F.

È semplicemente un machete con il nome del nostro gruppo...cosa c'è di più cattivo di un machete arrugginito? 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

Amedeo C.

Per ora il nostro obbiettivo primario è  riuscire a rilasciare un full lenght, a cui stiamo già lavorando (si tratterà di un concept album), speriamo che piaccia al pubblico e che Dio ce la mandi buona! Per quanto riguarda la nostra massima aspirazione, credo che nulla ci piacerebbe di più che aver la possibilità suonare al Wacken.

Sul nostro futuro purtroppo non so dirvi nulla, abbiamo molta strada da fare e avremo bisogno di supporto sicuramente

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

Edoardo V.

Per gli effetti intendo iniziare a usare in sala e nei futuri live gli stessi effetti utilizzati per la registrazione dell'EP. L'obbiettivo è di creare un effetto grezzo che funga da tappeto sonoro per dare "rotondità" al tutto.

Amedeo C.

Volendo esser il più fedele possibile a come abbiam registrato, cerco sempre di utilizzare meno effetti possibile, a meno che la composizione non richieda qualche effetto in particolare. Utilizzo per lo più un compressore e un wah pedal (quest'ultimo solo live e neanche così spesso), per il resto la distorsione e quel poco di reverbero che utilizzo sono direttamente dalla testata.

Matt (Innerfrost)

Come Pedaliera attualmente uso una Boss gt-10. Principalmente o uso spesso i chorus o comunque dei riverberi settati in modo da combaciare col nostro modo di suonare, successivamente, chissà, magari comincerò a settare ulteriori effetti per i prossimi brani.

Rebecca V.

Siccome non sono amante degli effetti mi limito alla semplicissima distorsione. In studio, per registrare il pezzo che ho scritto, "The Game", abbiamo deciso di usare un effetto per l'intro ma nei live uso il suono pulito.

 

Silvia Agnoloni:

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

Matt (Innerfrost)

Al momento io e Amedeo Finati siamo in contatto con varie persone che operano nel campo del press office o in webzine e riviste nazionali e internazionali che si occupano di interviste e recensioni.

L'idea ora è di cominciare a suonare in giro e organizzare date in giro per l'Italia, nel mentre non smetteremo certo di comporre.

 

Ed:

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? come vi ponete nei confronti di esso?

 

Amedeo F.

Penso che la meritocrazia non esista più e ho detto tutto. Come ci poniamo? Facendo numerosi sacrifici di ogni genere.

 

Curse Vag:

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

Amedeo C.

Ciò che più mi preme quando scrivo/compongo è cercare di comprendere e comunicare un senso di libertà. Libertà non intesa come tendiamo a fare di solito, ma qualcosa di profondo, qualcosa che va ricercato guardando dentro noi stessi: la libertà di essere le persone che siamo, il tutto chiaramente espresso in base alla canzone. Potrà risultare banale, sono il primo a dirlo, ma dal basso della mia opinione credo che il motivo per cui ripetiamo le banalità sia proprio per non dimenticarle, poiché la loro utilità è spesso sottovalutata e maggiore rispetto a cose più complicate.

Rebecca V.

Quando scrivo i pezzi mi piace sfogarmi e trasmettere ciò che con le parole non riesco a dire. Il pezzo che ho scritto trasmette la rabbia che provavo in quel determinato periodo.

 

Synth Lord:

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band? 

 

Amedeo F.

Nessuna band in particolare ci ha spinti nell'impresa, solo la voglia di far qualcosa tra amici ci ha portati a questo. Sicuramente una grande influenza c'è stata donata dai Pantera e dai Lamb Of God.

 

Nicole Clark:

Avete background musicali simili o differenti?

 

Amedeo C.

Abbiamo background estremamente differenti e side project vari (nel mio caso i Drag me into nowhere). Personalmente mi piace, questa cosa permette di vedere la stesura dei pezzi da punti di vista differenti, e di conseguenza arricchire il tutto, avere una gamma di esperienze variegate è sempre utile anche perché permette la crescita personale di ognuno dato che c'è sempre qualcosa da imparare l'uno dall'altro.

Matt (Innerfrost) 

A parer mio abbiamo background quasi totalmente differenti, il che non penso sia del tutto una cosa negativa, se puó aiutarci a plasmare i brani con qualcosa di originale o comunque personale. Io principalmente ho sempre suonato nell'ambiente black metal, in passato coi Kadaverica, attualmente coi Myr o nell'ambiente Death coi Ny Mynd, quindi per me è un esperienza assolutamente nuova e che mi sta aiutando molto, non avendo mai avuto esperienze col Groove. Anche a livello di preparazione siamo molto distanti, specialmente io e Amedeo Casale. Io ho sempre suonato un maniera diciamo "ignorante" essendo autodidatta. Non ho problemi a comporre o a seguire gli altri ma lo faccio senza un minimo di concezione teorica, il che ha i suoi pro e i suoi contro; mentre Ame è più tecnico, preparato a livello teorico ecc... Nonostante le nostre differenze dovute all'esperienza o al nostro gusto personale, credo che siamo molto in sintonia come band, siamo persone "stilisticamente" lontane in quanto a gusti ma insieme ci capiamo alla perfezione e la cosa ci unisce molto.

 

Deliverance:

Come vi siete conosciuti?

 

Matt (Innerfrost)

Edoardo è la prima persona del gruppo con la quale sono entrato in contatto e che conosco da più tempo, avendo anche in comune un progetto che al momento è ibernato. Ricordo che andando alle loro prove quando i Geschlecht erano ancora in 5 feci subito amicizia con gli altri membri del gruppo, ogni tanto cazzeggiando gli chiedevo se potevamo fare un brano tutti assieme così per goliardia diciamo. Non so sinceramente cosa li portó a volermi nella band, non so cosa abbiano visto in me al punto da volermi come sesto membro. Fatto sta che un giorno a caso mi trovo un messaggio dal nulla di Amedeo Finati che mi fa semplicemente "Alle prossime prove suoni con noi". Non avrebbe accettato un no conoscendolo e allora mi dissi che in fondo non era una cattiva idea, potevo provare e vedere come mi trovavo, e in effetti ci trovammo subito, i pezzi li imparai abbastanza in fretta anche se per me era un mondo nuovo e da li abbiamo deciso di proseguire.

Amedeo C.

Il primo che ho conosciuto è stato Amedeo a 11-12 anni, con il tempo siamo diventati fratelli nonostante all'inizio non andassimo molto d'accordo. Il secondo è stato Edo, che abbiam conosciuto sul treno per andare a scuola, anche se è entrato nel gruppo dopo la formazione quando Ame è passato alla voce; Fabio ci è stato presentato da un amico comune, in occasione di un esibizione. È con lui che io e Amedeo abbiamo formato il primo nucleo del gruppo. Per quanto riguarda Rebecca.....è una storia divertente: era entrata in sala prove per suonare con l'altro suo gruppo, mentre stavo mettendo via la mia roba finite le prove con i Geschlecht. Mi ricordo che abbiam cominciato a parlare, e nel momento in cui saltò fuori la nostra passione comune per il metal istintivamente le chiesi di entrare nel gruppo, avevo un buon presentimento su di lei e infatti si è rivelata un'ottima chitarrista e un buon membro del gruppo.

Mattia già lo avevo conosciuto tramite Edoardo, e inizialmente doveva fare da turnista in un periodo in cui Rebecca non aveva la possibilità di esibirsi con noi. Tuttavia si è rivelato un elemento prezioso e un buon amico, perciò gli abbiam chiesto di rimanere con noi come terza chitarra. Il resto è storia.

 

Falc.:

Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti veri e propri. Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una volta invece era così forte?

 

Edoardo V.

Per quanto riguarda i concerti ci sono moltissimi motivi (soldi, luoghi a volte anche molto lontani). Ma il motivo principale è che la gente (secondo me) ha perso la magia dell'andare in giro per live.

Matt (Innerfrost)

Purtroppo molte persone oggi, specialmente in Italia, vivono coi paraocchi, la scena è divisa tra defender, trve, blackster, deathster, progster ecc oppure preferiscono spendere 100€ per andare a vedere band grosse o l'ennesima stracazzo di cover band di turno ma quando si parla di andare a 20 minuti da casa a sentire dei ragazzi che magari propongono qualcosa di interessante o nuovo o personale nessuno alza il culo dal divano. 

È una cosa che fa abbastanza incazzare.

Si è persa molta di quella voglia di scoprire band nuove, perchè ancora ce ne sono, poi capita che per soldi o tempo a volte non si possa, ma per molti non è quello il caso.

Le band ci sono, i locali bene o male pure (nonostante una purtroppo alta chiusura di molti locali che per molti ragazzi sono stati storici).

Spetta solo a noi toglierci i paraocchi e riscoprire quella grinta e quella voglia di conoscere e supportare nuove band che hanno fatto molte persone prima di noi.

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

Matt (Innerfrost)

La scena Italiana c'è eccome e racchiude al suo interno band veramente valide.

Molto spesso leggo la classica frase "La scena Italiana non esiste". 

NO stronzi la scena esiste eccome!! 

È viva e cerca semplicemente di emergere quanto più possibile. E sono sicuro che quando ció accadrà, si scoprirà la vera bellezza che si cela nella scena metal Italiana, che, a parer mio, non ha nulla da invidiare a nessuno.

Illumina il tuo giorno.