18 LUGLIO 2019

Intervista Alla Melodeath Metalcore Band Italiana Give Up The Ghost

A Cura Di Melissa Ghezzo

Intervista Alla Melodeath Metalcore Band Italiana Give Up The Ghost A Cura Di Melissa Ghezzo, IVL, INSANE VOICES LABIRYNTH OFFICIAL

Benvenuti su IVL!! Come prendono forma i Give Up The Ghost? 

 

I Give Up The Ghost nascono nel 2016 da un’iniziativa di Yann e Thomas Gualtieri, 
rispettivamente batteria e tastiere. Dopo moltissimi cambiamenti, la line-up si assesta su quella attuale : Christopher Mondaini (voce), Michele Vasi e William Imola (chitarre), Lodovico Venturelli (basso), Rolando Ferro (batteria) e Thomas Gualtieri. 


 


Perchè la scelta di proporre un genere fondendo il death e il metalcore? 



Non parlerei proprio di una scelta; si tratta piuttosto del frutto dell’unione dei generi preferiti 
della band. 


 


“Give Up The Ghost”, perché questo nome? 



Give Up The Ghost significa “rendere l’anima “, sia nel senso di morire che di arrendersi. 
Noi lo intendiamo al contrario, quindi “don’t give up the ghost “: il nome serve a ricordarcelo. 


 


Il vostro brano “Archetype” mi fa venire in mente un po' i Cradle Of Filth e la loro collaborazione con Liv Kristine. Vi hanno ispirato in qualche modo oppure è una coincidenza? 



In verità a noi in primis non ricorda nulla del genere, quindi suppongo si tratti di impressioni molto personali, probabilmente basate sul proprio background musicale. 


 

 

“Before Heading Home”, è il disco uscito a dicembre 2018. Di cosa parla questo nuovo lavoro? 



Before Heading Home è un disco che racchiude parte del passato della band, come composizione infatti risente ancora molto del melodeath. Quindi, se casa è il nostro nuovo genere, prima di dirigersi a casa abbiamo scelto di pubblicare questo disco. 


 


In questo ultimo lavoro si sente una voce femminile, perché la scelta di “ammorbidire” i brani con una voce dolce? 



La voce femminile, nell’album Gaia Dondi, fa parte della precedente linea compositiva, nella quale cercavamo costantemente un dualismo uomo-donna nelle canzoni. Allo stato attuale non abbiamo più una voce femminile e anche i pezzi dell’album in live sono riarrangiati al maschile col supporto dei cori. 


 


 La copertina di “Before Heading Home” mi fa venire alla mente un viaggio nel tempo, come se stessi raggiungendo un portale per un'altra dimensione. Cosa ne pensate di questa sensazione? 



La copertina dell’album è metaforica e come tale soggetta ad interpretazione. Nell’idea originale rappresenta la scissione di un uomo in due entità: la prima prosegue il viaggio mentre la seconda si ferma e si accascia al suolo. Nel contempo la città sullo sfondo, meta del viaggio, risulta in rovina. 


 


Cosa pensate di questo fragile momento che sta attraversando la musica? 



Dipende che cosa si intende per fragile e per momento. Purtroppo, in Italia è sempre stato un momento fragile per la musica inedita al di fuori dei generi radiofonici. Altrove la situazione 
è meno critica, fermo restando che con la crisi dei supporti fisici ad opera dell’avvento del digitale, la quasi totalità degli introiti di una band vengono dal merchandise venduto ai live.