Intervista alla band italiana  Philosophy Of Evil (P.O.E.)

A Cura Di Melissa Ghezzo

 

 Chi sono i P.o.E?



 

I P.o.E. sono una band alternative metal (a noi piace definirci theatrical horror metal) con brani originali e forti influenze dark/horror. Abbiamo appena fatto uscire il nostro nuovo album, un LP di 13 tracce intitolato "Of Humanity And Other Odd Things", che si può ascoltare interamente in digitale, insieme al singolo cover “This is Halloween”. Abbiamo all'attivo anche un precedente EP di 5 canzoni del 2015, intitolato "The Tell-Tale Heart".

Siete ispirati da Edgar Allan Poe, qual'è la spinta che vi è stata fornita da questo poeta per iniziare il vostro percorso?

Come spesso accade, è partito tutto quasi per gioco. L’amore per la musica e per il                 maestro della letteratura dell’orrore hanno dato vita alle prime canzoni che fanno parte dell’ep “The Tell-Tale Heart” (non a caso il titolo del disco è lo stesso di uno dei racconti di Poe). Quello che più ci ha colpito di questo geniale artista è il saper raccontare la pazzia dal punto di vista del folle. E quindi abbiamo pensato: perché non fare lo stesso attraverso la musica?




Vi siete uniti nel 2012, quali sono state le difficoltà nel formare una band? Se ce ne sono state…



 

Le difficoltà che si incontrano abitualmente quando si forma una band. Se in un primo momento è iniziato tutto per divertimento, gradualmente è normale che si richieda sempre di più da se stessi, perdendo magari qualche membro per strada. Tuttavia, una volta trovata la formazione giusta, abbiamo sempre proseguito dritti per la nostra via senza particolari intoppi.



Avete una presenza scenica che attrae, maschere... face painting... Quanto conta l'immagine per colpire il pubblico?

 



L’immagine nel nostro caso conta tanto quanto la musica. È tutto finalizzato a ciò che vogliamo raccontare, e ciò parte già da noi stessi e dei nostri personaggi che portiamo sul palco, prima ancora che dalle canzoni: ciascuno di noi ha una storia alle spalle, che fa parte del micro-mondo dei P.o.E.. Ciascuno è un tassello che sul palco va a dare forma e vita alla nostra narrazione.



Nel 2019 rilasciate il vostro ultimo album “Of Humanity And Other Odd Things” . Quali sono le tematiche trattate in questo disco?



 

"Of Humanity And Other Odd Things" è un viaggio nelle stranezze dell'essere umano, un racconto che mette in luce gli aspetti più inquietanti e grotteschi dell'uomo. L'uomo non è libero: è schiavo della sua natura conflittuale, diviso tra bene e male, due facce della stessa medaglia; schiavo delle sue emozioni, primo fra tutti l'amore, che nella nostra visione è in stretta relazione con la morte; schiavo della sua presunta fede nella ragione. La progressiva presa di consapevolezza di questa condizione non può che sfociare in una schizofrenica follia.



Dite di parlare dell'animo oscuro dell'essere umano... e qual è l'oscurità che vi circonda?

 



L’uomo ha sempre un lato oscuro. Per citare un film che adoro (“Assassini nati”, di Oliver Stone): “Tutti quanti noi abbiamo un’ombra, e non possiamo liberarcene”. Noi non facciamo altro che mostrare quell’ombra e raccontarne le molteplici sembianze.



Invitate il pubblico a non prendervi troppo sul serio, in che modo “sdrammatizzate” la vostra musica?

 



La musica, come ogni altra forma d’arte, ha l’incredibile potere di sospendere il giudizio, morale o etico che sia. Questo superpotere ci permette di parlare degli aspetti più oscuri e sanguinosi dell’essere umano, per poi riderne di gusto. Ad esempio, una delle nostre canzoni (“Ratz Everywhere!”) parla di Hitler, dal punto di vista di Hitler stesso. Un uomo deviato, malato, completamente folle. Ed è per questo che lo presentiamo in un modo grottesco e ironico.



Qual'è l'augurio che vi fate per questo 2020?

 



Abbiamo da pochissimo firmato con una nuova etichetta, Revalve Records. Ci auguriamo una fruttuosa collaborazione e un 2020 ricco di live. Nel frattempo, stiamo mettendo ordine alle idee per il futuro nuovo disco, per cui continuate a seguirci!

Grazie per aver condiviso con noi i vostri pensieri.