Intervista Alla Punk Band Italiana

Sex N' Violence

A Cura Di Melissa Ghezzo

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Sex N' Violence, storica band italiana fondata nel 1998 in quel di Savona... Che cos'è cambiato in 22 anni di attività?

Buongiorno Melissa, e grazie per lo spazio concesso. Ti risponde Mark, voce & chitarra del trio. In 22 anni sono cambiate così tante cose che l’elenco più breve è quello opposto : la voglia e passione per la musica e la difficoltà nell’esibirsi non sono cambiate.
Per quanto riguarda il resto i mutamenti sono notevoli : siamo molto più pignoli nel curare i brani e la nostra preparazione in genere, oggi abbiamo chi ci segue e consiglia ( grazie a Red Owl Management e Just in Record ), stampare demo, ep o album fisici non è più richiesto, ed è molto meglio concentrarsi sull’incisione di un singolo brano per volta, magari puntando su  un video ben fatto. Tornando al discorso live, ho potuto notare che in alcuni paesi all’estero c’è l’abitudine a suonare live in streaming su social o siti  preposti, possibilità che non abbiamo scartato a priori, sono sincero.

“Punk Metal Sex Violence” è il nuovo album uscito per la Just in Record. Qual è la caratteristica principale di questo nuovo lavoro?

“PunkMetalSexViolence” è il nostro primo demo, inciso in presa diretta preso l’Alfa 1 Studio a Savona domenica 22 novembre 1998. Nel 2017 abbiamo iniziato a pensare di riprendere i brani originali di quel demo ed inciderli nuovamente per i nostri primi 20 anni, lavoro che ci ha portato via molto più tempo del previsto. Nel dicembre 2018 siamo riusciti ad avere pronto solo il singolo “This is my fucking Memory”, e, dopo non pochi intoppi, a fine 2019 l’album del 20ennale. Questo è quindi un album con brani datati (la maggior parte scritti tra il 1995 ed il 1998) arrangiati all’attuale sound della band.

“The Reign Of The Devil” è il primo singolo estratto dal disco uscito lo scorso dicembre, di cosa parla questo brano dalle sonorità death/black metal?

 

The reign of the Devil” parla dell’avvento del Diavolo nel nostro mondo, sorgendo da una grande voragine infuocata, coadiuvato da demoni ed arcidiavoli, portando odio, distruzione e morte sulla Terra. Questa è una semplice allegoria del male, in senso assoluto, che domina il nostro mondo da sempre. Può ricordare la descrizione della visione dell’avvento della Divoratrice di Mondi sul nostro pianeta nel romanzo “IT” di King.

Parlate di avvento del Male... Che cos'è per voi il “Male”?

Nulla di più semplice da definire : il male è (quasi)  tutto ciò che vediamo fuori dalla finestra (augurandomi che nessuno lo veda e subisca anche dalla parte interna della finestra), tutto ciò che, in modo più o meno veritiero, viene raccontato dalle tv o dai social. Il male è la causa del dolore, nella maggior parte dei casi.

Le ispirazioni che hanno caratterizzato la vostra musica alla fine degli anni '90, in che modo vi smuovono al giorno d'oggi?

Alcune band non esistono più, o sarebbe meglio non esistessero più, altre sono tornate dopo anni di silenzio…le ispirazioni non mancano mai!

Siete liguri, la Liguria è una regione che ha fatto nascere molti artisti di vari generi. Com'era e com'è fare musica estrema in una regione di mare come la Liguria?

A Savona siamo in due/tre band che si cimentano nel metal estremo oggi, questo può già fare intuire come sia l’ambiente qui in Riviera. I locali che danno spazio non tanto a questo genere, ma anche solo al rock “duro” sono pochi o inesistenti, il pubblico sempre minore e sempre meno interessato ad ascoltare. Durante la stagione estiva la situazione si complica ulteriormente, le persone vogliono sempre solo staccare la spina e non pensare, adagiandosi su ritmi latini o brani noti e stra-noti sorseggiando un cocktail con tanto di ombrellino nel bicchiere.

Com'è il vostro attuale approccio con il mondo dei social e la musica in digitale?

E’ necessario, ma non eccessivamente gradito. Preferiremmo suonare più live ed incontrare persone dal vivo invece di passare ore a caricare immagini o stories colme di hashtag&tag  con dubbi risultati.

Molti artisti vengono chiamati con uno pseudonimo a volte dettato da una caratteristica particolare di loro stessi. Mark Ice Draven, Teo Baddy e Dani Terminator, da cosa derivano i vostri nomi d'arte?

 

“Ice” era nomignolo che mi avevano affibbiato da ragazzino, descrivendomi “freddo come il ghiaccio” (niente di più errato) e “Draven” perché di norma porto capelli lunghi, look sul total black e giacca di pelle (spesso lunga). “Baddy” è il più piccolo del trio ed a volte il più “cattivello” , “Terminator” è un vecchio commento di un amico la prima volta che ha visto Dani dal vivo (sembra un robot, sembra Terminator!), è piaciuto ed è rimasto.

Da cosa nasce il bisogno di comporre una melodia estrema come può essere quella metal e punk?

La rabbia interiore vuole uscire fuori, e spesso urla così forte che necessita di una voce altrettanto forte per poter essere espressa.

Cosa direste a chi si avvicina oggi alla musica?

Di cercare di ascoltare di tutto e senza confini, con orecchio più critico possibile, di non dimenticare il divertimento, e, se proprio è appassionato, di studiare uno strumento!