Salve ragazzi, è sempre un piacere poter scambiare quattro chiacchiere con le band del panorama Heavy Metal nazionale. Questa volta noi di I.V.L siamo andati a trovare i Silverbones, band Heavy/Power metal nata nel 2013 per volere di Andrea Franceschi.

 

Entriamo subito nel vivo dell'intervista parlando un pò del nuovo album intitolato "Wild Waves", com'è stato concepito e pensato?

 

Ciao, lieto di rispondere alle vostre domande!

Wild Waves è il nostro album di debutto sulla scena musicale internazionale e ci sta dando parecchia soddisfazione per l’ottimo riscontro ricevuto dal pubblico italiano ed estero. Chi già ci conosce sa che le nostre influenze derivano dal buon vecchio Metal ottantiano e, nello specifico, dall’arrembante musica dei tedeschi Running Wild. Il nostro è stato concepito come un album che richiamasse molto chiaramente questo genere, quasi come una continuazione di questo filone musicale che ci portiamo nel cuore e che abbiamo arricchito con alcuni spunti personali. La tematica dominante è l’epoca d’oro della pirateria e brani come Raiders of the New World, Queen Anne’s Revenge, Black Bart sono pura “tradizione”, ma abbiamo ritagliato dello spazio per altri ambiti come in Wicked Kinds, ispirata alla novella Il Signore degli Anelli, o nella sinistra The Undead. Wild Waves non intende rappresentare niente di innovativo o sperimentale, solo la nostra passione per l’Heavy Metal. 

 

Sempre riguardo al disco possiamo notare che il sound da voi scelto per affrontare tematiche piratesche è molto più classico e se vogliamo dire, tendente al passato. C'è forse una vena di nostalgia in questo album?

 

Proprio così, come ho anticipato poco fa. Wild Waves è un ottimo esempio di Pirate Metal di vecchia scuola, non alla Alestorm ma alla Running Wild per intenderci. Può sembrare un piccolo dettaglio ma personalmente la ritengo una differenza sostanziale. Non siamo dei nostalgici solo musicalmente ma amiamo creare quella particolare atmosfera retrò ad ogni nostro singolo concerto. Pelle e borchie fanno parte del nostro vestiario fin dalla nostra primissima esibizione. 

 

Sono passati cinque anni dalla formazione della band, in questi anni avrete sicuramente suonato in molte realtà, sia in Patria che all'Estero. Quali sono i vostri "trofei di guerra"? Siete sinora soddisfatti dei risultati ottenuti?

 

Sono passati 4 anni, in verità, dalla nascita del progetto nell’ormai lontano 2013. Sono stati anni di impegno e divertimento, guardando indietro possiamo dire con soddisfazione di aver raggiunto alcuni traguardi importanti. Farsi strada tra la miriade di gruppi che ambiscono ad emergere non è un compito così facile oggigiorno, ma la nostra costanza e e la nostra dedizione ci hanno sempre premiato. Sicuramente il trofeo più bello è stato prendere parte al Power of the Night Fest a Cipro, l'estate scorsa. Lo vedo come un primo passo verso il vero obiettivo dei Silverbones, ovvero esibirsi laddove c'è un vero e sano interesse verso il genere che proponiamo. L'esperienza è stata indescrivibile, tanto divertimento, tanta professionalità da parte di organizzatori e delle band e soprattutto il sentirsi parte di una vera fratellanza Metal. Altra piccola conquista di cui siamo particolarmente fieri sarà la nostra partecipazione al festival Acciaio Italiano che si terrà il 20 maggio all'Estragon di Bologna. Suoneremo assieme a band italianissime di tutto rispetto, siete tutti invitati a fare quattro chiacchere con noi davanti ad una bella birra.

 

Adesso arriva una domanda un poco più complessa. Cosa ne pensate della Scena Metal in Italia? In tanti, mi hanno persino detto "Ma quale scena, qui non esiste...". Insomma, quali sono state le vostre difficoltà?

 

Si tratta di una domanda alla quale spesso abbiamo già avuto modo di dire la nostra. Riteniamo che una scena Metal italiana esista e sia composta, per la maggior parte, di band di buon livello. La qualità e la varietà delle proposte musicali non mancano secondo noi, ciò che invece scarseggia in Italia è l’attenzione del pubblico verso questa sempre più ristretta realtà. Vuoi per il fatto che la musica al giorno d’oggi è più virtuale che mai o per la nostra brutta tendenza a rimanere chiusi ed indifferenti verso nuove musicalità, la situazione per una band emergente non è affatto rosea. viviamo in un paese nel quale purtroppo la creatività non è incentivata in alcun modo e gli spazi dedicati a realtà come quella della musica Metal si stanno riducendo sempre più. Personalmente imputo gran parte della colpa di questa situazione al fenomeno italiano noto come SIAE che, in barba ad espresse direttive europee, detiene ancora uno stato di monopolio estremamente dannoso per la libera circolazione della creatività musicale. Forte del suo strapotere tiene in scacco i locali adibiti ad esibizioni live con tasse esose e spese inutili, li costringe ad orientarsi verso programmazioni decisamente più commerciali per rientrare delle spese o, nel peggiore dei casi, a chiudere. La mancanza di spazi e condizioni adeguati è una grossa difficoltà che chi, proprio come noi, propone musica per passione su suolo italiano deve essere pronto ad affrontare continuamente.

 

Ascoltando la vostra musica si capisce la vostra passione per l'Heavy Metal più classico...Potreste dirci quali album vi piacciono di più considerato il vostro modo di suonare?

 

Hai colto nel segno! La nostra preferenza va al buon vecchio e classico Heavy Metal, la nostra scuola sono i Running Wild in primis. Ma, come si può cogliere dall’ascolto del nostro album Wild Waves, siamo anche influenzati da Iron Maiden, Judas Priest, Grave Digger. Se dovessi elencare tre dei miei album preferiti legati comunque alla musica dei Silverbones sarebbero: “Black Hand Inn” e “Death or Glory” dei Running Wild, “Painkiller” dei Judas Priest.

 

Quali sono i vostri obiettivi futuri? Album nuovo, eventuale tour?

 

Il futuro è ancora molto incerto ma siamo sicuri di queste poche cose: Secondo album al quale stiamo già lavorando tutti assieme, senza fretta ma con l’obiettivo di renderlo ancor più memorabile di Wild Waves. Tanta voglia di suonare e promuovere la nostra musica in giro per il mondo, e a tal proposito ringraziamo Metalmorfosi Management con la quale stiamo attualmente collaborando per raggiungere questo scopo.

 

L'intervista termina qui, vi ringrazio per averci concesso un pò del vostro tempo. Vi auguro tanta fortuna e ancora tanta musica!

 

Grazie a voi per lo spazio dedicatoci e per l’augurio, speriamo di averle sempre entrambe! Saluto fornendo ai lettori il link per poter ascoltare il nostro album Wild Waves:                                                                             https://silverbones.bandcamp.com/album/wild-waves

 

Andrea Franceschi