11 DICEMBRE 2017

A CURA DI VALERIA CAMPAGNALE

 

Alice Cooper ed il suo show da Gran Giugnole, è tornato a Milano, all’Alcatraz, dove ormai è di casa, il 30 novembre scorso, facendo soldout e portando la sua carovana di shock rock, che ormai col passare del tempo è per noi meno shoccante ma sempre rock, anzi, ogni volta, e chi mi conosce sa che non perdo mai un suo concerto, è sempre più carico di energia.

Un Alice in forma smagliante, accompagnato come sempre da quella che ormai è la sua band definitiva, che vede alle chitarre la splendida Nita Strauss, Tommy Henriksen e Ryan Roxie, al basso, il carismatico leader dei Beasto Blanco, Chuck Garric, ed alla batteria lo straordinario Glen Sobel. 

In realtà i suoi concerti poco cambiano, bambole mostruose, il gigantesco Frankenstein, spade, maschere antigas, ghigliottina, bastoni da passeggio, cilindri e le camicie, rigorosamente bianche, imbrattate di sangue.

Alice ha regalato una setlist differente questa volta, aprendo lo show con la bellissima “Brutal Planet”, giusto per far capire fin dall’inizio, che il ritmo parte con l’impronta rock a cui ci ha abituato, che insiste con la seguente “No More Mr. Nice Guy”, applaudita esibizione che infiamma il pubblico. 

Sinuoso in “Under My Wheels”, seguono i brani “Department of Youth” e “Pain”, cariche di quel pathos che riesce sempre a creare.

“Billion Dollar Babies”, accompagnata dalla classica spada a cui sono infilzate le banconote dei dollari che lo raffigurano, e che elargisce con arroganza al pubblico. 

Se Alice non avesse intrapreso la carriera come musicista, sono certa sarebbe diventato una stella di Broadway, coi suoi cambi di abiti, le sue movenze e le scene con cui riempie l’esibizione dei brani proposti.

“The World Needs Guts” e la seguente “Woman of Mass Distraction”, accompagnano all’assolo di Nita Strauss, che personalmente spero proprio non abbia capito cosa le hanno detto tra il pubblico sia durante lo show che fuori mentre si aspettava la band uscire. Apro una piccola parentesi, vero che è una donna molto bella, ma se si continua a lanciarle commenti poco carini, si fa proprio una grezza figura.

Si riparte alla grande con “Poison”, urlato a squarciagola da tutto l’Alkatraz, “Halo of Flies” e l’assolo di batteria di Glen Sobel.

“Feed My Frankestein” dove un Alice legato e schernito dall’ infermiera, persevera a cantare, lo vediamo in un’intensa “Only Women Bleed”, e sempre con la stessa intensità interpreta “Paranoiac Personality”, tratta dal suo ultimo lavoro, e “Ballad of Dwight Fry”, che riesce sempre a commuovermi, nella sua decadente atmosfera che prosegue con “Killer” e “I Love the Dead”.

Note finali dello show, sono “I'm Eighteen” ed il suo inno “School's Out, accostato da “Another Brick In The Wall”, con quale saluta i fans tra coriandoli, stelle filanti e brividi di gioia, quella vera, che solo la musica riesce a regalare.

Sui socials, Chuck Garric, ci aveva promesso uno stage diving come lo scorso concerto, ha mantenuto la promessa, terminato il concerto si è gettato tra il pubblico.

Insomma nulla di nuovo, tutto rinfrescato e circondato da un alone fantastico, a noi Alice piace così, ironico, divertente ed irriverente, mostruoso, graffiante e sempre sorprendente, un musicista di quelli veri, genuini, sempre attento ai particolari, creativo genio. Come sempre, mi ha regalato grandi emozioni ed evasione dal quotidiano. Lunga vita al Re dello shock rock. 

 

Setlist:

Spend the Night Intro

Brutal Planet

No More Mr. Nice Guy

Under My Wheels

Department of Youth

Pain

Billion Dollar Babies

The World Needs Guts

Woman of Mass Distraction

Guitar Solo (Nita Strauss)

Poison

Halo of Flies (drums solo)

Feed My Frankenstein

Cold Ethyl

Only Women Bleed

Paranoiac Personality

Ballad of Dwight Fry

Killer

I Love the Dead

I'm Eighteen

School's Out (with “Another Brick In The Wall”)