14 OTTOBRE 2017

 

 

Il Wishlist Club, che recentemente è stato teatro di eventi musicali "alternativi" (anche grazie all'ottimo riscontro radiofonico di Radio Rock), il 6 ottobre 2017 dipinge le sue pareti con tre ospiti d'eccellenza, targati Dark Veil Productions & Kick Agency Studio.

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Live report e servizio fotografico a cura di: Alexander Daniel

(Yuri Fronteddu)

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ROME IN MONOCHROME:

Aprono le danze i Rome In Monochrome, formazione alternative metal romana all'attivo dal 2013 da un'idea di Gianluca Lucarini (cori, chitarra solista). La particolarità di questi ragazzi è il violino, suonato da Marco Paparella, caratteristica sempre particolare nonostante l'ormai riproduzione continua di tale nei gothic e symphonic metal. Con un EP, "Dark Anubis", in discografia - registrato con prima formazione - si rivelano come un ottimo gruppo d'apertura evento. Ben equalizzati ed eccellentemente seguiti dal pubblico, portano a casa un'ottima performance realizzando quattro canzoni, di cui una tratta dal futuro debut album. La ciliegina sulla torta la regala la gran forma della band, che in tutti i modi tenta di coinvolgere il pubblico, leggermente “addormentato” a partire dalle prime fila.

 

Between the Dark and Shadows

A Solitary King

Karma Anubis

Uterus Atlantis


 

NOSOUND:

Inizialmente, questa band era un solo project di Giancarlo Erra (voce, tastiere), a partire dal 2005. In seguito alla registrazione del debut album "Sol29", arrivano i componenti (anche attuali) per dare inizio alla loro salita attraverso l'alternative/art rock d'eccellenza, fra i migliori in Italia, in particolare a Roma, come attestano le loro uscite in DVD, con particolare riguardo a "The World is Outside" e la ristampa in doppio CD di "Lightdark" (2008). L'intrapresa live si compone di 7 brani "peccaminosi". Questi vengono ottimamente seguiti dal pubblico presente, destreggiandosi quasi perfettamente in performance, soprattutto dietro le pelli. Musica rock alternativa "con giacca e cravatta", cavalcano per mezz'ora un carrozzone di Eros e Thanatos, fra musiche avvincenti e accattivanti, come "Evil Smile" a meravigliose e spettacolari armonie, come "In Celebration of Life". In attesa dell'ascesa al palco degli Antimatter, il sound caratteristico e l'art rock dei Nosound riescono a mantenere caldi gli animi dei presenti.

 

Some Warmth Into This Chill

I Miss the Ground

In Celebration of Life

Evil Smile

Fading Silently

Places Remained

She


 

ANTIMATTER:

La formazione della band alternative metal Antimatter ha origine nel lontano 1997, da un’idea del fondatore ed ex bassista Duncan Patterson (Anathema) e Mick Moss. Dal 2005, Patterson lascia il progetto, ma intanto Antimatter ha già rilasciato tre album, “Saviour” (2001), “Lights Out” (2003) e “Planetary Confinement” (2005). Il progetto riporta un solo nome in lineup, ma si compone comunque di una sua compagine elettrica, definita del tutto dal 2013. In seguito all’uscita di “Leaving Eden” (2007) e “Fear of a Unique Identity” (2012), Mick Moss (voce) assume Ste Hughes al basso, Dave Hall alla chitarra solista e Liam Edwards alla batteria. All’evento del Wishlist, gli Antimatter elettrici propongono una setlist concentrata sull’ultima uscita del 2015, “The Judas Table”, ma senza disegnare il passato, giacché l’inizio con “Monochrome” ne dimostra le volontà. A seguire, sono “Killer” e “Paranova” ad assecondare gli animi caldi del pubblico del Wishlist, pronti a riascoltare “Black Sun”, tributo ai Dead Can Dance. Nonostante il brio degli Antimatter, il pubblico non esegue alcun headbang, ma partecipa unito alla nostalgia rilasciata della band, cantando qualche pezzo di strofa o di ritornello occasionalmente. A seguire, si ritorna ancora nel passato con “The Last Laugh”, “Angelic” e “Saviour”, per poi lasciare spazio ad avventate “A Portrait of a Young Man As an Artist” ed una profonda e quasi morbida “Can of Worms”. Il pubblico, qui, è più attivo e qualche raro headbang si riesce ad intravedere. La performance si avvicina man mano al termine e la band esegue “Over Your Shoulders”, “Leaving Eden” e “Wide Awake in the Concrete Asylum”, ancora prima del REBOOT (perché dire “remake” sarebbe incoerente con la realtà, ndr) tributario ai Pink Floyd, “Welcome to the Machine”. Ecco che qui gli Antimatter calano un po’, a livello qualitativo. Il brano dei Pink Floyd risultava ed è già perfetto così come fosse sin da quel famoso 1975, con le famose vibrazioni VCS3 e i sintetizzatori. Riproporla live al Wishlist è un rischio che sono stati disposti a correre, sebbene non abbiano convinto alcuni presenti fra le fila più disparate. Tutti i torti non avuti da questi ultimi nei confronti di questo reboot (comunque, non del tutto rischiato) vengono smentiti con la falsa ultima “Stillborn Empires” e l’encore con “Redemption”, mandando positivamente a casa il cospicuo numero di persone presenti. In conclusione, la serata nel complesso risulta essere positiva per essersi svolta al Wishlist, un locale che comunque non è così grande come il Traffic Club o il Crossroads (a Roma). Si può, tranquillamente dire, che il numero dei presenti fosse decisamente alto per il Wishlist e che le band presenti abbiano regalato loro delle buone performance, seppur non decisamente perfette. Inoltre, come ultima aggiunta si può dire che tutte le band – eccetto i Rome In Monochrome in parte – hanno eseguito i loro live con poca verve e più concentrazione, quindi quasi statici. Una vera pecca, perché i generi da loro suonati meritavano più headbang che fermi sorrisi di assenso.

 

Monochrome

Killer

Paranova

Black Sun (Dead Can Dance cover)

The Last Laugh

Angelic

Saviour

A Portrait of a Young Man As an Artist

Can of Worms

Over Your Shoulders

Leaving Eden

Wide Awake in the Concrete Asylum

Welcome to the Machine (Pink Floyd cover)

Stillborn Empires

 

ENCORE:

 

Redemption