24 APRILE 2019

"Speed Kills" è l'album di debutto dalla band fiorentina: Speed Kills che, dopo ben 8 anni di gavetta e preparazione (e qualche scossone fortunatamente risolto), una demo e un EP autoprodotto, mette a segno queste 12 devastanti tracce di metal purissimo e velocissimo. Il progetto nasce dall'incontro di quattro musicisti, rispettivamente: Andrea Sacchetti alla voce, Niccolò Talenti alla chitarra e cori, Gabriele De Feo alla batteria e Davide Cantina al basso e cori. L'album "Speed Kills", terminato e lanciato nel 2018, presenta tutte le influenze e le caratteristiche del metal più veloce,grezzo e spregiudicato con ben definite influenze thrash e hardcore. I quattro infatti sembrano avere le idee molto chiare su quello che ci vogliono presentare e si denotano influenze di molte band storiche del panorama Speed metal e thrash, soprattutto di matrice oltre oceano, il tutto amalgamato in uno stile personale e tecnicamente impeccabile che dà subito l'idea di un lavoro eseguito con molta grinta, sfogo e voglia di spaccare. Apre le danze "Devastation", arrabbiatissima e velocissima, è devastante di nome e di fatto e presenta perfettamente lo stile dell'intera opera. Segue "Gothic line", con un'introduzione dall'apparenza più soft rispetto alla precedente che esplode al trentesimo secondo in tutto il suo ardore e senza nessuna pausa di riflessione tra una battuta e l'altra. La terza traccia "We suck", che apre con un sonoro vaffan#ulo, con la sua influenza spregiudicata e ribelle, è decisamente la più scanzonata e divertente canzone dell'album. La quarta traccia, "Angor Animi", non colpisce per originalità, pur avendo decisamente un ottimo tiro mi dà l'impressione di una melodia già ampiamente utilizzata per altre note canzoni metal da diversi artisti del settore. Notevoli e marcati, comunque, sia i cori che i riff. "Beerserker" apre con una meravigliosa introduzione di basso molto aggressivo e prosegue con piacevoli spunti di rock marcio e maleducato. "Wolfman", sesta traccia dell'album, parte a raffica e scandita come uno schiacciasassi. Batteria e chitarra velocissime dove non c'è neanche lo spazio per un respiro, fanno da culla al nostro cantante che sprizza carica ed energia, in realtà per tutte le dodici tracce dell'album adeguandosi perfettamente come un camaleonte ad ognuna di esse, compreso questo rullo compressore. Lo stile viene mantenuto per la traccia successiva "Bombs over Dresda", che risulta però leggermente più ripetitiva e meno originale della precedente. Un cambio di presentazione lo troviamo nell'ottavo brano, "Land of the dead", che si presenta con un'atmosfera leggermente più cupa e maledetta (cori compresi), e articolata nelle armonie dei vari strumenti. "Curse of the Swamp", ha un'introduzione che  rappresenta la tipica fucilata thrash e poi esplode in tutto il suo maledetto ardore. La decima traccia, "LA fuckers", e la successiva "We brake for nobody" sono piuttosto similari. Entrambe stile metal old school, sono perfette colonne sonore per sfrecciare a 240 km orari senza soste lungo il cammino. Due brani inca##ati, grintosi ma forse un po' troppo ripetitivi e di stile non particolarmente originale. La canzone di chiusura "Gates of ishtar"  è la portata che tutti aspettiamo, anche per la speciale partecipazione alla voce dell'ospite d'onore "Steeve Sylvester" (frontman dei ben noti "Death-SS" e attore). Lo stile si scosta completamente da quello di tutte le altre canzoni presenti nell'album, l'introduzione ha quel sapore esotico, magico e oscuro che accoglie molto bene il nostro ospite, l'atmosfera drammatica e il ritmo lento e decadente magnificamente impastati in questo ottimo brano che personalmente trovo davvero la chicca dell'intera opera. 

Conclusioni? nell'insieme sicuramente un album che merita di essere portato in live ovunque, che piacerà senza ombra di dubbio agli amanti del genere, curato registrato e prodotto con ottima qualità, con una piccola e quasi insignificante nota di demerito sulla ripetitività di alcuni brani (fattore giustificato dal fatto che probabilmente i quattro, dopo molto tempo di attesa avevano davvero voglia di mostrarci tutto ciò che sanno fare e dare). Consigliato assolutamente a tutti i cultori del metal old school, del thrash metal, del rock grezzo e punk hardcore. E a chi ha voglia di dare una bella scrollata al piattume musicale a cui ultimamente veniamo sottoposti sempre più spesso.

 

Elisa Gasparinetti

85/100