20 MAGGIO 2018

A CURA DI ENZO PRENOTTO

 

Krach Club di Monastier (TV) 1 Maggio 2018

Sono giorni di relax per la maggior parte delle persone e molte di loro hanno approfittato del lungo ponte per concedersi qualche viaggio fuori città. Chi, come il sottoscritto, non ha avuto l’opportunità di vacanza, avendo avuto per miracolo solo il primo maggio come giornata libera, avrebbe dovuto solo riposarsi ma la chiamata ad un evento importante come una data veneta dei Christian Death non poteva essere ignorata. 

Il concerto in realtà è stato solo un tassello della giornata in quanto fin dal pomeriggio si sono esibite bands locali in un contesto sonoro chiamato KRACH - OPEN AIR FESTIVAL presso il Krach Club di Monastier (TV). Il programma completo prevedeva gli show di: La Pazzia, Malota, Rudhen, Royal Guard e Der Himmel uber Berlin.

La giornata fortunatamente si dimostra ottima dal punto di vista climatico ed ha permesso agli spettatori di godersi tutti i concerti in santa pace e tranquillità. Causa stanchezza, al vostro affezionatissimo non è stato possibile vedere tutti i gruppi del pomeriggio che arriva in loco in tempo solo per l’ultima band in cartellone ossia i Der Himmel uber Berlin da Trieste. Lo show dei friulani parte in maniera decisamente efficace e sfiziosa. Il post punk proposto combina irruenza e melodia in maniera tutto sommato piacevole ma con il passare dei brani purtroppo si nota una preoccupante ripetitività. I brani tendono ad essere tutti uguali e la più che buona capacità tecnica dei musicisti non riesce a sopperire tale mancanza di ispirazione. Dispiace che il songwriting sia così statico e monotematico ma si faceva davvero fatica a distinguere le canzoni una dall’altra. Gran peccato. 

Prima degli headliner approfitto di mangiare qualcosa nel bar interno, che vedeva anche la presenza del palco previsto per i protagonisti della serata. Le porzioni sono state abbondanti (davvero consigliate!) e l’arredamento della saletta davvero rustico ed old school con il dj che metteva su dischi metal a getto continuo. L’area circostante il locale è verde ed immersa nella campagna, ideale per eventi all’aperto ed il programma mensile dei concerti è bello ricco. 

 

I Christian Death arrivano sul posto con un ritardo mostruoso e fra lo scaricamento strumenti e soundcheck le porte aprono molto tardi rispetto all’orario previsto. E finalmente dopo tanta attesa e davanti ad un pubblico caloroso, seppur non così numeroso come mi sarei aspettato, il trio americano compare on stage. La formazione nel corso dei decenni ha visto tantissimi cambi ed è rimasto solo Valor Kand a tenere alta la bandiera alla voce e chitarra oltre che dalla bassista Maitri Nicolai e dal nuovo batterista (chiedo venia ma non so il nome). Era mia curiosità assistere al concerto della band, che nata alla fine degli anni 70’ ha sempre offerto grande musica nel versante gothic rock, pust punk dando una forte linfa al movimento new wave. Lo show si dimostra compatto e solido dai suoni ottimi. Il lavoro chitarristico di Valor è possente, cupo e massiccio sia nel riffing che negli assolo come pure l’opera al basso di Maitri. La prosperosa e sexy bassista si presenta con abiti succinti e sprigiona erotismo ad ogni movimento ma fortunatamente non è solo tutta apparenza in quanto il groove del basso dà pienezza al sound e pure la voce seppur non particolarmente tecnica o virtuosa si abbina bene alle vocals del tenebroso Mr. Kand. La setlist spazia bene tra i numerosi dischi pubblicati dal gruppo ed anche le canzoni a suo tempo cantate dal buon Rozz Wiliams (morto purtroppo suicida nel 1998) vengono eseguite con passione e rispetto. Alla fine dei conti il concerto è stato soddisfacente ed ha permesso ai presenti di gustarsi una band storica che continua con entusiasmo a trasmettere oscure emozioni. A fine concerto ho avuto modo di salutare la band che si è dimostrata umilissima e cordiale e nonostante si sia esibita in un posto piccolissimo rispetto ai propri standard non si è tirata indietro nel dare il massimo. Peccato per gli assenti.

Un grazie a tutto lo staff del locale ed all’organizzazione a cui si augura di andare avanti nel tempo. C’è sempre più bisogno di realtà locali come questa!