20 MARZO 2018

A CURA DI LOREDANA GARRA

 

Roncade, 18 marzo 2018

In questa domenica sera piovosa e gelida si svolge al New Age di Roncade il concerto dei Satyricon, leggende del black metal norvegese, che propongono il loro ultimo album "Deep Calleth Upon Deep".

Nel locale si respira febbrile l'attesa per la band che si presenta con "Midnight Serpent", Satyr è magnetico e catalizza immediatamente l'attenzione su di sé mentre i musicisti si dimostrano fin da subito all'altezza delle aspettative con un'esecuzione del brano impeccabile e coinvolgente. Nonostante il palco sia di dimensioni piuttosto ridotte e le luci impediscano totalmente la visione su Frost, sempre velocissimo e perfetto, ognuno si muove in maniera elegante e sicura. Inizia "Our World, It Rumbles Tonight", semplicemente magnifica, durante la quale il front-man incita i fans che iniziano a scaldarsi per le successive "Balck Crow On A Tombstone", con quel suo riff ipnotico, e "Deep Calleth Upon Deep" da brividi!! Il sound sembra quasi un black'n roll con richiami alle cupe atmosfere di album come "Now, Diabolical" e "The Age Of Nero".

Dopo una breve pausa, si riprende con "Repined Bastard Nation" da "Volcano" e "Nocturnal Flare", meravigliosa nel suo incedere, che cattura ancora di più l'attenzione degli astanti. Esplode "Commando", una bomba di pezzo che alza il tiro del concerto grazie alla sua dinamitarda potenza, e a seguire, come sull'album, "The Wolf Pack" che entra nelle orecchie, nella testa. "Now, Diabolical" è un inno! Il pubblico è partecipe e Sigurd Wongraven, visibilmente soddisfatto, nei suoi interventi tra una canzone e l'altra non fa mistero di amare l'Italia (...e i suoi vini!!) e considerarla come la sua seconda casa.

Dopo il secondo intermezzo, è la volta di due estratti dall'ultimo D.C.U.D., "To Your Brethren In The Dark" e "The Ghost Of Rome", brani bellissimi, soprattutto il secondo con un suono estremamente particolare e suggestivo. Dal nuovo all'antico: "Walk the Path of Sorrow" da "Dark Medieval Times", a dir poco emozionante. E' l'ora di "Transcendental Requiem of Slaves" da Nemesis Divina", durante la quale anche Satyr suona la chitarra. "Mother North" è evidentemente la più attesa e la più amata della set-list, il coinvolgimento della platea è al picco massimo di tutto lo show.

In chiusura i tre caposaldi immancabili "The Pentagram Burns", “Fuel For Hatred” e la grandissima "K.I.N.G.", che non hanno bisogno di essere commentate.

Un live eccellente di una band, a mio avviso, fra le migliori in circolazione, e non solo in ambito estremo.