22 DICEMBRE 2018

A Cura di Matteo Musolino

 

Si è tenuto lo scorso 9 novembre, nella sua terza edizione italiana, il Volcano Rock Fest International; noi di I.V.L. eravamo presenti, ci siamo emozionati con il pubblico in sala, ne abbiamo raccolto le impressioni a caldo e ve le presentiamo oggi in queste fredde giornate invernali. Anche per questa edizione è stata scelta la location dell’ormai consolidato palco del Legend Club in Milano, matador della serata Carlos Cantatore (solitamente dietro alle pelli dei MaterDea). 

Tra gruppi emergenti e guest internazionali, tutto rigorosamente made in Volcano Records, abbiamo assistito ad uno show poliedrico come pochi sanno organizzare. Tutto l’apparato della serata è stato ben costruito, le band presentate hanno portato un ventaglio di suoni e stili molto ampio, permettendo a tutti gli spettatori di godersi una serata a base di ottima musica e di una grande ecletticità musicale, in barba alle classiche serate monotematiche che spesso caratterizzano questi eventi. Da subito, come primo valore aggiunto, hanno preceduto i concerti serali, gli show acustici dei Venus Mountains e Breaking Larsen Theory. Una piacevole sorpresa per chi conosceva queste band solo dal punto di vista dei live elettrici ed in questa serata ha avuto modo di apprezzarne le doti più introverse in un ottimo unplugged. In pieno accordo con la mission dichiarata dalla padrona di casa le danze si aprono definitivamente con i Red Riot. 

I giovani rampolli della produzione italiana si sono scatenati con una ottima presenza sul palco sia dal punto di vista tecnico che con una massiccia dose di Thrashin' Sleaze Metal con la presentazione del nuovissimo album: “Seek! Kill! Burn!”. Non facciamo a tempo a riprenderci da questa sferzata di energia che il palco viene già preparato per lo spettacolo successivo. La cura degli organizzatori nel permettere alle band di avere un cambio palco veloce ma senza rinunciare ad una qualità sonora senza compromessi è degna di lode. Da questo punto di vista, durante la serata, non si è assistito nemmeno ad un piccolo granello fuori posto e se pure qualcosa fosse anche accaduto dietro le quinte non ce ne siamo davvero accorti, sotto al palco abbiamo solo potuto godere di un’ottima serata. Subito prendono posto gli Ephyra, band che oramai ha già una carriera alle spalle; copn degli ottimi album già editi ed una folta schiera di seguaci. Nella serata hanno presentato il loro consueto stile di matrice folk/ Death Metal, accompagnato dai nuovissimi suoni delle loro ultime produzioni, molto più asianeggianti ed evocativi. La serata è stata inoltre impreziosita dalla presenza di Lucia Amelia, già cantante dei Trewa, che ha duettato con Francesco Braga, sostituendo per la serata la voce ufficiale di Nadia Casali [la cantante è in dolce attesa n.d.r.]. 

Per gli amanti del Progressive la serata ha proseguito a ritmo serrato con Gianluca Ferro, in un turbine di cambi ritmici ed assoli di chitarra certosini e ricercati. Sicuramente uno dei momenti più tecnici ma per questo non meno energici della serata. È in questo caso un peccato che la sua esibizione si sia limitata ad un numero esiguo di brani. La serata si fa calda con lo show seguente dei Love Machines, co-headliners della serata. Il gruppo non ha bisogno di presentazioni ed ha permesso al sottoscritto di testare la bontà dell’organizzazione della manifestazione proprio osservando il pubblico attirato da questi ultimi. Non è usuale osservare un ventaglio di età così ampio, dal teenager all’ascoltatore più maturo, tutti hanno scosso le teste alla musica di questi “Old Boys”. L’energia scaturita dalla band, forte di una nuova ed azzeccata formazione, ha scaldato a dovere gli animi, i quali perdono ogni controllo con cover di “We’re Gonna Take It”. Arriviamo al piatto forte della serata con Thomas Silver; fondatore degli Hardcore Superstar, il quale si presenta sotto etichetta Volcano con il suo progetto solista. Poliedrico e trascinapopoli, il nostro, oltre a portare la serata a livello internazionale prende possesso assoluto del palco. Da subito il pubblico lo accoglie calorosamente e la sua musica, misto di Rock, Pop, Metal ed addirittura Punk. Inutile negare che molte persone siano qui apposta per lui e davvero lo si è sentito nei cori plateali dove Thomas si diverte molto a cantare insieme al  suo pubblico; brani tratti dal suo ultimo lavoro e dei tributi alla sua carriera passata. Una serata davvero notevole, ben organizzata e che speriamo abbia un seguito negli anni a venire.